Giorno #13 Eia!

Villasimius

L’abaco dei giorni di vacanza è sbilanciato verso quelli già trascorsi e con ieri abbiamo aggiunto un sassolino a questa fila già numerosa. Rimangono solo più 3 palline dall’altra parte, che vogliamo sfruttare al massimo per fare il pieno di relax prima di partire.

Stamattina ci alziamo in tutta calma e facciamo colazione con un caffè profumato e un bombolone alla crema coperto di zucchero. Il vento finalmente ha smesso di soffiare, almeno per un pò, e la giornata inizia calda e soleggiata. Quando giungiamo nella spaziosa spiaggia del campeggio, scopriamo che il mare è piatto come non l’abbiamo mai visto qui in villaggio e ci posizioniamo sulla sabbia soffice soddisfatti. Non facciamo in tempo ad immergerci, però, che un torneo di Beach Volley ci reclama e così ci buttiamo in questa sfida. Il piacere di giocare a palla è secondo me un bisogno quasi istintivo dell’essere umano, che tira fuori la spensieratezza del bambino che c’è in ognuno di noi. Così ci divertiamo a impanarci nella sabbia, in tuffi rocamboleschi per recuperare il pallone e non badiamo al sudore che ci imperla la pelle. Alla fine luccichiamo sotto il sole, come bodybuilder ben oliati, abbiamo il fiato corto e il sorriso stampato in faccia per le risate e le nuove conoscenze. Il mio compagno prova ancora a vincere il “gioco aperitivo” , ma conquista solo due belle sbucciature sanguinolente sulle tibie. Almeno ritorna con l’aria divertita!

Finalmente ci tuffiamo in mare e ci rinfreschiamo in quell’acqua così azzurra e limpida. Il vento ci concede ancora un paio di bagni e qualche fotografia per immortalare tutte le sfumature di celeste e blu del mare, prima di arrivare ad incresparne la superficie. Le onde crescono e spumeggiano sulla riva, agitate dal vento, che soffia sempre più forte, portando via con sé tutti i suoni, tranne lo scrosciare dell’acqua sul bagnoasciuga. Dopo pranzo, ci immergiamo nel mare verde acqua, giocando a saltare le onde, a sfidarne la rabbia tuffandoci all’interno di quelle più alte, o a prendere la rincorsa dalla riva per immergerci saltando di testa nelle acque agitate. La schiuma ci spinge di qua e di là e ridiamo come bambini in questo bagno che forse è il più divertente della vacanza. Il tempo di asciugarci un po’ e verso le 16:30 rientriamo in campeggio per una bella doccia calda.

Ci prepariamo e ci mettiamo in ghingheri per la nostra prima gita cittadina, alla volta di Villasimius. Il paese è fatto di casette color rosa e arancio e inserti di pietra, addossate sulla collina e collegate al mare dalla via principale, piena di negozi. Girovaghiamo senza meta ed entriamo in tutte le botteghe di souvenir, spendendo troppi soldi per oggetti inutili, da bravi turisti. Approdiamo per caso in un negozietto di prodotti tipici sardi e perdiamo un sacco di tempo, rapiti da sapori e profumi, assaggiando salumi e degustando mirto (!) e alla fine ne usciamo con un po’ di acquisti. La signora dietro il bancone è squisita, come tutte le persone sarde che abbiamo incontrato qui, e tra un bicchierino di liquore ghiacciato e un altro, ci prenota lei stessa la cena in un ristorantino di fiducia. Quando usciamo, la passeggiata inizia a riempirsi di gente pronta per cena e scopriamo mille locali accendersi di luci e di vita, lungo la strada che porta al mare. Ognuno ha un dehor più bello dell’altro, con giardini e sedie dalle forme più curiose: poltrone di vimini o cuscinoni giganti, tappeti o lettini o morbide chaise longue. In questi angoli verdi di rampicanti e fiori, persone eleganti sorseggiano vino sgranocchiando qualcosa da mangiare e chiacchierando tra loro.

Quando deviamo in una via secondaria e raggiungiamo il ristorante, è ora di cena. Ci accomodiamo in un tavolino sotto un pergolato e ordiniamo due piatti a base di pesce, accompagnati da pinzimonio di verdure e vino bianco fresco. Il pescato del giorno è ottimo e la cena si rivela squisita. Decidiamo di concluderla con un gelato da passeggio, unendoci alla moltitudine di turisti che popola la via centrale, ora in festa: luminarie, musica, bancarelle e artisti da strada la rendono ancora più vivace e allegra. Così gustando un gelato artigianale, ci concediamo una serata di caos e disordine, suoni e profumi, guardando prima una bancarella poi uno show da strada fino a tornare al parcheggio dove abbiamo lasciato l’auto. Tutto questo brulicare di turisti, ci ha ricordato le tipiche città di mare a cui siamo abituati, un budello ligure con il suo groviglio di ristoranti e negozi è quello di più somigliante che conosciamo. Ci voleva una serata un po' più cittadina, ma preferiamo decisamente leggere un libro nella frescura della pineta, sotto il cielo stellato. Alla fine spostiamo un altro sassolino dalla parte dei giorni di vacanza finiti e andiamo a dormire.

One clap, two clap, three clap, forty?

By clapping more or less, you can signal to us which stories really stand out.