Giorno #12 Eia!

Porto Giunco

La meta di oggi è Porto Giunco, una spiaggia nella Marina di Villasimius. Arriviamo dopo aver attraversato colline verdi e prati bruciati dal sole, una strada sterrata e polverosa e aver percorso l’ultima parte a piedi in un sentiero arido,ma piuttosto ampio. La spiaggia è anche detta “dei due mari” perché alle spalle ha uno stagno, sulla cui superficie nuotano fenicotteri rosa. Già così, visto da lontano il paesaggio è suggestivo, con quella striscia di sabbia bianca in mezzo al blu, che la accerchia da ambo i lati, ma niente a che vedere con quello che troviamo quando arriviamo. La spiaggia è candida, lunga e ampia e fatta di sabbia finissima e soffice. Ci sono bar iper-forniti e stabilimenti balneari, un centro per le immersioni, una scuola di surf e un punto di partenza per le escursioni in barca. Persone di tutti i tipi si muovono in costume in ogni direzione e la scena sembra surreale, perché resa completamente muta dal vento, che inghiotte ogni suono e rigurgita solo lo scrosciare delle onde sul bagnoasciuga. Il mare si estende basso per molti metri dalla riva e assume tutte le tonalità del turchese, azzurro, verde e blu man mano che tocca l’orizzonte, ma la sua bellezza è in qualche modo 'rovinata' dalle onde spumeggianti che mescolano tutti i colori e portano alghe sul bagno asciuga. Decidiamo di camminare verso gli scogli alla nostra destra per vedere se troviamo un posto più riparato dal vento fastidioso. Ci inerpichiamo sugli scogli, con tanto di zaini e ombrelloni, impresa non facile. E' tutto un “metti il piede lì” e “tieniti con la mano là”, manco fossimo in uno sketch di Aldo, Giovanni e Giacomo o nel bel mezzo di una partita a Twister, ma alla fine riusciamo a passare dall’altra parte. La fatica è stata premiata: scorgiamo tra le rocce una minuscola caletta di sabbia bianca, dove il vento non arriva e il mare è piatto come una tavola, a dispetto del vortice di onde che spumeggia tutto attorno. L’acqua è una meraviglia: trasparente e bianca sulla riva, poi più azzurra e turchese, per diversi metri, mantenendosi sempre molto bassa. La luce del sole si riflette sulla superficie e illumina tutti i colori, rendendo l’acqua ancora più trasparente e lucente. Guardando verso il largo, il turchese, il celeste e il blu si toccano in diverse strisce di colore, come il manto tigrato di un gatto. Siamo molto soddisfatti di aver trovato questo angolo tranquillo, in quest’oasi di colori meravigliosi, così ci sistemiamo e andiamo subito a fare un bagno: il mare è troppo invitante per resistere un minuto di più. Vorrei scattare mille fotografie, o portarmi a casa un pezzo di questa meraviglia azzurra e multicolore, bassa e limpida, che trasmette pace, tranquillità e sicurezza. Alla nostra destra ci sono dei grandi sassi levigati, posizionati in acqua vicino alla riva, prima degli scogli. Sono messi in posa, quasi ad aspettare che un pittore li ritragga, così li accontento e faccio loro un servizio fotografico: l’acqua, limpida e trasparente tutto intorno a loro, li sfiora dolcemente, come amanti che si coccolano prima di addormentarsi. Solo oltre inizia a colorarsi di azzurro chiarissimo, dapprima quasi bianco, poi leggermente più scuro.

Ormai non saprei più dire quale sia il posto migliore o quello più caraibico tra tutti quelli visti nei giorni scorsi. Nonostante queste vacanze siano costellate da paesaggi meravigliosi e angoli incantevoli, non smetto mai di sorprendermi davanti a tutte le sfumature che può assumere il mare e sto lì, meravigliata, a guardarlo per ore. Sospendo la mia visita a questa mostra, solo per immergermici, possederla e farla mia.

Nell’acqua così bassa, si può giocare, tuffarsi, rincorrersi e lanciarsi la palla, così le ore scorrono divertenti e quasi sempre in acqua. Ad un certo punto seguo il mio compagno a fare snorkeling vicino agli scogli, dove l’acqua è più alta e scorgo tutta una città in movimento, in fondo al mare. Sul fondale ci sono piante e alghe e tantissimi pesci: alcuni sono argentati, altri bianchi con delle strisce nere e la forma un po’ panciuta, altri ancora sono magri e allungati con delle righe arancioni e marroni tutte avvitate lungo al corpo, alcuni sono piccoli, altri molto più grandi. Il mio compagno riesce ad avvistare un branco di 27 esemplari argentati grandi una ventina di cm! Sono meravigliata e mi godo la sensazione di osservare questo mondo silenzioso, fin quando riesco a sopportare il freddo dell’acqua attorno a me, poi sono costretta a tornare verso la riva a riscaldarmi un po’.

La gita è stata entusiasmante, così al rientro in campeggio, ci tuffiamo letteralmente sulla cena, a base di formaggi, salsicce alla griglia e insalata. Divorato tutto in un battibaleno, ci prepariamo e andiamo a vedere il musical di Pinocchio allestito dall’animazione. Sarà la stanchezza della giornata, o il calore della felpa che mi ripara dall’aria fredda della sera, ma lo trovo un po’ noioso e lotto con me stessa per non addormentarmi sulla sedia. Dopo la prima metà convinco il mio compagno ad abbandonare il teatro e finalmente posso crollare!

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