Conoscere Serena Vitale/Un progetto a fumetti

Non è facile avvicinarsi alle scrittrici che si amano. C’è sempre in agguato la paura della delusione, del disinganno. Che dire della necessità di svelare l’identità di Elena Ferrante? Se poi un’autrice vuole stare nel suo cantuccio, parlarci con la nostra voce interiore, mentre la leggiamo, non la si può giudicare. Forse è un modo per evitarci l’intimità, che come nella relazione amorosa, può diventare un ostacolo all’estasi dell’innamoramento. Eppure, ci sono anche coppie che funzionano…

Quando cercai Vitale, non lo feci comunque con l’intenzione del contatto della fan, per quanto fossi da tempo un’affezionata lettrice di tutte le sue opere non accademiche. Me l’aveva fatta conoscere una cara amica, anche lei con la malattia della poesia russa: fu con Il bottone di Puškin che avvenne il fattaccio, il primo incontro. Così, i suoi libri diventarono uno degli argomenti principe dei caffé con l’amica Cristina. “Che cosa ne pensi de L’imbroglio del turbante?”, “Ah, non è stato compreso dalla critica. Il Caucaso crea sempre nemici…” “E qual è il tuo racconto preferito di Casa di ghiaccio?” Tutti in fondo abbiamo bisogno di hit parade... Di fatto, proprio L’imbroglio fu lo stimolo per la storia pubblicata su Le Monde Diplomatique nel 2010. Ma non glielo dissi, fu un’ispirazione, non un adattamento.

Dopo aver letto invece A Mosca, a Mosca, mi è nata l’idea di un adattamento a fumetti dell’autobiografia di Serena Vitale, di questo prezioso libro, ironico, delicato, vero. Così le ho scritto e sono andata a trovarla un pomeriggio a Milano a casa sua.

Non mi ha delusa, tutt’altro. Ci siamo fumate un pacchetto di sigarette ciascuna, felici di non dover rinunciare al vizio, parlando fitto fitto. Lei entusiasta, mi ha anche detto che aveva deciso di darmi una chance visto che insegno Italiano a scuola, e quindi si presuppone che sappia scrivere in italiano. Cosa che spesso non accade…E mi mostrò le note che faceva ai libri che le spedivano in lettura incauti scrittori. Lo spirito della filologa, ben raccontato e al centro di molti episodi che intessono le pagine dei suoi post romanzi, venne fuori azzannandomi un po’.

Non è stata la paura ad aver frenato questo progetto, ma il susseguirsi di progetti che prendevano piede e si concretizzavano in libri da consegnare, uno all’anno. C’era anche la questione di chi avrebbe potuto disegnare questo progetto. Lei ne parlò in una conferenza in Russia, mi racconto qualche mese dopo. Poi ci perdemmo. Ora credo che sia giunto il momento di riprenderlo in mano, visto che forse ho trovato la disegnatrice adatta…La vita di Serena è una romanzo di formazione in terra russa di una giovane donna che la passione e la curiorità portò oltrecortina quando ancora pochi avevano l’opportunità di andare e tornare, entrare nella lingua, ascoltare, condividere un mondo che oggi non c’è più. O quasi.

#Fumetto #SerenaVitale #Biographies

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