Yankee-me go home!

La falsa coscienza non aiuta

Che i social siano la Biblioteca di Babele di tutto quel che c’è di vero e di falso in giro per il mondo non è una novità.

Fra i tormentoni del momento uno dei più ricorrenti è che sia tutta colpa degli «americani» (intendendo con la parola gli statunitensi), dimenticando che gli USA sono sempre stati – e oggi più che mai – ricettacolo di tutte le razze, culture e nazionalità, al punto che i principali anti-americani, in quest’accezione del termine, li troviamo proprio negli USA (si pensi ai tanti Unabomber).

Ho fatto qualche pensierino per immaginare come un europeo potrebbe boicottare quella parte degli Stati Uniti lì, quella che manipola il mondo, e sono arrivato alla conclusione che si dovrebbe prima di ogni altra cosa smettere di consumare blockbuster, dalle serie TV, ai film, alla musica, allo sport. Non tutti i film (in USA c’è una splendida cultura cinematografica indipendente – che quasi mai arriva ai nostri schermi, però, salvo in parte forse tramite Netflix), né tutta la musica (rock, jazz, blues, chillout… non sono manipolati per fare quattrini e soprattutto controllo socioculturale): solo quella controllata e imposta dalle major. Sarebbe come dire che non è che si smette di portare i soldi in banca, ma solo in quelle grandi, emanazioni dei potentati finanziari internazionali. Lasciamo perdere fenomeni complessi come Internet, l’agricoltura, la farmaceutica, l’elettronica, l’energia… Limitiamoci ai gusti! Già solo in questo modo otterremmo due scopi: lanciare un segnale e decontaminare le nostre origini culturali.

Che cosa ne dite? Ci riusciremmo? Penso proprio di no! Se anche lo imponessimo non faremmo che alimentare un mercato nero clandestino di prodotti made in blockbuster.

Che dire, dunque? Finché non cambiano le coscienze delle persone nulla potrà cambiare. Nel frattempo, si prosegua con pagnotte e circo…

Panem et circenses
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