“Whatever the question, education is the answer”

Quello che ho visto a Dubai, l’ombelico del mondo che scommette sugli insegnanti


Mi sarebbe piaciuto che fosse mia, ma non lo è. La citazione che dà il titolo a questo post è infatti di Sunny Varkey, ricco ed influente imprenditore di una parte di mondo dove sempre più spesso accadono cose che hanno risonanza globale. “Qualsiasi sia la domanda, l’istruzione è la risposta” è la frase più bella che gli ho sentito dire in occasione dell’apertura del Global Education & Skills Forum che si è tenuto a metà marzo a Dubai. Davanti a delegazioni di decine di Paesi — composte da rappresentanti di governi, fondazioni, enti, imprese, università, scuole — ognuna curiosa di vedere quale “buona scuola” avessero messo in piedi gli altri. E in occasione del quale è emerso chiaramente che su molti fronti, dalla nuova policy sulla scuola digitale alla nostra lunga tradizione di inclusione e risposta alla disabilità, non abbiamo nulla da invidiare e forse qualcosa da insegnare.

Le due giornate di lavori — tra panel, workshop, dibattiti, incontri informali — non sono state l’ennesima conferenza sulla scuola, ma un incubatore di idee e pratiche da far circolare su scala globale. Anzitutto, un generatore di energia. Un luogo dove ciascuno è arrivato con la propria storia, diversa da quella di tutti gli altri, ma dove tutti hanno avvertito l’urgenza di unire le forze per provare a rispondere alla stessa domanda: come far capire, nelle nostre società, il posto centrale che occupano gli insegnanti? L’Italia farà la sua parte come membro del “gruppo di testa” per contribuire a costruire una risposta ambiziosa e solida, ed è per questo che siamo entrati a far parte dell’Alliance for Teachers, la coalizione internazionale che nel 2017 presenterà un documento di proposte per la valorizzazione del ruolo del docente nel mondo.

A deserved Global Teacher Prize winner @hanan_hroub for her work in educating children in Palestine. Her bio is here: http://www.globalteacherprize.org/winner-2016.
Impressionante la cerimonia di chiusura. Sul palco il primo ministro degli Emirati Arabi Uniti Al Makhtoum con Sunny Varkey. Alle spalle uno schermo gigante, e il volto del Santo Padre che annuncia il vincitore: la maestra Anan Al Hroub. Molto di più di una semplice consegna di un premio, per quanto prestigioso. A Dubai abbiamo vissuto in diretta un’ora di storia contemporanea: Papa Francesco che dal cuore del mondo arabo “incorona” un’insegnante palestinese come migliore docente del mondo. Il tutto dopo i saluti in video di Bill Clinton, Joe Biden, e del principe William, davanti ad una sala di personalità di mezzo mondo, da Tony Blair a star del cinema e premi Oscar come Matthew McConaughey o Salma Hayek (e tanti idoli di Bollywood come Abhishek Bachchan, Akshay Kumar, Ali Zafar e Parineeti Chopra), al capo di UNESCO Irina Bokova. In più, oltre mille persone da cento Paesi con bandiere in festa.
The special moment Pope Francis announced Hanan Al Hroub as the winner of the Global Teacher Prize 2016.
Gli applausi dopo la proclamazione (video amatoriale che ho fatto io).

A Dubai il MIUR ha anche firmato un importante Protocollo di Intesa con la Varkey Foundation per istituire il Premio nazionale degli insegnanti, vale a dire l’edizione nazionale del Global Teacher Prize, noto come il “premio Nobel” dei docenti. Così lo ha annunciato il Ministro Stefania Giannini:

“Il Global Teacher Prize da alcuni anni porta i diversi Paesi, e quindi la comunità educativa mondiale, a parlare dei temi della scuola e del valore del ruolo degli insegnanti. Per questo, istituiremo in Italia, per la prima volta, primi tra i paesi europei, il nostro Premio nazionale, che si collegherà ai principi che abbiamo inserito nella riforma ‘Buona Scuola’: l’innovazione didattica, la valutazione, la premialità, la necessità di una formazione continua, che è un diritto più che un dovere di tutti coloro che entrano in classe ogni mattina e che hanno nelle loro mani la responsabilità di accompagnare il processo di crescita non solo culturale, ma soprattutto interiore di quelli che diventeranno i cittadini di domani”.
I dieci finalisti del Global Teacher Prize 2016

Per la finale del Global Teacher Prize, a Dubai c’erano anche i 50 finalisti, tra cui l’italiana Barbara Riccardi.

Le candidature per il Premio italiano verranno aperte presto. I docenti non potranno candidarsi da soli ma dovranno essere candidati. Chiunque potrà proporre un nome: un altro membro della comunità scolastica, le famiglie, gli studenti. Una commissione indipendente e di alto livello sceglierà i 5 vincitori, che potranno contare su un fondo (50.000 euro il primo, 30.000 agli altri 4) da utilizzare per realizzare progetti all’interno delle loro scuole. Questo perché si tratta di un premio all’insegnante, ma nell’ottica della valorizzazione del lavoro in squadra con gli altri docenti e della capacità di innovare la propria comunità scolastica.

L’annuncio del Premio nazionale da parte del Ministro Stefania Giannini.