Pagine Facebook memorabili e come gestirle: intervista a Fabrizio Biasibetti/1

Chiunque abbia un account Facebook conosce quasi sicuramente la pagina Commenti Memorabili. Questa pagina è forse quella più grande nella variegata community di Facebook Italia, nonché vincitrice di premi legati al mondo dei social e del web come il Macchianera Award. Il creatore della pagina — ma non solo di quella — si chiama Fabrizio Biasibetti e ho avuto modo di intervistarlo su alcuni aspetti relativi alle sue pagine, alla gestione della massa social e sui suoi progetti futuri.

Ciao e grazie per l’intervista. Analizzando le pagine che hai ideato e realizzato si può dire che sei un po’ il “Re Mida” di Facebook. Se del successo della pagina Commenti Memorabili con i suoi 3 milioni di utenti, si è già detto e scritto, anche le altre pagine che amministri (Fotografie Segnanti, Io ti maledico, Quel che non sapevi) hanno numeri assolutamente positivi e soprattutto stabili. Come ti spieghi questo tuo successo? Quanta pianificazione e studio c’è sotto?Partiamo dal presupposto che tutte queste 4 realtà hanno 4 tipi di pubblico differente e ognuna ha bisogno, in generale, di pianificazione differente, soprattutto se vuoi farci un minimo di business sopra. Nessuna di loro, tranne forse Quel che non sapevi, è nata con l’intenzione di diventare una pagina enorme sulla quale farci qualcosa a livello di monetizzazione. Fotografie Segnanti è nata come pagina goliardica, creata più per me stesso e non avrei mai e poi mai pensato potesse avere quei risultati. Se poi mi chiedi se c’è pianificazione nel lavoro di tutti i giorni, la mia risposta è ovviamente sì. È impensabile amministrare una qualsiasi di queste pagine senza pianificazione ed è qui che sta la bravura e il grosso del lavoro. Innanzitutto perché bisogna cercare di rimanere quasi sempre in “trend”, gli argomenti in trend sono quelli che ti fanno avere più visualizzazioni e vengono cliccati maggiormente. La pianificazione è fondamentale anche solo per l’organizzazione di quello che stai andando a pubblicare; finché gestisci paginette puoi fare un post al volo e pubblicarlo, a questi livelli qua non credo che nessuno lo possa fare. Forse solo chi gestisce una pagina di calcio e segue una partita in diretta.

Fotografie Segnanti ha un concept semplice (unire una didascalia seria e realistica ad una foto decontestualizzata) ma un risultato incredibilmente divertente. Però è anche un umorismo molto fine, a cui sui social non siamo abituati. Come ti è venuta l’idea? Pensavi che avrebbe riscosso questo successo?
 
Mentre Commenti Memorabili ha un’ironia che ormai — lo posso dire da creatore — è commerciale perché raggiunge 3 milioni di persone che è quasi tutta Facebook Italia, Fotografie Segnanti invece, come anche Lercio, la considero più come satira. Ben sapendo, quindi, che il pubblico di Facebook non è proprio indotto a seguire la comicità un attimo più studiata e difficile da capire, non avrei mai pensato che sarebbe andata così bene. Fermo restando che è comunque una pagina di nicchia, è arrivata a 420mila like circa e sul lungo non credo possa superare gli 800mila. E questo è comunque un dato da pubblico di nicchia, indipendentemente da quanto possa piacere ed essere famosa non potrà mai raggiungere i numeri di pagine con un’ ironia più alla portata di tutti. La pagina è nata lo scorso dicembre, mentre cazzeggiavo. Io sono amico della admin della pagina Le fotografie che hanno fatto la storia, che fa esattamente quello che fa la mia pagina ma in maniera seria, prendendo la foto originale e aggiungendo l’esatta didascalia. Io ho pensato che sarebbe stato divertente se la didascalia fosse reale ma la foto fosse relativa a qualcosa di fuorviante, decontestualizzato. La parola chiave è proprio decontestualizzare. Ho iniziato per puro gioco, la prima foto mi pare fosse Ezio Greggio vestito da maresciallo dei carabinieri anni 50 e la didascalia diceva che era Francisco Franco. Da lì ha preso piede, è cresciuta ed è diventata quella che è adesso.

Personalmente è una delle mie pagine preferite su Facebook.
 
Piace molto anche a me. Adesso noi diamo molto spazio al gruppo “figlio”, molte delle foto sono prese da quelle del pubblico. Questa è una cosa che mi piace, se tu dai la possibilità alle gente di esprimersi e scegli le loro idee migliori, hai già vinto per metà. Il pubblico dei social non è quello della televisione che è passivo e basta, qua ha la possibilità di interagire. A me poi piace anche tutto quel “prodotto di scarto”, quelle persone che sono convinte che Ezio Greggio sia realmente Franco. Se tu vai nei commenti trovi anche quelli che dicono “No ma quello non è quello che dite voi, è Massimo Boldi!” e gli altri che gli rispondono “Ma che cazzo dici, è veramente Eisenhower!” e l’altro si convince. Poi in qualche modo fai anche un po’ di cultura generale, molte persone imparano dei fatti tramite le didascalie.

Successo spesso significa anche iniziare una nuova “moda”, specialmente sui social. Cosa ne pensi di tutte quelle pagine clone o che comunque copiano il concept Commenti Memorabili che sono spuntate nel corso del tempo?
 
Eh, ovviamente non faccio i salti di gioia però mi rendo perfettamente conto che operiamo in un sistema, quello dei social, dove non ci sono regole. Io personalmente ho avuto la fortuna di aver creato un qualcosa di talmente grande che ha fatto un po’ da monopolio. Se oggi uno creasse una pagina di commenti divertenti, verrebbe presa a “badilate” virtuali. Commenti Memorabili è diventata talmente grande che difficilmente può avere rivali nel suo stesso ramo. Poi c’è la regola non scritta che dice che quando qualcuno prova a copiare quello che hai fatto, soprattutto se lo fanno in tanti e sul web, vuol dire che stai facendo qualcosa di bello, che qualcosa di giusto l’hai fatto. La stessa formula però la ritrovi anche nelle critiche: io ho un sacco di follower ma, com’è giusto che sia, ho anche un sacco di gente a cui, per partito preso, per invidia, sta sul cazzo tutto quello che faccio, anche a priori. Poi come si dice, non esiste pubblicità cattiva, basta che se ne parli, e funziona anche in questo contesto. Io vivo il tutto con molta serenità. Per quel che riguarda Commenti Memorabili, anche per l’aspetto legale, noi abbiamo il format e il marchio registrato, siamo protetti nel caso qualcuno cercasse di copiare seriamente.

Però ci sono pagine come Commenti fantastici e dove trovarli, che sono molto simili.
 
Sì, ma sono realtà talmente piccole che non mi preoccupano. Mi davano molto fastidio quelli che all’inizio provavano a fare da clone copiando il logo, rubando i post. Li mi girano le scatole, ma adesso essendo protetti legalmente con una segnalazione si risolve tutto. Le poche pagine che sono rimaste, che provano a fare la stessa cosa raggiungono al massimo 20mila like quindi che provino pure , va bene così. È come se la Nike andasse a far chiudere le aziendine che producono la merce scadente per gli ambulanti. Alla fine sti cazzi.

L’ultima tua pagina in ordine di tempo è una pagina “cittadina”. Una di quelle che si diverte a ironizzare su una città (nel caso specifico quella in cui abiti, Carmagnola) con tanti meme (immagini con didascalia) a tema. Se pagine di questo tipo c’è n’è sono tantissime, di nuovo quella da te creata ha riscosso fin da subito molto successo. Una cosa non scontata visto i temi e soprattutto che stiamo parlando di una cittadina di provincia. Cosa ti senti di dire a riguardo? Ti aspettavi una reazione così positiva?
 
Ne parlavo giusto l’altro giorno con Luca Altimani, che ha creato con me questa pagina ed è mio socio nella società di Commenti Memorabili con cui lavoro anche su progetti seri. Quando abbiamo iniziato pensavamo che al massimo in un mese avremmo ottenuto sui 200 like. Conoscendo il tessuto cittadino, sapendo che Carmagnola è una città dormitorio, non avremmo mai pensato che nel giro di una settimana avrebbe avuto 1200 like e che dopo un mese arrivasse a 2600. Assolutamente un successo inaspettato anche da questo punto di vista. Partiamo dal presupposto che, come ho anche scritto in un post pubblico, fare 2600 like in una pagina di questo tipo, che praticamente può essere seguita solo dalla popolazione della città che conta circa 30mila abitanti, è un numero veramente enorme. Per farti capire stiamo parlando di quasi metà di tutto il “pubblico” disponibile; io ipotizzo che il pubblico social di Carmagnola, contando davvero tutti dai “buongiornissimo Kaffeeee” ai ragazzi, possa essere di circa 6–7mila like. Noi siamo a 2600 e guardando le stats sono quasi tutti ragazzi giovani dai 15 ai 35 anni, vuol dire essere riusciti a prendere quasi tutto il tessuto cittadino che interessava a noi, quelli che possono capire i meme.

La pagina com’è nata?
 
Io un concept su una pagina di Carmagnola l’avevo da circa un anno ma non ho mai avuto il tempo di mettermi a farla. Poi è successo che parlandone con Luca è saltato fuori che anche lui aveva un’idea simile e niente, in un pomeriggio l’abbiamo messa giù e abbiamo invitato le prime persone che pensavamo potessero essere interessati. Da lì si è allargata a macchia d’olio. I post che vengono pubblicati sono tanti (quasi il triplo rispetto alle pagine simili anche di grandi città, Nda) perché noi abbiamo percepito da subito molta voglia di partecipare, abbiamo colto l’occasione e creato un gruppo privato per fare in modo che i cittadini, i ragazzi potessero proporre delle meme. Avendo tanto materiale possiamo avere un ritmo alto. Io poi ipotizzo che al massimo nel giro di qualche mese i post si ridurranno ad essere non più di uno o due al giorno. Il ritmo attuale è quasi ridicolo, un pagina così settoriale, che può essere capita solo da chi abita a Carmagnola, che fa 4 o 5 post al giorno è veramente tanto. Una cosa che mi fa piacere è vedere che abbiamo dato il via alla moda perché stanno uscendo pagine uguali alla nostra di tutte le cittadine intorno.

Vero, le ho notate. La grande differenza è che molte si sono incagliate quasi subito.
 
Sì, guarda, non voglio fare quello che fa il figo e ne parlavo sempre con Luca, per quanto questa pagina sia nata per scherzo, a gestirla ci sono due persone che sanno quel che fanno e questo fa la differenza. Ma semplicemente perché siamo abituati a lavorare con pagine con numeri ben superiori a 2600 like.

(Segue parte 2 qua)

Articolo pubblicato anche su Idealmentre.it