Il mio nuovo romanzo, in bozza, in draft << La Trappola >>: da pag. 25 a pag. 32.

Dagli uomini di Neandertal agli Egizi ed agli Inca: tutti credevano nella continuazione della vita dopo la morte non nella reincarnazione, sia chiaro, bensì nella vita come

l’ avevano vissuta dalla Terra.

Perciò facevano mettere nelle tombe quanto avevano di più prezioso e molti Re, Imperatori portavano con loro anche le le mogli preferite, i funzionari, i soldati, i servitori ed animali otre ai tesori.

Il furto nelle tombe è antico quanto la prostituzione.

Occorre quindi sviluppare la fruizione pubblica ritornando alla dimensione essenziale: quella di trasmettere emozioni dall’ Arte, dei beni culturali ed archeologici, di racchiudere una memoria storica e di consegnare alle generazioni future un simbolo ed uno strumento per interpretare il passato.

Tanto alla fine e per fortuna, la capacità di meravigliarsi di fronte ad un’ opera d’ Arte non si può comprare.

Una cosa avevano in comune Davide La Torre e Silvia Di Luca: affrontare ogni giornata come se la vita fosse un gioco ed i giochi fossero la vita e le ragioni per cui facevano certe cose erano rinchiuse e sepolte ermeticamente nelle loro teste.

Forse fu proprio per questo loro modo di vivere e di pensare che il destino, il fato, il caso li fece incontrare.

Davide tornò a casa verso sera col sorriso stampato sulle labbra, fischiettando e contento mentre pensava ai suoi ragazzi del liceo, prese la chiave ed aprì la porta

d’ ingresso.

Entrò nel suo lussuoso appartamento al quinto piano della Loggia Degli Osii, si era occupato personalmente, erano trascorsi due anni, con un piccolo aiuto del suo amico

d’ infanzia architetto brillante milanese dell’ arredamento e della completa ristrutturazione, modernizzazione di tutte le stanze compreso l’ ampia terrazza che si affacciava proprio al Palazzo Della Regione dove venivano letti i proclami al popolo in tempi molto oscuri e molto lontani. La Loggia venne ricostruita nel 1316 da Matteo Visconti, fu rinnovata sotto gli Sforza, danneggiata dagli architetti barocchi e successivamente restaurata nelle sue forme originarie

all’ inizio del secolo XIX.

Aveva gusto, senza alcun dubbio, i mobili sempre lucidati a nuovo erano tutti pezzi di antiquariato molto raffinati e ricercati, la carta da parati aveva disegni, ornamenti e colori in stile con i dipinti di valore importante appesi alle pareti, a seconda del colore delle piastrelle in ottima ceramica o della moquette dei pavimenti.

Gli oggetti d’ arte antichi e moderni erano la parte più originale e principale dell’ arredamento messi in ordine e suddivisi e seguendo un suo preciso criterio rispettando le caratteristiche di ogni stanza; cerano tante stanze in

quell’ alloggio unico e raro.

Fece due telefonate: una a suo cugino Sergio e l’ altra ad un suo caro amico che viveva in America ed il suo nome era molto particolare come del resto lo era lui: Jack London.

Sir Sergio Nicholas Quenton Harper coi suoi capelli folti e spettinati, con pochi fili d’ argento alle tempie, abbronzatura da tipico uomo abituato a vivere all’ aperto.

Occhio verdi, brillanti, e penetranti ed una bocca larga ed espressiva era un particolare gourmet e bon vivant.

Innamorato della miglior cucina e delle bevande più squisite e pesava qualche chilo in più di cento chili ed il suo sogno era di lasciare questa terra assaporando un cognac centenario dopo un pasto principesco.

La sua grande passione, oltre a quella della cucina, era fondata dalle navi scomparse e dai naufragi: aveva la più grande collezione completa di letteratura e di documenti sulle navi storiche, l’ unica collezione al mondo.

Il suo telefono squillò emettendo un suono simile a quello della campana di una nave.

<< Pronto, sono Sergio Nicholas Quenton, spieghi cosa vuole e sia breve >>.

<< Salve, vecchio rottame! >>.

<< Davide! >>, riconobbe la voce ed i suoi occhi verdi brillarono << Da dove mi stai chiamando? >>.

<< Da casa mia, ho bisogno un favore >>.

<< Di che nave si tratta, questa volta? >>.

<< Di un galeone spagnolo scomparso al largo della costa dell’ Ecuador nel mese di marzo dell’ anno 1578 con un carico di tesori Incaici, il galeone non arrivò mai in porto, giusto? >>.

<< No, scomparve e fu dato disperso con l’ intero equipaggio >>.

<< Ti sarei molto riconoscente se scavassi un po’ più a fondo >>.

<< Cosa ti interessa di più sapere? >>.

<< Un cofanetto di giada che contiene le indicazioni per scoprire un immenso tesoro incaico >>.

Sergio alla fine disse con un grande sospiro << Bè, credo che sia una motivo valido quanto un altro >>.

Davide appoggiò la cornetta del telefono fisso di casa e compose subito l’ altro numero.

Jack London aveva i capelli biondi legati in una coda di cavallo con una faccia quasi nascosta da una barba rada: ciò che l’ archivio di Sergio Nicholas Quenton era per le navi, quello di Jack era l’ oceanografia ed il campo vastissimo delle scienze sottomarine.

Sollevò il il ricevitore del telefono mentre guardava sui monitor del suoi tanti computer << Qui Jack, chi parla? >>.

<< Sono quel tuo vecchio amico italiano che abita a Milano, ti ricordi ancora di me caro esperto? >>.

<< Che bello sentirti Davide, che posso fare per te? >>.

<< A me basta sapere l’ area del terremoto che investì la costa fra Lima, in Perù, e la città di Panama nel marzo del 1578. Fai tutto il possibile! >>.

<< Per quando ti serve? >>.

<< Lascia perdere tutto e datti da fare, grazie Jack: ho un debito con te! >>.

<< No, ne hai a migliaia: avrò qualcosa da comunicarti entro quarantotto ore >>.

<< Mi terrò in contatto >>, Davide mise giù la cornetta e si cambiò d’ abito, un completo blu di Hugo Boss dell’ ultima collezione estiva dello stilista e calzò mocassini comodi e neri.

Chiuse il massiccio portone antico , appena messo a nuovo e fece quattro passi per andare al bar sotto casa: il Caffè Martini.

Diede un’ occhiata in giro per salutare amici e conoscenti, sedendosi al suo tavolo preferito all’ angolo in fondo del dehor ordinò un Americano, un cocktail composto da tre cl. di Bitter Campari, tre cl. di Vermut ed una spruzzata di soda.

Notò subito una nuova cliente, la vide per puro caso, dopo il primo sorso di Americano ed una grossa morbida oliva nerognola.

Era una bellissima giovane donna ed era impossibile non notarla: lunghi capelli neri, molto neri, raffinatamente vestita, pura e semplice classe pensò Davide.

Aveva quello sguardo bello, luminoso e simpatico che tutti gli uomini non potevano sottrarsi e venivano attratti dalla sua bellezza così naturale e così provocante, fuori dal comune ed imparagonabile alle altre donne.

Silvia lo riconobbe quasi all’ istante appena era entrato e quando si era seduto a quel tavolo in fondo ed incrociò il suo sguardo fisso, mascolino e sensuale.

Eccolo, come previsto, ma non pensavo che fosse così ancora un bell’ uomo alla sua età, quell’ età giusta tra quella più giovane e quella che ogni uomo inizia e va incontro alla sua vecchiaia, pensò Silvia senza abbassare la testa e provando piacere per quel momento bello e gradevole.

Quel solo sguardo fisso tra una bella donna ed un

bell’ uomo che si sentono attratti l’una dall’ altro al primo istante, a prima vista, da subito.

Davide La Torre la guardò ancora dritto negli occhi e capì che aveva fatto colpo e lei lo vide cambiare espressione: era una donna attraente e sapeva quando un uomo se ne rendeva conto.

Si alzò ed andò direttamente da lui e si rivolse con sorriso bello e delizioso, che gli incurvava le labbra, i capelli color nerissimo erano agitati da una lieve brezza calda: aveva la certezza assoluta nei suoi occhi che tutti gli uomini presenti nel dehor del bar la stessero guardando.

<< Buonasera Signor Davide La Torre,. Illustrissimo Signor

Spettro, la stavo aspettando da un po’ e finalmente ho

l’ onore ed il piacere di conoscerla di persona: piacere

Silvia Di Luca! >>.

Buonasera Signora Silvia Di Luca, Miss Crime, anche per

me è un grande piacere conoscerla e sono molto lusingato

di essere un suo sorvegliato speciale. Grazie per il nome

Spettro, ma non sono la persona che lei crede e che usa quel

nome: si sta sbagliando, sono solo un professore di Storia

dell’ Arte al Liceo Artistico Leonardo Da’ Vinci di Milano!

>>.

<< Posso sedermi? Vorrei fare solo qualche domanda e bere

qualcosa con lei prima di cena! >>.

<< Solo i gay o solo uomini tanto malati di mente con

problemi psichiatrici enormi rifiuterebbero la sua richiesta,

prego e se continua a darmi del lei mi sta facendo sentire

ancora più vecchio di quello sono in realtà: posso darle del

tu? >>.

<< Si, Davide, non aspettavo altro! >>.

Tutta la marmaglia che lo seguiva e lo pedinava gli aveva

affibbiato a Davide quel nome: Lo Spettro, perché avevano

cercato di prenderlo in mille modi con le mani nel sacco

senza mai riuscirci.

L’ appellativo Spettro era accompagnato addirittura da

Maestro Di Furti D’ Arte, non riuscivano mai ad acciuffarlo

perlomeno fino ad allora: Davide era teatrale nel suo campo

e fece almeno dieci dei colpi più grossi della storia, era

vanitoso e lasciava sempre il suo biglietto da visita.

Lasciava sempre un guanto bianco ed un calendario sulla

scena del crimine, circolettava la data del furto successivo

ed aveva un gran coraggio.

Silvia si era guadagnata invece quel nome, Miss Crime, con

le numerose ed incalcolabili catture rocambolesche ed

temerarie di ladri d’ Arte molto furbi ed astuti, dei veri

professionisti del furto, diventando famosa e

conosciutissima in tutto il mondo tramite le migliori testate

giornalistiche e le più grandi compagnie televisive italiane

ed estere.

<< So tante cose di te, Davide! >>.

<< So tante cose di te, Silvia! >>.

< Mi piace da morire questa cosa , una circostanza

veramente incredibile e molto divertente: sappiamo

esattamente e perfettamente l’ una dell’ altro anche se è la

prima volta che ci vediamo e questo è il primo contatto

reale e fisico dopo tanti di attesa! >>.

<< Piace anche a me Miss Crime e mi piaci tanto anche tu

Silvia, non poco direi! >>.

<< Ottimo Davide, perché anche tu mi piaci non poco direi,

Signor Lo Spettro! >>.

<< Domande? >>.

<< Mi sembra di sentire gli ingranaggi della tua mente in

piena attività, a che cosa stai pensando? >>.

<< Sei libera domani mattina quando si fa giorno, diciamo

verso le sei? >>.

<< Sono libera come una farfalla! >>.

Bene, andata, passo a prenderti al Principe Di Savoia: si fa

un po’ di parapendio! >>.

<< Non aspettavo altro, scusa Davide è già la seconda volta

che lo dico e sto diventando troppo ripetitiva! >>.

@FalcoDome Demichelis Domenico in Arte Falco Haw.

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