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Il Tennis e le playlist

Mentre arrangiavo una playlist di Spotify strisciando il mouse mi è comparso quello che diversi miei amici — per la maggior parte sarebbe più corretto dire “conoscenti”- stavano ascoltando in quel momento. Spesso di loro conoscevo quello che dicevano o scrivevano ma per molti ero consapevole che quella era l’apparenza.

Nei brani che stanno ascoltando in questo momento, invece, c’è molto di quel loro sentire che me li fa inquadrare in maniera molto più convincente di quanto raccontassero di sé o, peggio ancora, del sentito dire dei loro “amici”.

Dovremmo farci descrivere dai nostri gusti: ma non da quello che pensiamo di leggere, vedere, ascoltare, ecc… ma di quello che concretamente facciamo, ad esempio su Spotify o su NetFlix. Certo non sarebbe provante né fedele, ma rischieremmo addirittura di conoscere meglio l’estraneo che è in noi.

Pensiero d’Appendice…

Sono passati già 13 anni dalla sua partenza, ma Giorgio Gaber che con il suo amico Sandro Luporini ha scritto il più bel diario del nostro paese — e non solo- non ha smesso di far sentire la sua assenza.

“(…) Piacciono a tutti le stesse cose, mica per altro, e i gusti sono tutto. C’è chi gioca a tennis, e c’è chi gioca a calcio, certo, la vera cortina di ferro, è lì, nei gusti. Le questioni ideologiche, roba da ridere, fra gusti uguali, i gusti, sono la vera sostanza politica, e loro, hanno scelto il tennis. Belli puliti, tutti bianchi, impostati (…)”
I gusti sono la vera sostanza del pensiero

Un passaggio degno di stare nei libri di filosofia accanto al cogito cartesiano e all’homo homini lupus plautiano di Hobbes.