Ricordi sparsi di alcune storie “d’amore”.

Una volta, per qualche mese, sono uscita con una ragazza bellissima che sapeva sempre di buono. Anche quando sudava mentre facevamo l’amore sapeva di buono. Anche quando mi rifiutava via sms o messaggio di facebook ricordavo perfettamente il suo sapore di buono.

Anche quando ho capito che era stata solo una bella sirena, continuava a sapere di buono, un misto di vaniglia e corteccia, un misto fra la sua incapacità di amarmi e il mio bisogno d’amore infinito.

Un’altra volta sono uscita con una ragazza che aveva una bocca bellissima ma non mi sapeva baciare. Mi sbatteva contro il muro e usava la sua lingua come un piede di porco, forzandosi su di me. Non so perché ho continuato a vederla, forse speravo che capisse — dal modo in cui la baciavo io — che doveva essere delicata, chiedermi il permesso prima con le labbra e poi lasciar giocare le lingue come su un prato fiorito.

Ho smesso di vederla perché, nonostante io fossi stata più che esplicita nelle mie intenzioni di non avere una storia, lei aveva tentato di usare il sesso come lucchetto, non considerando che io ero libera e niente poteva fermarmi.

Un’altra ragazza con cui sono uscita votava a destra, era molto bella e aveva il corpo da nuotatrice. Aveva un’intelligenza molto particolare e una cultura vastissima, ma era troppo portata al dramma. Non sapeva neanche lei cosa essere, se completamente lesbica o solo lesbica in presenza di qualche ragazza interessante. Era troppo legata al suo concetto di famiglia tradizionale e temeva che sua madre, macigno al quale compararsi, non l’avrebbe mai accettata e amata.
Quando mi baciava mi faceva vedere le stelle e lei è stata la prima a farmi sentire veramente cosa fosse l’eccitazione sessuale prima del rapporto vero e proprio. Con lei non solo avevo le farfalle allo stomaco, ma le sentivo chiaramente anche dentro la vagina che mi solleticavano e facevano di me un lago di curiosità.

Poi ho smesso di volerla vedere perché per lei il dramma era più importante della serenità, e io volevo solo essere compresa e abbracciata, non rifiutata e fatta morire di fame d’amore.

Prima di tutte loro (e anche altre ) c’è stata la Donna Ragno, ma ora non voglio più ricordarmi di lei.

Ora ci sono io.

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