Il governo vuole chiedere in Europa più fondi per l’inclusione sociale, ma in Italia gioca ogni giorno ad escludere.

Votazione alla Camera sulla risoluzione 6–7 Fusacchia e altri.

Stamattina sono intervenuto alla Camera per la dichiarazione di voto sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio in vista del Consiglio europeo che si terrà domani e venerdì a Bruxelles.

Abbiamo presentato due risoluzioni, una generale ed una su migrazioni e Dublino.

A seguire c’è il testo di quello che ho detto.

Menziono 5 punti che mi stanno particolarmente a cuore:

1/ su migrazioni

c’è una proposta approvata dal Parlamento europeo pochi mesi fa. Prevede meccanismi di redistribuzione automatici dei richiedenti asilo. Impone a tutti gli Stati europei di prendersi la propria responsabilità. Che il Governo la faccia propria! Sarebbe anche una bella occasione di riscatto per LEGA e M5S, che su quella proposta si erano astenuti (Lega) e avevano votato contrario (M5S). Ho anche sentito dire al presidente Conte che servono sanzioni per chi si rifiuta di fare la propria parte sulle quote. Ne deduco che sarà durissimo al Consiglio europeo col suo collega ungherese Viktor Orbán.

2/ sempre su Orbán

la proposta della Commissione europea sul bilancio pluriennale prevede di non dare fondi europei a chi calpesta lo stato di diritto e le libertà e i diritti fondamentali. Che il Governo sostenga questa proposta.

3/ sui dazi

basta venirci a dire che i dazi servono per proteggere il Made In Italy! Non è così, in un Paese come il nostro che dipende dall’export. Questo non vuol dire che non serva una politica commerciale che parta dal rispetto di standard in tema di lavoro, ambiente e salute e che lotti contro il dumping sociale.

4/ sull’inclusione sociale

ho sentito che volete chiedere più fondi. Molto bene, l’inclusione è un tema centrale. Ma non ho capito quando dite che volete utilizzare i soldi del nuovo Fondo Sociale Europeo per rivedere i centri per l’impiego. Perché qui stiamo parlando di un bilancio europeo per il periodo che inizia… nel 2021! Va bene che vi siete convinti di governare per una decina d’anni, ma non ho capito se il reddito di cittadinanza lo farete una volta riformati i centri per l’impiego — come annunciato — e quindi una volta che avrete i fondi della prossima programmazione… e quindi fra quanti anni? Inoltre, per ottenere cose a Bruxelles serve credibilità!

Non potete dire che volete più inclusione sociale in Europa ed essere così divisivi ogni giorno in Italia.

5/ su innovazione e impresa

serve investire in alfabetizzazione digitale, delle persone e delle imprese: 2 imprese su 3 non hanno internet, 4 imprenditori su 5 dicono che internet è inutile. Serve rafforzare i pagamenti digitali, altro che contante! Infine, bene una tassazione europea sui giganti del web, ma qui il problema è più ampio e riguarda una fiscalità comune per le imprese. Deve essere facile aprire una impresa ovunque in Europa. Servono investimenti in startup. Serve uno spazio europeo dove i nostri giovani possano sviluppare la loro imprenditorialità.