Giorno #15 Eia!

Cavallucci marini e arcobaleni

Stamattina ci svegliano le note sussurrate dalle gocce di pioggia che ticchettano sopra le tende, le foglie e le case. Come il primo giorno, è questo piccolo piovasco a salutarci e a chiudere il cerchio. Sembra quasi che tutto possa riniziare da capo, in un eterno finale e in un infinito principio. Proprio come il primo giorno, in breve tempo la pioggerella finisce la sua sfilata musicale tra le fronde degli alberi e permette ad una bellissima giornata soleggiata di fare il suo ingresso trionfale. Tiriamo un sospiro di sollievo e, contenti di poter preparare le valige all’asciutto, ci adoperiamo per caricare l’auto e mettere via le ultime cose.

La nave sarà stasera ad Olbia, per cui possiamo goderci ancora una mezza giornata di mare limpido e cristallino, sole luminoso e cielo azzurro, prima di partire. La giornata ha quel sapore dolce amaro delle ultime cose: l’ultimo torneo di Beach tennis, al quale perdiamo spudoratamente; l’ultima disfatta al “gioco aperitivo” che oggi consiste in un buffo tiro della ciabatta, il quale ci rende ridicoli e ci fa ridere a crepapelle; l’ultima sequenza di bagni freschi: ancora uno, ancora uno, come le ciliegie. Oggi ci rende i suoi omaggi anche questo splendido mare, che ci ha tanto deliziato con tutte le sue sfumature, i suoi luccichii, le sue acque limpide e i suoi sbalzi di umore, portando verso riva un piccolo cavalluccio marino. Che sorpresa! Mi sembra di aver trovato un quadrifoglio in mezzo a un prato! L’esserino è grande come il pollice di una mano, e nuota vicino a noi, probabilmente non sapendo dove sia finito. Prendo questo incontro come un portafortuna per le attività che riprenderemo a breve e torno al sole per asciugarmi, prima di congedarmi.

Siamo quasi al porto quando ci coglie un fragoroso temporale. Però piove con il sole e così, all’improvviso, buca il cielo plumbeo un fantastico arcobaleno! Dipinge tutto il semicerchio, come nei cartoni animati o nei disegni dei bambini ed è luminoso e coloratissimo, ma d’altra parte, come poteva essere altrimenti in questa terra di Arlecchino, dove tutto è intenso e luccicante? Scatto mille fotografie dal finestrino a quella pennellata di rosso, arancione, giallo, verde, blu, indaco e violetto: non manca nessuno ci sono tutte e 7 le tonalità dello spettro, tutte in fila come i nani di Biancaneve. Mentre guardo indietro verso l’arcobaleno, penso che non poteva esserci conclusione più azzeccata: dietro di me queste meravigliose vacanze in tutti i suoi vividi colori e davanti a me il cielo grigio e cupo a ricordare l’autunno imminente e il rientro in città. Messaggio recepito: è ora di imbarcarsi.

Quando guardo dinuovo fuori dal finestrino, siamo a Genova, in un esplosione di traffico, case ravvicinate e strade affollate. Ci suona tutto insolito, dopo 17 giorni completamente immersi nella natura, ma siamo cittadini nel cuore e ci sentiamo già a nostro agio.

Finalmente arrivati nella nostra città, tiriamo giù i finestrini e annusiamo l’aria, che sa di mattino, di umidità, di erba bagnata e di Casa. Il cielo è quasi bianco e il sole è pallido, l’aria è più pesante, ma è dolce. La lingua può leccare le labbra senza contrariarsi del loro sapore salato e la pelle può finalmente distendersi, perché non c’è un alito di vento a screpolarla. Tutto intorno a noi prati verdi, anziché terra bruciata dal sole, e sotto di noi asfalto bagnato, fresco di pioggia. E ultime, con tutta la loro regalità, le mie montagne! Mi guardano dall’alto, quasi a dirmi ‘dove sei stata per tutto questo tempo? Ci sei mancata!’ Siete mancate anche a me, ma ora è il profumo di Casa quello che sento. Sono tornata.

The End.

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