Gli studenti italiani hanno scelto i loro 10 libri preferiti

Alle elementari stravince “Il Piccolo Principe”. Alle medie e alle superiori un quasi ex aequo tra Alessandro D’Avenia e Niccolò Ammaniti. E poi il caso delle dieci classi che hanno votato per “Mein Kampf” di Adolf Hitler.

Se domenica scorsa avete letto Robinson, il nuovo inserto di Repubblica, lo saprete già. Gli studenti italiani hanno “eletto” — in senso etimologico — i loro 10 libri preferiti. In occasione del Salone del Libro di Torino, lo scorso maggio, il MIUR aveva infatti lanciato un concorso per promuovere la lettura fra i bambini delle elementari e i ragazzi delle medie e superiori, chiedendo di scegliere i libri preferiti di questo millennio. Libri intesi non come oggetti sovrastati dalla polvere, o come scuse per l’isolamento, ma come posti di ritrovo. In occasione del lancio di maggio avevamo chiesto di pensare ai libri come a “luoghi dove incontrarci per capire veramente chi siamo”.

Sono state due le sezioni del concorso previste dal bando:

#iMiei10Libri — Per gli alunni delle elementari, che hanno potuto scegliere tra 10 testi della letteratura per l’infanzia e per i ragazzi appartenenti non solo alla cultura italiana. Si potevano scegliere un classico, una sua rivisitazione contemporanea, o un testo recente per l’infanzia e per i ragazzi.
GENERAZIONE 2000 — Sezione riservata agli studenti delle scuole secondarie di I e II grado, che hanno potuto indicare 10 titoli di autori italiani pubblicati dopo il 2000. Questi “limiti” erano voluti perché ci interessava invitare i ragazzi alla lettura di autori contemporanei, più che ritrovarci ad organizzare una gara tra i classici della letteratura.

Si è votato per classe, dopo una discussione che — almeno nelle nostre intenzioni — è stata un’occasione per riflettere sul valore della lettura, ancor prima che sui gusti dei singoli studenti. Ogni classe poteva esprimere fino a 10 preferenze ordinate. Le preferenze venivano quindi “pesate” in base all’ordine: il libro indicato come prima preferenza prendeva 10 punti, il libro indicato come seconda preferenza ne prendeva 9, il terzo ne prendeva 8, e così via. Il punteggio finale ha quindi rappresentato la somma di tutte le preferenze ponderate espresse dalle classi di tutta Italia.

LA PARTECIPAZIONE

La partecipazione è stata stupefacentemente alta: tra il primo giugno e il primo dicembre hanno votato oltre 138 mila classi (68.381 alla primaria e 70.107 alla secondaria), per un totale stimato di quasi tre milioni e mezzo di studenti. Aneddoto bello: hanno partecipato, e votato, anche 8 sezioni ospedaliere e 2 sezioni inserite in case circondariali.

Le regioni con la più alta partecipazione sono state la Campania e la Puglia (circa il 60% di tutte le classi di quelle regioni). A seguire: Basilicata, Umbria e Sicilia. In Calabria, Friuli-Venezia Giulia, Lazio e Veneto ha votato più di un terzo delle classi.

CHI HA VINTO?

Anzitutto, diciamo che hanno vinto tutti, dal momento che sono stati oltre 10.000 i titoli votati: una grande festa del libro e della lettura.

Alle elementari il campo era libero anche perché i libri per bambini sono spesso racconti fuori dal tempo — e racconti che vengono da molti altri Paesi — ognuno con la sua storia fatata. Ci piaceva capire se i bambini in Italia abbiano effettivamente un orizzonte culturale più ampio di quello nazionale. Per sapere la risposta, basta guardare la classifica dei primi dieci: è venuta fuori la tradizione fiabistica mondiale. Il Piccolo Principe del francese Antoine de Sain-Exupéry è arrivato primo con oltre il doppio dei voti rispetto al secondo. La tradizione inglese ha avuto Roald Dhal e Alice nel paese delle meraviglie. Ma anche le Americhe si sono ben posizionate, con Il meraviglioso mago di Oz e Luis Sepúlveda. Tra i primi dieci anche due classici italiani: Pinocchio, al secondo posto; e poi Gianni Rodari.

(*) sarà acquistato un solo libro per autore, quindi Diario di una schiappa al posto di Matilde

Alla secondaria (medie e superiori) non c’è stato un vero e proprio “plebiscito”. I due autori più popolari, Alessandro D’Avenia e Niccolò Ammaniti, con le loro due opere più votate non hanno superato le 1.500 classi ciascuno, a fronte di oltre 70 mila classi che hanno votato complessivamente. La distanza è di meno di 200 punti su oltre 9 mila. E il primo libro classificato è stato inserito nella top 10 da appena 13 classi in più del secondo.

(*) si potrà acquistare un solo libro per autore, quindi Veri amici, Mio fratello rincorre i dinosauri e L’amica geniale al posto delle opere di D’Avenia e Amminiti classificate alle posizioni 7, 8 e 10.

Tra l’altro, Io non ho paura è risultato il libro più votato come prima preferenza (263 classi contro le 252 di Bianca come il latte, rossa come il sangue e le 209 di Gomorra).

Anche la classifica regionale rivela una geografia interessante con — semplificando — D’Avenia preferito al nord (ma anche in Sardegna e Calabria), Ammaniti al centro (ma anche in Piemonte e Puglia), Saviano in Campania e Basilicata (ma anche in Friuli-Venezia Giulia).

Per trovare la prima scrittrice donna serve arrivare alla 13° posizione, dove compare Elena Ferrante, con L’amica geniale. Sarà comunque comperata dalle scuole, dal momento che il concorso prevedeva che, in caso di autori con più opere tra i primi dieci, solo l’opera più votata sarebbe entrata nella lista raccomandata alle scuole per l’acquisto. Con D’Avenia e Ammaniti che insieme ne hanno cinque, questa lista prevede quindi anche l’11° (Veri amici), il 12° (Mio fratello rincorre i disonauri di Giacomo Mazzariol) e appunto Elena Ferrante.

Diversi altri autori sono stati molto votati. Come Alessandro Baricco, che con più opere è arrivato a 5.364 punti (la più votata, Oceano Mare, ne ha presi 1.507); o Margaret Mazzantini, che ha totalizzato complessivamente 4.388 punti (di cui 1.564 con Venuto al mondo).

IL CASO CHE NON CI PIACE

Spulciando il lunghissimo elenco di libri che sono finiti nelle top 10 delle scuole di tutta Italia, è saltato fuori un caso particolarmente brutto. Dieci classi della scuola secondaria — a Catanzaro, Latina, Palermo, Piacenza, Potenza, Roma, Trieste e Udine — hanno inserito nella lista dei loro dieci libri preferiti un volumetto pubblicato nel 1925: Mein Kampf. Autore: Adolf Hitler. Non sfugge a nessuno come il problema non sia tanto che non potesse essere votato, essendo di autore non italiano e pubblicato prima del 2000. Il MIUR, doverosamente, sta approfondendo per capire cosa sia successo.

IL “PREMIO”

Ogni scuola riceverà 150 € per l’acquisto dei libri vincitori, anche in formato digitale. Per questo investimento il ministero ha stanziato complessivamente 1,3 milioni di €.

Soprattutto per i più piccoli, per tutti quei bambini che hanno scelto Il piccolo principe, o Pinocchio, o Alice nel paese delle meraviglie, mi piace pensare che li portino con loro nel lungo viaggio dei prossimi anni, per presentarsi ad ogni frontiera interna dell’Europa — a quelle frontiere che non esistono più, a quelle frontiere immaginarie e che tuttavia alcuni vorrebbero tornassero reali — e farli valere come il loro passaporto. Letteralmente, come il loro lascia-passare.

A breve, terminerà anche la valutazione dei progetti arrivati dalle scuole in risposta al bando per le biblioteche scolastiche innovative. In tutta Italia saranno finanziate, con 10.000 € ciascuna, 750 biblioteche.

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