Il potere terapeutico del nuotare avanti e indietro.

Fino qualche tempo fa non capivo proprio chi si incaponisse nella pratica dello sport: solitari corridori in mezzo alle nebbie o la neve, pazzi con cuffia e costume da bagno in pieno gennaio, sclerati totali che facevano sollevamento pesi in palestra.

Ero ignorantissima, lo ammetto. Preferivo trincerarmi dietro le mie birre e le mie sigarette fumate con grande amore, piuttosto che ammettere che forse non avevo inquadrato bene la situazione.
Poi, per fortuna, mi sono lasciata andare di nuovo all’amore della mia vita: il nuoto.

Ecco, il nuoto è un mistero che si dipana bracciata dopo bracciata. Che senso ha nuotare in una vasca da bagno un po’ più grande, magari con altre persone che sono più brave e più veloci di te e che ti fanno inevitabilmente sfigurare? Che senso ha rischiare di prendersi un raffreddore solo per fare avanti e indietro per untot di volte?
La risposta è che il senso sta tutto nell'acqua. L’acqua è l’elemento naturale che più mi fa sentire a casa e più mi fa sentire me stessa.
L’acqua mi culla, mi trattiene, mi lascia andare, mi accarezza, fa di me quello che sono, riesce nel grandissimo intento di restituirmi pace.

In acqua sono un angelo, diceva un film che forse ho visto solo io. E io che agli angeli non ci credo, posso dire che in acqua sono un essere che non ha forma ma che fluisce con il fluire delle piccole onde, in quel mare chiuso da misure precise e corsie a doppio senso.
Una piccola autostrada in un piccolo mare chiuso, nel quale io divento minuscola e immensa, e 25 metri non sono più solo metri, ma sono tutte le distanze che ho percorso per arrivare fino a lì, tutte le volte che ho rinunciato a nuotare perché mi credevo incapace; 25 metri diventano la misura della mia vita nella quale finiscono con il nuotare sconosciuti e sconosciute, mi allungo fino a nuotare tutta in 25 metri, mi allungo e sono alta 25 metri e il corpo non pesa più niente, non ho più problemi, malattie, la schiena che fa male scompare, sono l’acqua nella quale nuotano tutti

Sono libera

Sono libera

Sono libera

Fino a quando i muscoli fanno male e le spalle non ce la fanno più e cedono anche i polmoni e allora torno in me, risucchiata nel mio vaso di Pandora che si chiude per nascondere tutto, per nascondere me, per farmi tornare umana e mortale.
Un involucro di carne che racchiude il mare.

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