Il Gender Gap in Italia e quel dito dell’empowerment politico che nasconde la luna (nera) del lavoro non pagato
Che l’Italia non sia un Paese per donne non è certo una notizia. Forse, dovrebbe esserlo — per la presuntuosa superiorità che si legge nei nostri occhi quando parliamo di una certa Africa o di un certo Oriente — il fatto che Rwanda e Filippine ci fanno le scarpe quando si tratta di parità di genere — e quindi anche di diritti delle donne. Ma non è questo il punto. Recentemente, il World Economic Forum ha pubblicato il Global Gender Gap Report 2014 e per me, per noi che (ahimè) non siamo islandesi, è l’occasione per riflettere un po’.
Facciamo ancora piuttosto pena — 69esimi su 142 paesi — ma alla prima occhiata, verrebbe da dire che si può comunque esser contenti, visto che negli anni addietro si faceva quasi sempre più pena di oggi.
Peccato che a dare una spintarella per superare qualche posizione nel report di quest’anno sia stata la rappresentanza femminile nell’ultimo governo, quel 50–50 iniziale che ha attirato l’attenzione sul dito che nascondeva la luna.

Siamo ancora lontane dall’idea di un capo dello Stato donna — ma, si obietterà, il percorso per un empowerment serio delle donne è appena iniziato. Come dire: diamoci tempo.
Il problema vero, nascosto dal dito dell’empowerment politico, è però di natura ben più concreta, economica. Non solo nell’ultimo anno le opportunità per le donne sono diminuite, ma in generale per quanto riguarda la partecipazione economica femminile, l’Italia è crollata rispetto al passato, andando a toccare il punto più basso dal 2006, ovvero dall’anno in cui il report è stato pubblicato per la prima volta. Insomma, quella italiana è un’economia che odia le donne? Non proprio, si direbbe a leggere il numero ore di lavoro femminile non pagato. Il dato non figurava nel report dello scorso anno ma denuncia comunque lo squilibrio attuale, svelando una media di 315 minuti quotidianamente impiegati dalle donne in attività lavorative non retribuite, contro i 104 degli uomini. 315 minuti: poco meno di 5 ore e mezzo.
