Razzismi alternativi

Ci pare una vita fa quando perculavamo la comunicazione di Donald Trump, le sue “verità arricchite” e soprattutto i suoi “fatti alternativi”. Invece era solo un anno e mezzo / due fa. E di acqua (rigorosamente diamante!) sotto i ponti ne è passata.

Il governo italiano è cambiato e con lui sta cambiando l’Italia. Come uno speciale dialogo mentale Jedi (in cui sicuramente è Salvini quello senza maglietta), il “trumpismo” è stato copiaincollato nel nostro bel paese e adesso che lo sperimentiamo sulla nostra pelle non ci pare più così divertente.

Ne avrete letto o almeno sentito parlare, negli ultimi due mesi c’è stata un’impennata nei crimini o azioni violente ai danni di persone di colore, immigrate e/o omosessuali. Dalle ronde spontanee di cittadini ad Aprilia che inseguono e uccidono uno con il colore di pelle che non piace, ai coraggiosi che tirano uova all’atleta italiana Daisy Osakue (sempre col colore della pelle diverso dagli aggressori), passando per quegli “sbadati” che mirando ai piccioni con la propria arma sopra un balcone, colpiscono “sbadatamente” gli operai del cantiere davanti o una bambina in braccio alla madre. Ovviamente solo quelli il cui colore della pelle è scuro. Io fossi negli italiani con la carnagione scura inizierei a fare attenzione quando esco di casa. Non dimentichiamo anche le aggressioni alle persone omosessuali davanti ai locali o per la strada.

Tutti i fatti e le prove fanno presupporre che siano episodi di omofobia e razzismo. Razzismo bello vero, di Mississippiana memoria. Il nostro ministro degli Interni (nonché vero premier) però dice che non dobbiamo preoccuparci, che non è razzismo. Non dice che cos’è ma ci fornisce qualcuno a cui dare la colpa: la sinistra. Il razzismo è opera loro. Come e perché non ci viene (di nuovo) dato sapere ma se la sinistra tace e noi dobbiamo credergli. Rincuorati dal fatto che il razzismo non esista in Italia, Salvini ci tiene anche farci sapere che avere tanti nemici è una cosa positiva perché vuol dire essere tanto onorevoli. Bella lì.

Questa la più o meno mera cronaca degli ultimi giorni. Però è ovvio che sia palesemente uno di quei fatti alternativi di cui ho accennato prima.

Le aggressioni sono tutte a sfondo razzista. Alcune sono anche dichiarate come tali. Se poi si leggono i commenti sui social o nelle sezioni apposite delle testate online, sono pure sottoscritte, certificate e approvate. Non siamo più alla fase “la gente è arrabbiata e si lascia trascinare” ma siamo arrivati “il razzismo è considerato accettabile quindi lo posso fare senza preoccuparmi”. Se siamo arrivati a questa nuova fase è anche una questione di linguaggio e di come viene usato. A Salvini è al suo modo incredibilmente troll di comunicare, sono imputate le colpe maggiori. È un discorso complicato, complesso e non facile. Sicuramente è sempre molto abile nel riuscire a stare in quella strettissima zona grigia fra la querela e la provocazione.

Pensiamo a quando dice che il razzismo non esiste e contemporaneamente che è colpa della sinistra. Se una cosa non esiste, la sua esistenza non può essere colpa di qualcuno. Eppure è un discorso incredibilmente efficace perché rassicura (non esiste) e svia l’attenzione dando la colpa ad un qualcosa di altro e intangibile (la sinistra). Oppure prendiamo uno dei suoi ultimi tweet (altro richiamo a Trump): tanti nemici, tanto onore “faccina che manda il bacino”. Da amante del trolling ho adorato questa sua uscita e le reazioni scomposte che ha generato. Richiama il fascismo in modo evidente ma è anche diversa quel tanto che basta dal poter comunque smarcarsi. La faccina è la cosa che più infastidisce perché rende tutto una discussione tra ragazzini. Riesce a far indignare e sorridere, arrabbiare e soprattutto frustrare. Perfetta.

Però non siamo su 4Chan e Salvini è il ministro dell’interno della nostra Nazione. Ogni volta che spinge l’asticella un po’ più in alto con il suo modo di fare, una persona di colore, o un omosessuale viene picchiato. Ogni volta che si parla di “sacca parassitaria” nei campi rom, citando il nazismo, qualcuno ai rom spara dal balcone. Ogni volta che deride i migranti sui barconi nonostante abbia il Vangelo in tasca, Avvenire fa una esteticamente tremenda copertina contro di lui.

Viene da se che se è questo il livello del ministro degli Interni, a cascata via via che si scende più in basso tra colleghi, elettori e fan il livello si abbassa sempre più e vale poi tutto. Se le istituzioni non danno l’esempio virtuoso, che non si aspetti nulla di diverso da cosa già sta succedendo.
 Non basterà nemmeno dire che sono episodi criminali generici o di “razzismi alternativi”. La storia ci insegna che l’odio e la violenza hanno bisogno di uno sfogo, soprattutto quando diventa la normalità.

Non si pensi che una volta che gli immigrati o i neri siano stati cacciati dal Paese poi finisca anche l’odio. Semplicemente si sposterà, magari, viste le radici politiche, su meridionali o comunisti. E non ci vorrà molto tempo, queste cose accadono velocemente. Stiamo diventando il nuovo Mississippi ma quel che è peggio è che ho l’impressione ci stia piacendo.