Il grande alleato del Dragone in Occidente è Londra. La Brexit offre un’opportunità a Roma, che però pare preferire Pechino a Washington

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Il presidente cinese Xi Jinping con il premier britannico Theresa May

Adottando martedì un regolamento che stabilisce un quadro per l’esame degli investimenti diretti esteri, il Consiglio Ue ha deciso di dare per la prima volta all’Unione europea una serie di regole per esaminare gli Ide (investimenti diretti esteri) effettuati da Paesi terzi sulla base della sicurezza e dell’ordine pubblico. …


Il presidente brasiliano da l’ok alla fusione tra Embraer e Boeing: evitato lo scontro con Washington. Che ora deve fronteggiare la minaccia cinese

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È bastata una decina di giorni a Jair Bolsonaro, il neopresidente brasiliano, per dare il via libera alla fusione tra la statunitense Boeing e la divisione commerciale della brasiliana Embraer. Il leader populista ha così rinunciato alla golden share nonostante i suoi dubbi sull’operazione. Temeva, infatti, danneggiasse alla sovranità nazionale. L’ok è arrivato dopo le rassicurazioni in merito alla divisione militare di Embraer, che produce i mezzi militari brasiliani, espresse dai vertici dell’esercito durante un incontro al Planalto, il palazzo presidenziale, al quale ha partecipato anche il ministro della Difesa, il generale Fernando Azevedo.

Boeing può quindi chiedere entro l’anno la fusione con Embraer. La mossa del colosso statunitense arriva in risposta all’alleanza tra l’europea Airbus e la canadese Bombardier: infatti, Boeing e Embraer sono società complementari nell’aviazione commerciale. L’azienda brasiliana è leader mondiale nella produzione di aerei per un massimo di 150 passeggeri; Boeing, invece, produce solo aerei con più di 160 posti. Sta per nascere, grazie alla fusione, un gruppo che avrà un capitale di 5,26 miliardi di dollari. …


Lombardia ed Emilia Romagna sono le regioni che rischiano di più se salta l’intesa sulla Brexit. Paure anche per il settore tessile di Toscana e Marche

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Mancano tre mesi al 29 marzo 2019, il giorno della Brexit, e un mese al voto della Camera dei Comuni sull’accordo negoziato dal premier britannico Theresa May. Ma le due parti già lavorano all’ipotesi peggiore, il «no deal». La Commissione europea ha presentato il suo «piano d’emergenza» nel caso in cui si arrivasse all’uscita del Regno Unito dall’Unione europea senza la ratifica dell’intesa raggiunta a novembre durante una seduta record del Consiglio europeo di appena 30 minuti: si tratta di un pacchetto di 14 misure destinate a contenere i danni e riguardanti molti aspetti cruciali dei rapporti tra le due sponde della Manica, in particolare per il funzionamento dei servizi finanziari, del trasporto aereo e di quello terrestre e delle dogane. Intanto, il governo britannico sta pianificando il «no deal», considerato ormai «una priorità operativa», mettendo sul piatto 2 miliardi di sterline per le spese legate allo scenario peggiore (somma che va ad aggiungere ai 4,5 già stanziati negli ultimi mesi). Il segretario alla Difesa, Gavin Williamson, ha anche annunciato la mobilitazione di 3.500 soldati per «qualunque evenienza» in vista di un’uscita senza accordo. E ancora, sempre da Londra: stretta all’immigrazione, spazi sulle navi per le scorte di generi alimentari e farmaci, lettere alle aziende del Paese affinché si preparino al peggio, un bando del ministero dell’Ambiente per assumere 90 nuovi dipendenti in vista di un’unità d’emergenza per il «no deal». …

About

Gabriele Carrer

✍🏻 Giornalista 🗺 Esteri su «La Verità», «Il Foglio», «IL» 📘 Ho scritto «Lady Brexit» 📨 Qui c’è la mia newsletter sulla Brexit: www.fumodilondra.com

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