Ripartiamo dalla scuola

Cosa sta facendo il MIUR nelle zone colpite dal sisma

Amatrice, 1 settembre 2016

Non riesco a staccare gli occhi da questa fotografia, scatatta quindici giorni fa. L’inizio del corso principale di Amatrice. Un inizio che trasmette solo un senso di fine.

Di fronte ad immagini come questa, bisogna anzitutto “elaborare il lutto”. E poi bisogna trovare rapidamente la risposta alla domanda più importante di tutte: da dove ricominciamo adesso?

La risposta è: dalla scuola. Non lo dico solo perché lo credo profondamente, per convinzione personale e affiliazione professionale. Lo dico perché questa è stata la chiara e forte richiesta arrivata da parte dei sindaci — e quindi delle popolazioni toccate dal sisma — sin dal giorno dopo il tragico evento.

In questi giorni — ieri l’altro nel Lazio, oggi nelle Marche — stanno riaprendo le scuole. E il MIUR ha lavorato strenuamente, assieme alla Protezione Civile e ai sindaci, per fare in modo che questi giorni fossero il più possibile di straordinaria normalità per tutti i bambini e i ragazzi di queste zone. Per evitare che l’assenza di scuola diventasse il segno tangibile dell’interruzione di un processo di crescita, di recupero di fiducia in se stessi, di smarrimento del senso di appartenenza ad una “famiglia”.

Abbiamo lavorato senza sosta per rimettere in funzione il sistema scolastico laddove il terremoto ha distrutto vite e danneggiato edifici, facendo il nostro e collaborando al massimo per far sì che anche gli altri — sindaci, “donatori” e ovviamente protezione civile — potessero fare il loro.

Come lo abbiamo fatto? Istituendo una Task Force MIUR con il compito formale di adottare tutte le misure di competenza ministeriale necessarie a garantire il regolare avvio e svolgimento dell’anno scolastico in questi territori, e con il compito informale di facilitare ogni ulteriore azione in un lavoro di squadra sul campo. Il motto è stato “tutto tranne la burocrazia”.

A Rieti, presso il DICOMAC (Direzione Comando e Controllo del Dipartimento della Protezione Civile), operano ormai da venti giorni, senza sosta, dirigenti e funzionari del Ministero — in maggioranza donne, tra cui i due Direttori Generali Giovanna Boda e Simona Montesarchio — che fanno la spola ogni giorno tra Rieti e le aree colpite dell’Appennino.

La decisione di avere il MIUR direttamente al Dicomac è stata probabilmente decisiva per riuscire a fare ciò che era necessario nei tempi proibitivi che avevamo a disposizione. Il trattamento che ci hanno riservato Fabrizio Curcio e i suoi colleghi della Protezione civile ha fatto la differenza.

Le principali aree di azione della Task Force MIUR

1. Mappatura

Sono preoseguite per giorni — sotto il coordinamento della Protezione Civile — le verifiche sugli edifici scolastici delle aree e dei comuni coinvolti e su quelli segnalati dagli Uffici Scolastici Regionali, dai Comitati di genitori, studenti e dirigenti scolastici. L’obiettivo era arrivare ad una mappatura completa degli edifici che avevano riportato lesioni e che risultavano, a seguito del sisma, inagibili o agibili parzialmente. In poco più di due settimane è stata fatta una vasta ricognizione, e il tenerci costantemente informati ha permesso al MIUR di monitorare che le soluzioni temporanee alternative, laddove si dimostravano necessarie, fossero pronte letteralmente il giorno dopo.

Ricognizione da parte di tecnici dei Comuni, del Genio civile o della Protezione civile su 182 Istituti Scolastici (81 Comuni) per un totale di 726 edifici.

2. Avvio anno scolastico

Dopo la verifica dei danni provocati agli edifici scolastici, il normale avvio dell’attività didattica per l’anno scolastico 2016/17 è stata e resta la priorità. Il primo passo è stato l’individuazione della tipologia di moduli provvisori per consentire il rientro in classe di centinaia di studenti rimasti senza una scuola. Ai Comuni coinvolti è stato chiesto di individuare l’area dove poter collocare moduli provvisori da adibire a classi, mense e uffici; su queste aree, sono stati effettuati i sopralluoghi della Protezione civile per verificare che andassero bene e per accelerare le autorizzazioni per l’installazione dei moduli stessi.
Per le stesse aree (ad eccezione di Amatrice dove si stava già procedendo da giorni grazie all’intervento della Protezione civile della Provincia autonoma di Trento e dove l’avvio dell’anno è avvenuto all’interno dei moduli), si è proceduto ad incrociare i dati relativi alle aree critiche che necessitavano di moduli con le offerte di donazione generosamente pervenute da regioni, enti ed imprese.

Il sopralluogo tecnico nell’area che ospiterà la Scuola di Amatrice

L’anno è ripreso così per circa 200 alunni dall’infanzia alla secondaria di I grado dei comuni di Amatrice, Accumoli e frazioni. L’anno scolastico è ripreso anche a Cittareale in apposite tendostrutture montate grazie ai volontari dell’Associazione Nazionale Alpini e alle forze armate. Oggi, infine, è iniziata la scuola anche per gli studenti di Acquasanta Terme, Gualdo e Arquata del Tronto, ospitati in tendostrutture. Sono riprese infine le lezioni anche a Montegallo, dove le strutture provvisorie sono state donate e realizzate dalla Regione Emilia-Romagna.

3. Assistenza e laboratori

Lo scopo era rendere possibile l’avvio di un anno scolastico — non solo fisicamente possibile ma anche il più possibile sereno ed equilibrato — per tutti i bambini e gli adolescenti delle zone colpite. Per fare questo, accanto alle attività di primo soccorso psicologico sul campo, tante associazioni e volontari— sotto il coordinamento del MIUR — si sono impegnate nella fase del ritorno a scuola attraverso specifiche attività psicoeducative rivolte a studenti e docenti. Sull’onda lunga delle esperienze maturate durante le emergenze in Emilia e in Abruzzo, sono stati attivati una serie di percorsi laboratoriali ed incontri formativi per la prevenzione dei disturbi post-traumatici ed il riconoscimento dei segnali di disagio psicologico nei bambini e adolescenti. Le attività scolastiche, che si svolgeranno nei normali orari, saranno integrate dalle attività delle Associazioni accreditate dal MIUR, Actionaid, Save the Children, Ido, Telefono Azzurro, Psicologi per il Mondo, Agire, Cesvi, che assicureranno un sostegno psicologico a studenti, genitori e docenti.

4. Famiglie e mobilità docenti

Il terremoto non ha colpito solo le strutture ma anche la vita di tanti docenti e delle loro famiglie. Per questo abbiamo emanato un’ordinanza che sta consentendo ai docenti ed educatori, che altrimenti si sarebbero dovuti spostare per via della mobilità, di rimanere vicini al proprio territorio.

5. Gestione donazioni e aiuti

il MIUR sta convogliando tutte le offerte di donazioni a vario titolo presso un canale specifico che le raccolga, ne verifichi l’origine e l’effettivo utilizzo così da disporre di un database complessivo degli aiuti pervenuti. È stato già individuato un magazzino a Rieti che potrà ospitare tutto il materiale così da poter provvedere all’approvvigionamento in tempi brevi, ed è già stato disposto un servizio di trasporto per raggiungere le zone che ospiteranno i moduli scolastici.

#RipartiamoDallaScuola è il nome dell’iniziativa messa in campo dal Ministero per raccogliere tutte le offerte di aiuto e di solidarietà attraverso l’email ripartiamodallascuola@istruzione.it.

6. Formazione e prevenzione

Promuovere una cultura della prevenzione, formare docenti e studenti più consapevoli e specializzati e avviare un processo che porti il cittadino ad acquisire un ruolo attivo nella riduzione dei rischi. Sono questi gli obiettivi principali della campagna (in)formativa nazionale, che partirà a breve, sui rischi naturali e antropici che interessano il nostro Paese — in collaborazone con il Dipartimento della Protezione Civile, l’ente pubblico di ricerca INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) e varie associazioni nazionali impegnate da anni nel campo della prevenzione.


Non si supera una tragedia come quella del 24 agosto in una notte. E nemmeno in un mese.

Ma fare in modo che le scuole riaprissero regolarmente nel “migliore dei mo(n)di possibili” era un obiettivo importante per ridare ai bambini e ai ragazzi voglia di tornare a correre, di guardare lontano. Di crescere. Di costruirsi. Per ridare loro identità e senso di appartenenza ad una comunità.

Mi piace pensare che tutti loro troveranno una bella strada. E che magari qualcuno di loro, un giorno, deciderà di lavorare per lo Stato perché magari avrà visto in questi giorni (e nei mesi a venire) che lo Stato può essere anche questa velocità, questa energia, questa prossimità.