«Il web è morto nel 2014»

Una provocazione che fa riflettere. Google, Facebook e Amazon stanno costruendo dei sistemi estremamente funzionali, ma completamente chiusi.

Nel 2014 il web ha cominciato a star male. E presto morirà definitivamente. A sostenerlo è André Staltz, informatico e attivista per la libertà di Internet, che parte dal caso degli editori: oggi i principali publisher devono a Google e Facebook oltre il 70% del loro traffico online, percentuale che prima del 2014 era inferiore di oltre 20 punti. Tim Berners-Lee, creatore del World Wide Web, aveva immaginato qualcosa di molto più plurale, dove le informazioni non fossero distribuite da quello che, di fatto, è diventato un duopolio.

Proprio in quell’anno, ricorda Staltz, i due colossi digitali hanno lanciato una serie di operazioni importanti. Google ha avviato il programma Accelerated Mobile Pages (Amp) per ottimizzare il caricamento dei contenuti su smartphone e tablet. E ha comprato la società britannica DeepMind, specializzata nella ricerca sull’intelligenza artificiale. Facebook, invece, ha acquisito WhatsApp e Oculus, che sviluppa dispositivi per la realtà virtuale, oltre ad aver attivato sul social network una serie di nuove funzioni volte ad ampliare gli usi possibili da parte gli utenti.

Queste novità hanno allargato la sfera d’influenza delle due aziende ma, allo stesso tempo, l’hanno in qualche modo circoscritta o, meglio, definita. Da allora, afferma Staltz, Google si è connotata non come una semplice internet company, ma come la knowledge internet company, e Facebook come la social internet company. A dominare il web (o quello che ne resta) sono loro e Amazon, la ecommerce internet company per eccellenza.

E non è finita qui. Perché il percorso iniziato nel 2014 ha come esito l’annullamento del web per come oggi lo intendiamo. Oggi usare una una mobile app, interloquire con gli assistenti domestici Google Home e Amazon Echo, indossare il visore Oculus Rift significa bypassare il browser e non dover navigare attraverso link, ciò da cui il web è costituito. A pensarci bene, conclude Staltz, i tre giganti stanno costruendo dei sistemi estremamente funzionali, ma completamente chiusi. Che, dopo aver fagocitato il web, ci portino al di fuori di esso. In nuovi ambienti esclusivi e costruiti a loro immagine, a cui chiunque dovrà adeguarsi.

  • [Tratto dal numero di Pagina99 del 10 novembre 2017]

Federico Gennari Santori

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Social Media Manager. Tech Journalist. Anti-Hater.