nove post da ricordare

Siamo alla fine dell’anno ed è tempo di bilanci e di auguri.

Il nostro Blog è nato nel settembre del 2014, e il 2015 è quindi il primo anno in cui abbiamo pubblicato post dall’inizio alla fine.

Trai molti post pubblicati, vogliamo ricordarne nove, per l’interesse e i riscontri positivi che hanno suscitato.

Iniziamo dai più recenti.

La gestione delle emozioni è un tema che abbiamo sfiorato varie volte in diversi post, per poi deciderci ad affrontarlo con un Post dedicato.

Saper riconoscere gli automatismi alla base dei nostri stati emotivi e dei nostri sentimenti è utile da molti punti di vista.

In questo modo si può ricevere il messaggio che il nostro sistema corpo mente ci invia, senza essere obbligati ad agire le emozioni, che in molti casi sarebbe problematico.

Le convinzioni sono il nostro modo di mettere in relazione i diversi aspetti della realtà, attribuendo loro un significato.

E’ sulla base delle nostre convinzioni che ci orientiamo nel mondo, prendiamo le nostre decisioni, ci motiviamo oppure no a fare una determinata azione…

Nel post Convinzioni: quello che c’è da sapere, troverete:

  • convinzioni superficiali e di base
  • grappoli di convinzioni
  • profezia che si auto avvera
  • quanto siamo consapevoli delle nostre convinzioni?
  • convinzioni limitanti e come superarle

Numerose ricerche hanno dimostrato la sua efficacia nella gestione dello stress, nella gestione del dolore, nel miglioramento della performance professionale.

Nel post troverete anche un file audio che vi guiderà a fare i primi esercizi di Mindfulness.

A volte può capitare di sentirsi stanchi, demotivati, come se la nostra vita non avesse un senso.
 
 La cronaca ci presenta vari episodi che sembrano caratterizzati da questa perdita di senso, che sfocia, a volte, in tentativi di soluzione violenti o autodistruttivi: la violenza o il ricorso alle droghe diventano un modo di sopravvivere in un mondo anestetizzato, che sovraccarica di stimoli ma senza che nessuno di essi possa risvegliare interesse ed impegno.

Tutti questi comportamenti o modi di sentire hanno in comune il fatto di non riuscire a dare valore a ciò che la vita ci offre.

Nel parlare di tutti i giorni, e nelle interazioni che si svolgono sui social e in generale su internet,

spesso si fa riferimento al concetto di spontaneità come qualcosa di molto positivo: se sei spontaneo allora sei te stesso.

Quando, erroneamente, diciamo che una persona si comporta in un modo spontaneo, intendiamo che si comporta in modo naturale rispetto al suo automatismo. Qualcuno può essere molto naturale e spontaneo quando aggredisce; oppure quando si vergogna, o sta ritirato, o è vanitoso. Sono tutte quelle configurazioni che sono diventate automatismi e per questo spontanee: la spontaneità consiste nel dare una risposta di cui non possiamo fare a meno, che ci anticipa e quindi senza avere la possibilità di scegliere. Quando noi non scegliamo — facciamo scegliere ai nostri automatismi — siamo assolutamente spontanei!

Nel post Le sette qualità di un Master PNL presentiamo il punto di vista di una delle fondatrici della Programmazione Neuro Linguistica.
 
 Secondo Judith De Lozier un percorso PNL a livello Master deve sviluppare le seguenti sette qualità (delle quali troverete nel post una descrizione approfondita):

  1. saper creare e saper mantenere uno stato allineato
  2. saper attingere alla propria mente inconscia
  3. saper assumere diverse prospettive simultaneamente
  4. saper pensare a più livelli
  5. stupore creativo
  6. auto trascendenza
  7. impegno

Abbiamo scritto questo Post per ribadire il fatto che lo scopo di una formazione seria in PNL non è conoscere qualche trucco o qualche tecnica, né essere ossessionato dagli obiettivi, come certa PNL dozzinale sembra proporre, ma è molto più elevato, come si può intuire semplicemente leggendo l’elenco delle sette qualità.

Il prossimo post tratta, prevalentemente, di come Victor Frankl, psichiatra austriaco di origini ebree, affrontò la terribile esperienza del Lager, riuscendo ad essere utile ai suoi compagni di sventura.
 
 Osservando il proprio comportamento e il comportamento dei suoi compagni, Frankl fece numerose riflessioni su Come mantenere viva la speranza . Nel post raccontiamo la sua storia e ciò che distingueva le persone che, nei lager, si lasciavano andare, e quelle che mantenevano la speranza nonostante tutto.

La visione di Frankl, che individua la motivazione principale dell’uomo nella volontà di significato, nel desiderio di trovare un senso e uno scopo per la propria vita, emerge da tutto il suo modo di operare durante la prigionia.

Ora è il turno di Più di prima: quando la soluzione è il problema.
 
 E’ un Post che tratta di Problem Solving, e presenta un modello secondo cui i problemi persistono e sono mantenuti in vita dalle tentate soluzioni (che non funzionano) che mettiamo in atto.
 
 Purtroppo, facciamo spesso questo errore: quando ci accorgiamo che quello che stiamo facendo non funziona e non raggiunge i risultati sperati, allora, invece di mettere in atto qualcosa di diverso, continuiamo a fare la stessa cosa con più forza e più impegno di prima!
 
 
 Raramente manteniamo i nostri buoni proponimenti per il nuovo anno. Ma non perché abbiamo cattiva volontà o abbiamo qualcosa di sbagliato: di sbagliato, c’è solo il modo in cui questi proponimenti vengono formulati. Se correggerete il vostro modo di fare proponimenti, questi diventeranno incredibilmente efficaci!

Volete fare proponimenti efficaci per l’anno nuovo?
 
 
 
 
 
 
 
 
 Il 2016 porterà altri spunti e altre idee; speriamo che continuiate a seguirci e a proporci nuovi temi da approfondire.
 
 Vi facciamo i nostri migliori auguri per un 2016 sereno e ricco di soddisfazioni!
 Maria & Fabrizio


Originally published at www.pragmatica-mente.com.