Italia, Spagna e Francia: un paese d’ origine, due paesi da vivere in fatto di cibo. Esperienze gastronomiche, confronti anche su un tema sempre attuale e interessante come quello del biologico in una intervista doppia a due studenti Erasmus.

Il triangolo tutto europeo formato da Italia, Spagna e Francia conserva la maggior parte del patrimonio artistico e culturale dell’intero pianeta. Non possiamo negare che quando si parla di questi tre paesi, per patrimonio culturale, intendiamo anche la cucina e la gastronomia. In fatto di cibo, si sa, non ci batte nessuno! Ma una domanda sorge spontanea: seppur con stili di cucina e prodotti molto simili tra di loro, siamo davvero cosi aperti nei confronti dei nostri cugini dal punto di vista culinario o tutti noi (italiani tutta pizza e pasta in primis) ci rifugiamo nelle nostre abitudini alimentari anche quando viviamo o ci spostiamo attraverso questi tre paesi?

Per darci una risposta abbiamo intervistato due studenti UNIBO che hanno aderito al progetto Erasmus della durata di nove mesi, chiedendo loro se e come si siano adattati alle differenze culinarie: Piero, studente di scienze politiche ha scelto come destinazione Valencia, meta spagnola ambitissima negli ultimi anni, e Luca, studente di economia che ha scelto Parigi, la città degli innamorati e monumento della storia francese ed europea. Inziamo!

Avete trovato difficoltà a adattarvi ad una nuova cultura?

Piero: all’inizio non è stato facile, una nuova città, una nuova lingua, nuovi usi e consuetudini. Ma questo forse ha ulteriormente stimolato il mio spirito di adattamento, e superato il principale scoglio che è la lingua, tutto scivola liscio come l’olio;

Luca: non ho trovato grosse difficoltà ad adattarmi alla cultura francese, essendo come tutti noi sappiamo molto simile a quella italiana;

Parlando di cibo, avete avuto la curiosità di assaggiare le specialità del luogo? Cosa vi è piaciuto di più?

Luca: sono sempre stato un amante dei formaggi e la Francia ne ha di buonissimi! Ma la specialità che più mi ha entusiasmato sono le famose gaufre, meglio conosciuti come wafel, a colazione sono il top.

Piero: certo, non vedevo l’ora! oltre alla tradizionale paella, di cui Valencia e la Catalunya in generale sono i genitori, ho piacevolmente scoperto l’arroz, il cugino del nostro risotto, ma preparato con un tipo di cottura differente.

Avete cercato di ricreare le vostre abitudini in fatto di cibo? Come?

Luca: è sempre difficile separarsi dalle proprie abitudini. le maggiori difficoltà le ho trovate soprattutto con il caffè espresso, la pasta, la salsa fatta in casa, l’olio pugliese; ho cercato di ricreare quanto più possibile quel sapore, immaginate il risultato!

Piero: trovare della pasta o dei prodotti italiani ormai anche nei supermercati spagnoli non è difficile; come per Luca, il vero problema è stato il caffè. infatti ho subito provveduto a comprare una moka e a farmi inviare del caffè dall’Italia!

Molti studenti vanno sempre sul sicuro con cibi conosciuti in tutto il mondo, come pizza o pasta. Vi siete adeguati anche voi a questo luogo comune di chi si trova in un paese straniero?

Piero: da buon italiano posso tranquillamente dirti che senza pasta non so stare! Tuttavia sono diventato un amante della cucina spagnola e quindi mi sento di dirti che non mi sono adeguato a questo luogo comune.

Luca: io personalmente mi sono adeguato abbastanza bene, cercando di mantenere alcune mie abitudini culinarie, anche se ho ceduto spesso e volentieri alla tentazioni di qualche bel piatto parigino.

E invece riguardo al biologico cosa ne pensate? Avete mai assaggiato questo tipo di prodotto?

Luca: penso che l’utilizzo di prodotti biologici non possa che giovare alla nostra salute e all’ambiente che ci circonda. Sono in contatto con questo di prodotti e, da molti anni, la mia famiglia si occupa di produrre olio extra-vergine per noi e per i nostri parenti.

Piero: penso ci sia bisogno di informare ed incentivare l’utilizzo dei prodotti bio, anche se sono consapevole che per uno studente è difficile, visto il loro costo. Mio nonno e il padre di mio nonno erano e sono dei contadini, penso di essere già stato abbastanza esaustivo.

Avete trovato una certa sensibilità da parte delle persone del luogo, o da parte dei vostri amici conosciuti in Erasmus, riguardo prodotti naturali o biologici?

Piero: effettivamente questa sensibilità l’ho notata, ma vivendo in una grande città le persone, almeno gli stranieri, devono pur adattarsi in qualche modo, anche se di supermarket e di ristoranti bio è piena la città.

Luca: Si, ricordo una percentuale più alta di ragazzi francesi attenti al tema rispetto ai coetanei e studenti italiani.

Secondo voi, pensate che ci siano dei tratti che possono accomunare culture culinarie diverse tra loro?

Luca: Sono diversi i tratti che le accomunano, a partire dai prodotti di base, passando poi alla diffusione e al miscelarsi delle varie culture culinarie tradizionali. Oggi, più che mai, penso che siano sempre più accomunate!

Piero: E’ ovvio, come ha detto Luca, che i prodotti di base sono un (forse il più importante) tratto che accomuna le nostre diverse culture, sempre più entriamo in contatto ogni giorno con stili e culture culinarie differenti, a volte senza pensarci nemmeno, che sia in Italia, in Spagna o in Francia!

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