Da Siena una chiamata ai Millennials di tutta Europa

Immagine dal sito: http://santachiaralab.unisi.it

Pochi giorni fa si è tenuta a Siena la cerimonia di inaugurazione del Santa Chiara Lab, un ex convento situato nel cuore della città che dopo tanti anni rinasce sotto nuove vesti: 3.200 metri quadrati (con una delle più belle viste panoramiche su Siena) che si rigenerano e si trasformano in spazi laboratoriali, espositivi e di dialogo multidisciplinare, a disposizione di studenti, ricercatori, innovatori, imprenditori.

Si tratta di un progetto strategico e identitario dell’Università di Siena, messo a disposizione di tutta la città. Ideato nell’ambito delle iniziative pianificate per attuare gli assi strategici (internazionalizzazione, sviluppo sostenibile, servizi agli studenti, nuova occupabilità), il progetto ha orizzonti ambiziosi.

L’ex convento di Santa Chiara rinasce infatti per diventare un laboratorio aperto, finalizzato a promuovere l’ibridazione fra saperi, l’acquisizione da parte degli studenti di competenze trasversali e la socializzazione fra soggetti, interni ed esterni all’Università, in possesso di esperienze e competenze eterogenee.

In breve, un posto di frontiera per ventenni svegli.

All’interno anche un FabLab, un’officina 3.0 per digital makers, per la ricerca e per il co-working, un Data Lab in grado di fornire informazioni su aziende, storie, bilanci.

Foto da https://www.facebook.com/santachiaralab.unisiena/

Il rilancio farà anche leva sul progetto SIY Millennials Build the Future, che rappresenterà l’orizzonte e l’anima del Santa Chiara Lab.

Chi sono i Millennials? La generazione dei ragazzi nati tra i primi anni ’80 e i primi anni duemila, che dovrà — volente o nolente — organizzare, orientare e (ri)costruire la società di domani. Per riprogettare le città, le istituzioni, i mercati, la politica (e le politiche), l’Europa. Appunto, proprio l’Europa.

Siena e il Santa Chiara Lab si candidano a diventare il luogo dove si ritrovano i migliori elementi di quella generazione di nativi europei pronti a pensarsi liberi e ad andare oltre le discriminazioni basate sull’orientamento professionale.

Pronti a immaginare e prototipare un nuovo modello (necessariamente ibrido) di comunità. Partendo da una domanda semplice: “dove sta andando l’Europa?” E soprattutto, “cosa possiamo fare noi, oltre a stare-a-guardare?”

Ha senso, infatti, continuare a preoccuparsi del futuro dei Millenials (= dei giovani) se, nel frattempo, l’Europa (= il giardino di casa nell’era delle interazioni globali istantanee) si indebolisce, e quanto è stato costruito negli ultimi sessant’anni si sgretola (o è continuamente rimesso in discussione)?

Non vale forse la pena, anche per riprendere il cammino dell’integrazione, sostenere la nuova generazione di cittadini europei, accompagnandola nello sviluppo di nuove consapevolezze e di un nuovo senso di unità?

Domande come questa spiegano perché la sfida del Santa Chiara Lab supera i confini senesi. Perché l’effetto collaterale della riflessione dei tanti Millennials, che giungeranno nella città del Palio da tutta Europa, potrà avere un impatto molto più ampio. Di cui beneficeranno in molti. Di cui potremmo, tra anni, renderci conto che abbiamo beneficiato tutti.

Al Santa Chiara Lab, luogo di attrazione e connessione, si svilupperà un senso di comunità aggiornato. Una bella scommessa. Che è persa solo se non partecipiamo.

Qui tutte le immagini dell’inaugurazione | foto di Mario Lorca
Da luoghi come questo riparte l’Europa. Puntando su istruzione e innovazione, e mettendo insieme tutti coloro che possono ‘fabbricare’ un nuovo modello di società.

Laura Montanari ne scrive su Repubblica.it. Michele Falcone su Corriere.it.