La romantica sfida di Alpinismi

Il Monviso, Piemonte, Italia

Tra una settimana partirà Alpinismi. E c’è da dire che io ed Emanuele Confortin non vedevamo l’ora. Allo stesso modo, tutti coloro i quali scriveranno con noi, non per noi. Sì, perché noi di Alpinismi siamo strani. Anzi, per la precisione siamo desueti. Crediamo in uno stile di narrazione antico, che rifugge le mode. Preferiamo la romantica e riflessiva lentezza alla esagerata e inconsueta velocità che contraddistingue il giornalismo, alpinistico e non solo, degli ultimi anni. Abbiamo a cuore i nostri lettori, e pertanto la cura dei dettagli, dei singoli articoli, delle storie che vogliamo proporre, saranno portate al massimo delle nostre potenzialità. Perché ogni storia può essere raccontata in due modi: o consapevole del contesto in cui si colloca e della sua origine o schiava di altre ottiche, più commerciali che giornalistiche.

È per questa ragione che, come imparerete conoscendoci giorno dopo giorno, su Alpinismi ci saranno pochi articoli. Tre a settimana. Uno al lunedì, uno al mercoledì, uno al venerdì. Ognuno, siamo sicuri, sarà capace di farsi leggere anche ad anni di distanza con lo stesso vigore e con la stessa curiosità della prima volta. È una nostra particolare sfida, in cui crediamo fortemente. Saremo presenti su tutti i principali social media, da Facebook a Instagram a Twitter, passando per Medium e una newsletter settimanale. Ma non vi renderemo la vita ancora più difficile di quello che è già, costringendovi a giostrarvi tra centinaia di notifiche sullo smartphone e decine di messaggini. Non è nel nostro stile, che è — scusate il gioco di parole — decisamente quello alpino. Poco materiale, molta pulizia. A noi di Alpinismi basta che i nostri lettori sappiano che, se vorranno trovare un rifugio (alpino, è chiaro…) sicuro nelle crode di internet, potranno trovarci ovunque. Noi saremo presenti. Con garbo, e quel romanticismo che tanto manca in questi decenni. Lontano dalla fretta, vicino alle montagne. Alpinismi è desueto anche in questo: vuole usare tutta la tecnologia esistente, non esserne schiavo.

La nostra è una sfida che nasce dal basso, con la consapevolezza che si tratta di un progetto difficile e a lungo termine. Difficile per il contesto storico in cui nasciamo. A lungo termine perché tutte le persone dietro Alpinismi non arrampicano per vivere, ma vivono per arrampicare. La passione che ci muove è dunque più forte di qualunque grattacapo od ostacolo che si presenterà sul nostro percorso. Abbiamo, ne siamo certi, un vantaggio preciso rispetto al panorama odierno: noi siamo, e saremo, i padroni di noi stessi. E abbiamo intenzione di mettere a disposizione del lettore le nostre competenze, giornalistiche e alpinistiche, al fine di farlo divertire così come ci divertiamo noi. Di portarlo con noi laddove l’aria è sottile e l’orizzonte quasi non si scorge. E, se possibile, riportare l’alpinismo nel posto che merita. Anche perché, come scriveva Walter Bonatti, «l’alpinismo ha la forza di creare degli uomini e di allargare i loro orizzonti». In pratica, ciò che vuole fare Alpinismi.

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