Cambia lavoro (contains strong language)

Sono stufa. Arcistufa. Di quello che leggo e dell’atmosfera che percepisco. Sono stufa della percezione che i clienti hanno imparato ad avere di noi, per colpa di alcuni di noi.

Sono stufa di leggere di “colleghi” che faticano a sbarcare il lunario, che traducono “di tutto” e accettano 0,000 a parola “perché è un mese che non lavoro”. E poi scrivono post pieni di errori ortografici. Guarda, è meglio per tutti se non lavori, anzi cambia lavoro perché non fa per te!

Sono stufa di vedere pubblicizzati corsi e webinar che ti insegnano a tradurre diecimila parole al giorno… o a guadagnare diecimila euro al mese (cosa questa peraltro possibilissima senza seguire il suddetto corso). Signori, queste persone che si vendono come “guru del business del traduttore” fanno un’altra cosa, vendono corsi che voi pagate profumatamente, sfruttando le vostre paure. Formulette.

Parliamoci chiaro. In rete c’è di tutto, corsi per tutti i gusti e piattaforme per ogni tipo di traduzione (e lavoretto). E basta proclamare la ricetta del bravo traduttore. Magari siete bravi, ma non vi sapete promuovere neppure un po’. Non portate il biglietto da visita. Non avete idea di cosa sta succedendo nel vostro settore. Rispondete a una richiesta di preventivo tre giorni dopo. Consegnate in ritardo.

Abbiate rispetto per voi stessi. Cambiate lavoro. Basta vivacchiare, basta improvvisare. Basta pappa pronta. Imparate a pensare.

Cosa vuoi fare nella vita? Tradurre? Allora inizia a rimboccarti le maniche e fai sul serio. Cerca, studia, chiedi, fai uno stage, lavora con un mentore professionista anche gratis se necessario, varrà comunque più di un corsettino di personal branding. Ringrazia — anziché contestare — chi ti dà il consiglio controcorrente, ti insegna a pensare con la tua testa. Non chi ti dice che se usi Dragon o Asana diventerai un supereroe.

Siamo noi quelli che decidiamo del nostro futuro, che dobbiamo adattare tanti bei consigli al progetto che vogliamo realizzare.

E con questo passo, anzi chiudo. La professione (del traduttore) che esercito io è tutta un’altra cosa.

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