Il mio recente volume Future Health, edito da EGEA e curato da Alessandro Rimassa di TAG Innovation School

Future Health

Dalla convergenza tecnologica, il futuro della salute

A fine 2014, mentre mi preparavo per raggiungere San Diego e partecipare alla conferenza Exponential Medicine organizzata dalla Singularity University, tratteggiavo le potenzialità del settore life science in un breve articolo sulla grande convergenza:

Quello che identificavo allora era un trend di crescita esponenziale nella capacità delle nuove tecnologie di affrontare i problemi della salute e della biologia con nuovi approcci multidisciplinari. In particolare, osservavo un’opportunità imprenditoriale epocale, che probabilmente caratterizzerà il nostro secolo più di quanto ha fatto l’informatica negli ultimi 50 anni:

si stanno aprendo nuovi orizzonti anche per ricercatori intraprendenti che vogliano rischiare oltre la propria comfort zone e ambiscano a creare disruption in un settore che sta vivendo un’improvvisa accelerazione

Fast-forward a oggi, è da poche settimane uscito per Egea un mio piccolo volume intitolato Future Health, dove amplio alcune delle intuizioni che ho raccolto negli ultimi anni e le declino per diversi sotto settori.

Future Health

Grazie all’intuizione di Alessandro Rimassa di Tag Innovation School — che ringrazio per il coinvolgimento — ho raccolto in 10 brevi capitoli quelli che ritengo possano essere gli impatti più visibili di quella grande convergenza di cui parlavo a fine 2014.

E-Patients

C’è innanzitutto la complessiva digitalizzazione del mondo della salute, che sta consentendo ai pazienti di diventare persone finalmente engaged, empowered, equipped, enabled, equal ed expert. L’e-patient non è inteso come “elettronico”: è in realtà una persona che 1) riacquista finalmente padronanza del proprio corpo e delle proprie condizioni psicofisiche grazie anche alle nuove tecnologie digitali e ad hardware (come i wearable) che lo informano, e 2) riscopre un nuovo rapporto con il medico e l’industria della cura, che diventa più paritetico.

Patientslikeme.com
La disruptive innovation del digitale nelle life sciences cambia il mondo della salute e crea la medicina partecipata

Questa innovazione muta anche il nostro modo di vedere la malattia — che rimane uno stato naturale della nostra vita — permettendoci di non viverla più in ansia, bloccati dalla paura, bensì rendendoci protagonisti attivi verso il miglioramento della nostra salute, anche attraverso la condivisione con altre persone come noi.

Telemedicine

Per abilitare l’e-patient, la telemedicina rappresenta forse il primo passo tecnologico più rilevante, per portare finalmente i servizi alla salute alle persone che ne hanno maggior bisogno, senza richiedere loro di recarsi fisicamente verso strutture ospedaliere o cliniche.

Un nuovo concetto di cura, disegnato attorno al paziente, alle sue esigenze e alla sua vita
Il kit funzionale di PillPack

Iniziative come PillPack, Sherpaa o Dispatch Health contribuiscono tutte a rispondere ai bisogni immediati dei pazienti. E l’adozione di tecnologiche mediche digitali strutturalmente meno costose causerà un mutamento epocale nella fruizione e fornitura di servizi per la salute anche da parte dei sistemi sanitari pubblici.

Robot

Ci sono trend esponenziali che trasformeranno il settore della robotica nei prossimi anni. Di fatto, è una seconda ondata d’innovazione: la convergenza tra intelligenza artificiale, meccanica, nanotecnologie e informatica sta digitalizzando sempre di più il mondo dei robot.

Nuove tecnologie e nuovi aiutanti per l’uomo, per una medicina più efficace e meno invasiva

Le parole chiave sono riduzione dell’ingombro dei robot chirurgici e diminuzione dei costi per il loro acquisto, per rispondere al bisogno di maggiore precisione, maggiore tempestività e maggiore flessibilità. Robot che aiutano i medici, senza mai sostituirsi a questi.

Personalization

La metafora più adeguata per questa rivoluzione è quella del GPS: tramite la lettura del DNA, i trattamenti terapeutici saranno ulteriormente migliorati per risolvere le malattie in modo mirato, fornendo coordinate precise e obiettivi univoci. La rivoluzione della genomica permetterà di trattare ciascun paziente secondo le sue reali necessità. Basta quindi con la metodologia one size fits all che è stata utilizzata sinora, ovvero di trattare le persone tutte alla stessa maniera.

Siamo tutti diversi e ciascuno di noi dà risposte differenti ai farmaci: servono geni (del DNA) fuori dalla lampada

Ormai è assodato che le malattie umane sono così complesse e le patologie così specifiche per ciascun individuo che è necessario un approccio personalizzato. Grazie al costo sempre più ridotto per il sequenziamento del genoma umano, gli approcci terapeutici muteranno drasticamente rispetto a quanto siamo abituati ora.

Sensors

Già siamo abituati a “indossare” degli smartphone che hanno capacità di calcolo tali da poter eguagliare i computer della NASA che mandarono i primi astronauti nello spazio. Il passo è ormai breve per utilizzare queste tecnologie in modo da quantizzare il nostro corpo. Sensori indossabili o ingoiabili, chip epidermici, smartwatches e lenti a contatto.

L’esempio dell’italiana Empatica
La rivoluzione degli strumenti diagnostici: siamo pronti a impiantare nel nostro corpo sensori che possono scoprire malattie in tempo reale?

Il bisogno a cui si deve rispondere è come misurare e quantificare i dati biometrici in modo da liberare le risorse dei medici dall’ottenere queste informazioni e dedicarsi quindi a tempo pieno alla soluzione dei problemi dei propri pazienti.

3D-printing

La stampa 3D è tornata in auge una volta che sono scaduti i brevetti che proteggevano la tecnologia di base. Ora, grazie al movimento open source, le iniziative in questo campo si stanno moltiplicando a vista d’occhio.

La tecnologia favorisce rapidità, precisione, personalizzazione: “stamperemo” protesi e pillole in casa?

Uno degli approcci più comuni è quello di utilizzare la stampa 3D come metodo per aiutare i chirurghi prima di operazioni difficili, oppure come strumento per velocizzare la ricerca farmacologica attraverso l’utilizzo di tecniche combinate di medicina rigenerativa e di tissue engineering.

AI

Le nuove tecnologie informatiche stanno rivoluzionando la medicina, trasformandola da “arte della cura” (come dicevano i greci, iatrikè téchne) a “scienza” (epistème). Da qui al 2025, i sistemi di intelligenza artificiale potrebbero essere coinvolti in moltissime attività mediche, dalla gestione della sanità pubblica alla creazione di avatar digitali in grado di rispondere a specifiche domande delle persone.

I supercomputer processano dati e ricerche; i medici li utilizzano per fare la diagnosi perfetta

Anche in questo caso, come nell’ambito dei robot, la tecnologia permetterà di aumentare le possibilità e le capacità dei medici e dei chirurghi, migliorando gli outcome per i pazienti. Come ha detto Vinod Khosla:

l’arte della medicina è molto migliorata nel corso del tempo. Ora, grazie alle nuove tecnologie dell’informazione, è necessario l’arte della medicina in scienza della medicina

Healthcare

Gli ospedali sono ancora disegnati e pensati come avveniva a fine Ottocento, quando gli Stati-Nazione avevano bisogno di centralizzare la somministrazione delle cure in modo da assicurarsi la massima resa in termini di popolazione sana e coscrivibile. Oggi, l’approccio può finalmente ritornare a una delivery su misura per le persone.

Come rinnovare ospedali e cliniche per costruire una sanità pensata sulle esigenze del paziente

Combinando la più recente tecnologia medica con servizi per i clienti di prima classe è possibile creare un luogo speciale dove poter migliorare la salute e arricchire la vita dei pazienti. Quindi, un nuovo design thinking — come giustamente sostiene anche Leandro Agro’ — per trasformare gli ospedali in luoghi di accoglienza e di cura comparabili all’esperienza in un Apple Store.

Longevity

L’invecchiamento è un processo misterioso che finalmente stiamo comprendendo nei suoi meccanismi di base, come viene ben spiegato in un bellissimo podcast organizzato da azeem insieme al Dottor Shamil Chandaria:

Vivere più a lungo o vivere più sani? L’innovazione a cavallo tra immortalità ed eterna giovinezza

Le nuove tecnologie ci permettono di andare a più fondo nello studio della biologia e di fenomeni come l’autofagia cellulare o l’attività dell’enzima telomerasi. Nei prossimi 20 anni, acquisiremo conoscenze mediche e biologiche che aumenteranno la prospettiva di una vita sana di diversi anni, e così via asintoticamente all’infinito.

Business

In tutti questi ambiti si stanno aprendo nuovi orizzonti per ricercatori intraprendenti che vogliano rischiare oltre la propria comfort zone e ambiscano a creare disruption in un settore che sta vivendo un’improvvisa accelerazione. La differenza rispetto ad altri settori, tuttavia, sta nello squilibrio — a vantaggio degli imprenditori — tra domanda e offerta d’innovazione.

Se infatti nel mondo digitale le barriere all’ingresso sono scese drasticamente, aumentando a dismisura l’offerta d’innovazione, nel mondo life science lo stesso è intrinsecamente impossibile.

L’offerta d’innovazione nelle scienze della vita è costretta alla fonte, perché la biologia è difficilissima da hackerare

Ecco quindi che si moltiplicano le iniziative anche delle grandi case farmaceutiche per riuscire a catturare il prima possibile i risultati dell’innovazione disruptive che sta nascendo in questo settore:


Future Health è quindi un piccolo volume che offre una prima veduta sul settore e sulle rivoluzioni che ci attendono. Sky is the limit e il futuro dell’Homo Sapiens non è mai stato più roseo! Inventori e investitori: avanti tutta, per la rivoluzione più incredibile che vivremo nel XXI secolo!