Di quando Eddie Vedder battezzò OZ a Firenze una calda notte di Giugno in un Ippodromo che non era più un Ippodromo

Pensate a un rito di iniziazione, pensate al primo passo di una vita, pensate a quel momento magico, unico, irripetibile in cui prima si è qualcosa e subito dopo si è qualcos’altro. Oppure si è sempre gli stessi ma qualcosa è cambiato.

Chiamatelo Battesimo, Chiamatela Cerimonia di iniziazione, Chiamatelo Eddie Vedder in una notte di giugno a Firenze in un ippodromo che non è più un ippodromo e capite cosa intendo. Forse.

Ci sono vite che iniziano con Stephen Brodsky in un umida serata al Freak Out di Bologna, passano per un sacco di notti e giorni intensi, stancanti, emozionanti e strapieni e vanno a finire dritti dritti verso un momento che sai che va fatto, sai che ci devi essere, sai che è quello il momento per celebrare OZ e sancirne l’inizio del suo viaggio.

Bè, questa serata si è già svolta nella mia mente e celebrata nel mio cuore, tutto questo avverrà fra 24h, un momento in cui quella voce si alzerà su tutti noi, arriverà anche in quelle piccole orecchie e quello sarà il Battesimo. Il primo concerto, il primo incontro, la prima notte.

Amici verranno dai posti più svariati per condividere e celebrare. E stappare. E tutto sarà andato come doveva andare.

E questa è la storia. Di quando Eddie Vedder battezzò OZ a Firenze una calda notte di giugno in un ippodromo che non era più un ippodromo.

Like what you read? Give Gabriele Zappelli a round of applause.

From a quick cheer to a standing ovation, clap to show how much you enjoyed this story.