Una domenica di luglio

Pensieri del tardo pomeriggio

Non c’è momento più bello della domenica mattina, quando ti alzi assonnata e con l’aria stropicciata ti godi l’aroma di caffè che si spande nell’aria. Burro, marmellata, pane, affettati. Il dolce salato della colazione della domenica, che si mescola con il profumo di legna, di pioggia e di montagna. Il cielo è grigio oltre le finestre e il ticchettio delle gocce di pioggia è l’unico suono che accompagna il risveglio. Mamma e papà, un sorriso radioso e uno sguardo assonnato, dietro a tazze fumanti di te e caffè, oltre a te, che mi sei sempre a fianco con il tuo silenzio mattutino, che sa di riposo e serenità, e alla cucciola scodinzolante, già in piena attività. La pelosetta richiede attenzioni, ma tanto la mamma ed io siamo già in fase “duemila-chiacchiere” e bendisposte a uscire in giardino a giocare un po' con lei. C’è sempre un po’ di magia in questa valle che ha il potere di riunirci tutti in un po’ di relax.

Se la domenica mattina profuma di caffè, legna e montagna, la domenica sera sa di città, bagnoschiuma e sale. Ha quel sapore che hanno le lacrime quando ti scivolano tra le labbra, mentre guardi un bel film che però è troppo triste. Sa di malinconia, di solitudine e di settembre alle porte, anche a luglio. Quella tristezza delle cose belle che finiscono, dei doveri che arrivano presto e della casa improvvisamente vuota. La musica è a tutto volume ma sento comunque un tuono in lontananza. Una preghiera muta: ti prego vento rallenta, non portare la settimana così in fretta, aspetta ad accelerare il turbine degli eventi, dammi ancora qualche attimo. Dammi ancora un po’ di pelle nuda sul divano, brezza dalla finestra e dolce fare niente. Lascia che la mia testa rimanga vuota ancora per un po’, lasciami ancora un pezzo di dolce domenica.

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