E va bene…me ne frego anche io, vinco ogni reticenza e scrivo due righe. E mentre cerco di farlo mi dico che l’idea che potrebbe esserci un pubblico mi atterrisce (o mi seduce?). Mi concentro sulla ragione che mi spinge a farlo: dare un senso alle ore che sono costretta a passare alla reception dell’Hotel in cui lavoro. E’ un bell’Hotel s’intende, con ben 4 stelle, ricavato all’interno di una dimora storica in un paesone della Brianza, ma queste 8 ore non passano mai!

Cosa si fa per un “bacio!”

E’ stato con questo pensiero che ho cominciato la giornata. E l’immaginario collettivo già pensa ad un epilogo scollacciato che, diciamolo, non è mai privo di attrattiva. E invece no! “c’era una volta un quadro..!”
Stamattina alle 7,30 il paesello dove vivo (non ho premesso che sono nata a Firenze e vivere a Cesano Maderno non è proprio uguale, nonostante il grande rispetto per il piatto in cui mangio) era avvolto nella nebbia che pur essendo ai miei occhi romantica, di certo non mi invogliava ad alzarmi dal letto ma l’impegno era stato preso e quindi son partita alle volta di Milano. Appuntamento alle 10,00 alle Gallerie d’Italia in Piazza della Scala con un gruppo di storia dell’arte del quale non faccio propriamente parte, per una certa forma di snobismo che mi impedisce di legarmi a qualsivoglia gruppo, ma al quale talvolta mi aggrego per visitare mostre in modo più costruttivo e consapevole. La mostra in questione è quella dedicata a Fracesco Hayez, alla sua grande maestria che non è però mero esercizio di stile, ai corpi pefettamente dipinti, ai ritratti che lasciano intuire quale fosse il temperamento del soggetto, al romanticismo dei suoi baci. Che bellezza!
Sembrerà poca cosa ma sono fiera di me per avere vinto quel po’ di pigrizia, aver preso il treno ed essermi recata là, dove mi hanno portata l’impegno preso, la voglia di apprendere e soprattuto l’amore per le cose belle. Mi ha resa più sorridente e mi ha permesso di affrontare questo lungo turno con una predisposizione d’animo migliore.
Ho recentemente scoperto che Dostoevskj ha scritto che “la bellezza salverà il mondo”. Che grande verità!

One clap, two clap, three clap, forty?

By clapping more or less, you can signal to us which stories really stand out.