Giorno #5 Eia!

Scoglio di Peppino

Guardo fuori dal finestrino e mi sorprendo di vedere una località turistica affollatissima, ai lati della strada. Non solo vegetazione selvaggia dunque, ma un paesino ricco di negozi, un mercato iper colorato e attività di vario genere, alberi e fiori rosa e arancio nei giardini delle case e sul ciglio della strada, il tutto a pochi km dal nostro campeggio. Le abitazioni sono basse con il tetto piatto e di colore rosa. Nonostante il sole forte che ci batte sopra, non sono assolutamente sbiadite e con tutti quei fiori appaiono ancora più colorate! In dieci minuti di viaggio arriviamo a destinazione: spiaggia di Santa Giusta e scoglio di Peppino.

Dobbiamo camminare un po’, sprofondando nelle dune di sabbia finissima, ma il posto ne vale la fatica. Davanti a noi si estendono chilometri di spiaggia bianca, con alle spalle vegetazione profumata e un po' più lontano alcune basse colline brulle; alla nostra sinistra il mare è un po’ agitato dal vento, ma conserva uno splendido colore azzurro chiaro. Posizionate le nostre cose, decidiamo di camminare verso lo Scoglio di Peppino, che si erge maestoso un po’ più avanti a noi. Quando arriviamo, lo spettacolo che ci si para davanti è magnifico: una lingua di sabbia e rocce collega la riva a uno scoglio che sembra il guscio di una tartaruga, che dorme sotto l’acqua. La spiaggia si restringe a una striscia sottile e la vegetazione cresce su un piccolo promontorio. Camminando ancora oltre, troviamo rocce e piccoli massi chiari e levigati, alcuni lambiti dalle acque cristalline, altri più alti. Saliamo su questi ultimi e scorgiamo una caletta incantevole di sabbia bianca, incastonata tra gli scogli beige e grigi. L’acqua in questo piccolo scrigno del tesoro è liscia come l’olio, a dispetto del vento, e culla con un lento sciabordio i pochi bagnanti adagiati sulla riva. Il mare degrada piano piano oltre gli scogli, dove l’insenatura riabbraccia il mare aperto, per cui l’acqua è bassissima e chiara come quella che scorre dai rubinetti di casa. Lambisce i massi sparsi qui e là vicino alla riva, lasciati da un gigante che ha giocato ai Dadi. Dal bianco all’azzurro tenue fino a quello più intenso, i colori si susseguono fino al largo, riempiendo la cornice di scogli, rocce e vegetazione. Così, non era previsto, ma è impossibile resistere: ammucchiamo cappelli, occhiali e ciabatte in un angolino e ci immergiamo nell’acqua fresca. Da quell’angolazione il paesaggio è ancora più bello: il sole si specchia sul mare creando mille giochi di luce e ombre. Dopo il bagno, proseguiamo l’esplorazione e ci inerpichiamo sullo Scoglio di Peppino. Per farlo camminiamo sulla lingua di sabbia che lo collega alla riva e che divide i flutti in due zone di colori: verde acqua da un lato, azzurro intenso dall’altro. La roccia è rovente, liscia e non facile da scalare, ma raggiungiamo ugualmente la cima. Da là sopra abbiamo la vista allargata di tutto lo scenario: un quadro magnifico fatto di angoli paradisiaci, calette, zone di acqua bassa e verde, macchie scure di alghe sul fondale chiaro, flutti azzurri agitati e spumeggianti, mare aperto cobalto intenso. I miei occhi bevono ciò che vedono e si nutrono di tutte quelle meraviglie. Il vento ci scompiglia i capelli e ci accarezza la pelle arroventata dal sole caldissimo e luminoso, il cielo è azzurro come un pennarello ed è tutto così bello che una sensazione di vastità, spazio e libertà si impossessa di me e non vorrei più scendere. Tuttavia dopo un po’ di tempo, torniamo alla nostra postazione, nella zona di spiaggia più ampia, davanti al mare aperto e spumeggiante.

Con il passare delle ore il vento rallenta il suo soffiare, l’acqua si calma e lo spettacolo diventa meraviglioso: il mare di tutte le sfumature dell’azzurro lambisce piano la riva bianca. Il sole danza sulla superficie incastonando mille svaroschi tra le piccole onde. Il cielo senza una nuvola si specchia sull’acqua e la luce bianca che riverbera sulla spiaggia altrettanto chiara fa splendere ogni cosa. Ammiro tutti i colori che può assumere il mare, limpido e cristallino, non mi stanco mai di guardarlo e la mia vista non è abbastanza grande per abbracciarlo tutto. Mi sembra di non avere abbastanza tempo per assaporarne tutte le sfumature e tutti gli azzurri. È davvero splendido e decido che questo è appena diventato il mio angolo di mondo preferito.

La giornata al mare scorre calda e rilassante e giunge al termine quando il sole tramonta dietro le colline. Ci concediamo una cena un po’ troppo abbondante e poi andiamo a concludere la serata vicino alla piscina illuminata del campeggio. Lì vicino è in corso un divertentissimo schiuma party con musica a tutto volume e sapone che vola come neve da tutte le parti. Sulla pista i corpi si muovono scatenati e scivolosi tra nuvole bianche che sembrano panna montata. Noi siamo arrivati tardi per cui balliamo un pò ai margini della festa, ma il cannone non ci risparmia e arriva una pioggia di spuma anche dalla nostra parte. Tra mille risate un po' la scansiamo, un po’ la cerchiamo e ci godiamo l’allegria della musica dance; fino a quando il dj non da vita ad uno spettacolo di laser proiettati su uno strato di fumo bianco. I fasci di luce colorata seguono la musica e disegnano i suoni. Interagiscono con le dita delle persone, che, ballando, toccano il fumo che galleggia su di loro. Non avevo mai visto nulla del genere e mi sorprende il bell’effetto che deriva da tutti quei colori luminosi e dalla musica che sovrasta ogni altro suono.

Anche stanotte il sonno ci trova pronti ad accoglierlo e la giornata scivola via tra sogni azzurri di mare e bianchi di schiuma.

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