CasaPound: interpellanza urgente [19/02/2016 - Camera dei Deputati]


N° interpellanza / Firmatari

(2–01260) / Lavagno, Schirò, Luciano Agostini, Boccadutri, Bossa, Carocci, Cassano, Chaouki, Cimbro, Cominelli, Coppola, Dallai, Di Salvo, Fiorio, Fregolent, Gasparini, Gribaudo, Kronbichler, Lacquaniti, Marchi, Moretto, Nardi, Oliverio, Piazzoni, Pilozzi, Giuditta Pini, Rampi, Romanini, Rossi, Sbrollini, Scuvera, Tullo, Zampa, Zan, Verini, Santerini.


Premessa

Il movimento politico italiano CasaPound Italia nasce in qualità di primo centro sociale di ispirazione fascista il 26 dicembre 2003 a Roma, con l’occupazione di uno stabile nel rione Esquilino. Successivamente, il fenomeno, diffondendosi con ulteriori occupazioni, mobilitazioni e iniziative di vario genere, divenne un movimento politico. 
Nel giugno del 2008 CasaPound si costituisce come associazione di promozione sociale ed assume l’attuale denominazione CasaPound Italia (CPI). Pur non riconoscendosi ufficialmente nelle definizioni classiche di destra e sinistra, CPI viene comunemente inserita nel panorama dei gruppi e movimenti politici della destra radicale italiana;
il nome, ispirato al poeta Ezra Pound, fa particolare riferimento ai suoi Cantos contro l’usura, alle posizioni economiche di critica tanto al capitalismo quanto al marxismo ed alla sua adesione alla Repubblica sociale italiana. I riferimenti politici dell’associazione sono più precisamente legati all’ideologia fascista, con particolare attenzione al Manifesto di Verona, alla Carta del Lavoro ed alla legislazione sociale del fascismo stesso. 
Il simbolo scelto è una tartaruga stilizzata, dal guscio ottagonale;
l’associazione CasaPound, come si legge sul sito www.casapound.org, «si propone di sviluppare in maniera organica

un progetto ed una struttura politica nuova, che proietti nel futuro il patrimonio ideale ed umano che il fascismo italiano ha costruito con immenso sacrificio;

nel suo programma, al punto 18, si propone di riscrivere la Costituzione:

La Costituzione della Repubblica italiana va riscritta. Essa è opera di uomini che la compilavano all’indomani della guerra civile ed adempivano a quel compito nella scia dei carri armati stranieri;

i suoi esponenti in numerose interviste e comunicati si definiscono «fascisti del terzo millennio» e si rifanno esplicitamente al programma di San Sepolcro, elaborato da Mussolini nel marzo 1919, con il quale furono fondati i Fasci di combattimento, e alla Repubblica di Salò;

la prima occupazione fatta utilizzando il nome CasaPound, fu quella del 26 dicembre 2003 a Roma da parte di un gruppo di giovani facente riferimento all’area ONC/OSA (acronimo di «Occupazioni non conformi e occupazioni a scopo abitativo») e provenienti dall’esperienza precedente di CasaMontag alle porte di Roma. L’edificio, un ex palazzo governativo al n. 8 di via Napoleone III, è diventato in seguito la sede nazionale del movimento e dell’associazione CasaPound Italia;

nel 2006 CasaPound decise di entrare nel partito Movimento Sociale — Fiamma Tricolore. Il periodo è contraddistinto da azioni dimostrative, come l’assalto alla «bolla» del programma televisivo Grande Fratello nel 2008 a Roma, insieme ad altre occupazioni di edifici. Nel 2008, per protesta contro la mancata organizzazione di un congresso nazionale, CasaPound occupò la sede centrale romana della Fiamma Tricolore, venendone espulsa;

un articolo pubblicato dal quotidiano la Repubblica, edizione romana, in data 23 marzo 2009, a firma Rori Cappelli, dal titolo «Casa Pound, slogan choc contro i disabili», si dà conto di come militanti di CasaPound avessero esibito uno striscione con la dicitura

travestiti da disabili, ma con le pance piene, siete sempre e solo iene.

La giornalista, nell’articolo, riporta la reazione di un ragazzo minorenne down il quale alla vista dello striscione, piangente, dice «io non sono travestito da disabile, io sono down»;

l’articolo pubblicato dal quotidiano la Repubblica del 6 febbraio 2009, a firma del giornalista Paolo Berizzi, narra di come un circolo neofascista milanese denominato «Cuore Nero» e gemellato con CasaPound, avesse pubblicato una fanzine la cui copertina rappresentava un brindisi all’olocausto. Un fotomontaggio, al posto della famigerata scritta «il lavoro rende liberi» posta sopra il varco di accesso al campo di sterminio di Auschwitz, compare «Cuore nero brewery»: letteralmente, «Birrificio Cuore nero». La copertina è del numero di giugno 2008;

in altra occasione un esponente di Casa Pound, consigliere della circoscrizione ovest di Prato per il Partito delle Libertà, inneggiava ad Adolf Hitler, come risulta dall’articolo pubblicato il 23 aprile 2011, pubblicato sul sito del quotidiano «Il Tirreno» dal titolo «Consigliere del PDL fa l’elogio di Hitler»;

altro episodio di xenofobia e razzismo si è verificato in occasione dell’anteprima nazionale dello spettacolo teatrale di Ascanio Celestini dal titolo «Il razzismo è una brutta cosa», tenutasi a Viterbo il 24 settembre 2009. In quella occasione, CasaPound Viterbo, con numerose scritte murali attaccò l’assessore provinciale Picchiarelli, il consigliere Riccardo Fortuna e l’attore Ascanio Celestini; volantini vennero affissi sui muri della città e buttati dentro la sede dell’Arci di Viterbo: le scritte murali ed i volantini attaccavano le persone, ma in realtà il bersaglio politico era lo spettacolo di Ascanio Celestini contro il razzismo;

nel gennaio 2013, un’inchiesta della procura di Napoli portava all’arresto di 7 esponenti di CasaPound e dell’applicazione dell’obbligo di dimora per altri 3 nelle città di Napoli, Salerno e Latina. In rete è possibile reperire diversi articoli sulla vicenda pubblicati dal quotidiano Il Corriere del Mezzogiorno tra il 24 ed il 29 gennaio 2013 nei quali si dà conto della vicenda, al di là degli sviluppi processuali ciò che interessa è quanto emerge dalle intercettazioni captate tra gli aderenti di CasaPound i quali esprimono chiaramente sentimenti antisemiti: si arriva a dire di voler violentare una studentessa ebrea, che gli ebrei con la kippah fanno schifo, altri dicono che le camere a gas non sono esistite, ma non bisogna dirlo pubblicamente, altri discutono del «Mein Kampf» di Adolf Hitler e si ricostruiscono episodi di pestaggi ai danni di giovani di sinistra in occasione di una campagna elettorale;

nel 2014, è accaduto che a seguito del diffondersi di una falsa notizia relativa ad una presunta aggressione compiuta da nomadi, gli aderenti al «Blocco studentesco», articolazione di CasaPound, abbiano di fatto impedito a 90 ragazzi e ragazze del campo nomadi di Via Cesare Lombroso a Roma di recarsi rispettivamente, alle scuole materne, elementari e medie. 
I giovani di CasaPound si sono presentati in circa 500 esibendo uno striscione con su scritto «No alle violenze dei Rom. Alcuni italiani non si arrendono», accendendo fumogeni e scandendo cori contro i nomadi. Tale iniziativa, che ha visto la partecipazione di 500 persone di fronte alle quali i genitori dei bambini non si sono sentiti sicuri di uscire, venne stigmatizzata dall’allora vice-sindaco di Roma come un gesto meschino, un atto di razzismo che va contro ogni principio democratico;

la senatrice Albertina Soliani presentò in due occasioni atti di sindacato ispettivo durante la XVI legislatura in data 22 dicembre 2009, interrogazione n. 4–02467, e in data 15 maggio 2012, interrogazione n. 3–02858, per eventi di violenza avvenuti nella città di Parma
Dalle risposte ai due atti si evidenzia come il Governo pro tempore intendesse porre la massima attenzione nel prevenire e reprimere tutte le iniziative dei gruppi e movimenti politici, sia di estrema destra che di estrema sinistra, che possano sfociare in episodi di violenza. In riferimento all’attività di CasaPound si sottolinea come l’associazione, nel tempo, ha organizzato diverse manifestazioni, tra cui la presentazione di opere letterarie di revisionismo storico sul fascismo e volantinaggi denigratori della Resistenza;

per quanto concerne gli esiti dell’azione di contrasto nei confronti dell’estremismo di destra, nell’ultimo anno sono stati arrestati 11 militanti e ne sono stati denunciati 147. In particolare, nel novembre 2011 la digos di Roma ha arrestato un noto elemento di CasaPound, tuttora sottoposto alla misura degli arresti domiciliari, accusato di una violenta aggressione nel quartiere romano di Montesacro contro alcuni militanti di opposto orientamento intenti ad affiggere manifesti. Il 19 marzo 2012, la digos di Lecce ha dato esecuzione a quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico di elementi, sempre di CasaPound, accusati di aggressione ai danni di un militante leccese di diversa ideologia politica;

da quanto si apprende, un documento (protocollo N.224/SIG. DIV 2/Sez.2/4333) della direzione centrale della polizia di prevenzione che porta la data dell’11 aprile 2015, con sigla in calce del direttore centrale, prefetto Mario Papa, allegato dal legale di CasaPound Italia in una causa civile che oppone la figlia di Ezra Pound, signora Mary Pound vedova de Rachewiltz, a Gianluca Iannone, definisce CasaPound sodalizio di giovani molto disciplinati, con

«uno stile di militanza fattivo e dinamico ma rigoroso nel rispetto delle gerarchie interne»

sospinti dal dichiarato obiettivo

«di sostenere una rivalutazione degli aspetti innovativi e di promozione sociale del ventennio»;

nel testo della informativa non viene opportunamente mai citato il termine fascismo, tantomeno si precisa che fu una dittatura, al suo posto si usa un sinonimo neutralizzante come «ventennio», di cui si da acriticamente atto della possibilità di rivalutarne «gli aspetti innovativi di promozione sociale»;

la nota informativa descrive l’attività del movimento, quasi esaltando «l’impegno primario» di CasaPound volto alla «tutela delle fasce deboli» attraverso la richiesta alle amministrazioni locali di assegnazione di immobili alle famiglie indigenti, l’occupazione di immobili in disuso, la segnalazione dello stato di degrado di strutture pubbliche per sollecitare la riqualificazione e la promozione del progetto «mutuo sociale», «lo stile di militanza fattivo e dinamico ma rigoroso nel rispetto delle gerarchie interne» e che ha l’obiettivo «di sostenere una rivalutazione degli aspetti innovativi e di promozione sociale del ventennio»; poi si riferisce che «l’attenzione del sodalizio è stata rivolta anche alla lotta al precariato ed alla difesa dell’occupazione attraverso l’appoggio ai lavoratori impegnati in vertenze occupazionali e le proteste contro le privatizzazioni delle aziende pubbliche, in passato predominio esclusivo della contrapposta area politica, quali il sovraffollamento delle carceri, o la promozione di campagne animaliste contro la vivisezione e l’utilizzo di animali in spettacoli circensi». Si racconta poi del collegamento tra CasaPound e la nuova Lega Nord di cui si condividono le istanze di sicurezza e l’opposizione alle politiche immigratorie attraverso la creazione del cartello elettorale denominato «Sovranità»;

pur affermando che «all’interno del movimento militano elementi inclini all’uso della violenza» la nota sembra voler relegare la natura violenta di cui, come si è visto, è costellata la storia di CasaPound, quasi esclusivamente all’ambito sportivo, luogo tra gli altri di proselitismo all’interno delle tifoserie ultras, dove

«l’elemento indennitario si coniuga a quello sopperivo divenendo spesso il pretesto per azioni violente nei confronti di esponenti di opposta ideologia anche fuori dagli stadi»:


I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell’interno, per sapere se il Ministro interpellato sia a conoscenza delle problematiche sopra esposte;
se esista una mappatura delle sedi e delle iniziative di CasaPound su tutto il territorio nazionale e, in caso negativo, il Ministro interpellato abbia intenzione di predisporla;
se, alla luce di quanto esposto in premessa, intenda intervenire prontamente adottando una posizione di netta contrarietà al testo della informativa della direzione centrale della polizia n. 224/SIG. DIV 2/Sez.2/4333, verificando eventuali responsabilità affinché si riaffermino con decisione i principi fondanti della Repubblica italiana;

quali iniziative di competenza intenda assumere per impedire la diffusione di una propaganda ad avviso degli interpellanti di chiara ispirazione neofascista, razzista e xenofoba e manifestamente contraria ai valori costituzionali.


Resoconto stenografico seduta Camera dei Deputati - 19/02/2016

PRESIDENTE

Passiamo alla prima interpellanza urgente all’ordine del giorno Lavagno ed altri n. 2–01260, concernente elementi ed iniziative con riguardo alle attività del movimento CasaPound, anche alla luce di una recente informativa della direzione centrale della polizia (Vedi l’allegato A — Interpellanze urgenti).
Chiedo all’onorevole Lavagno se intenda illustrare la sua interpellanza o se si riservi di intervenire in sede di replica. Ha quindici minuti.

FABIO LAVAGNO

Grazie, Presidente. Signor sottosegretario, abbiamo voluto portare l’attenzione di quest’Aula, attraverso un’interpellanza sottoscritta da vari deputati e deputate, la preoccupazione sorta al seguito del diffondersi, a mezzo stampa, di una informativa della Direzione centrale di polizia, avente come oggetto l’attività di CasaPound. Si tratta di un’informativa che è stata definita omissiva e, francamente, faccio fatica a dare una valutazione differente: molto superficiale rispetto alle attività di questo movimento, di questa organizzazione, e che ha suscitato una qual certa preoccupazione, che, in qualche modo, condividiamo e che vogliamo qui esporre. È una relazione che, già sulla data di formazione del sodalizio, in qualche modo ci pone perplessi: viene riportato un 2007, quando la stessa organizzazione dà due date fondative differenti, ma non credo che questo sia il problema, non si situa nel 2003 l’occupazione di uno stabile all’Esquilino, nel 2008 è la vera fondazione dell’associazione, con la denominazione attuale.
Quello che viene definito è genericamente una militanza fattiva e dinamica, ma con un rigoroso rispetto della gerarchia interna. Ecco, noi ci saremmo aspettati, da parte di un documento della polizia preventiva, che fosse un pochino più esplicitato, che ci fosse un riferimento allo Statuto di questa associazione, di cui non si fa menzione: non lo abbiamo ritrovato registrato la Prefettura di Roma, l’abbiamo ritrovato, invece, in un albo della regione della regione Lazio. Non abbiamo alcun argomento o descrizione dell’organizzazione interna, non sappiamo, essendo presente un tesseramento, una quantificazione dei militanti, non sappiamo nulla sull’articolazione territoriale, se non generici riferimenti a club sportivi, ad Ascoli Piceno piuttosto che a quello delle immersioni di Roma.
Abbiamo, però, alcune valutazioni che ci preoccupano: ci preoccupano e risultano abbastanza singolari, se redatte da un alto funzionario dello Stato, perché si dice che questa associazione è impegnata alla rivalutazione degli aspetti innovativi di promozione sociale del ventennio, ed è abbastanza strano, come dicevo, oltre che preoccupante, che un alto funzionario dello Stato si riferisca così alla drammatica e tragica vicenda del ventennio di dittatura fascista.
Si fa un generico riferimento alla capacità di promozione e di propaganda di questa associazione, attraverso le associazioni giovanili, piuttosto che una sorta di web marketing attraverso i social media, e poi un generico riferimento ad azioni simboliche. Ebbene, questo generico riferimento ad azioni simboliche vorremmo che fosse esplicitato in maniera più chiara, perché le azioni simboliche a cui CasaPound ci ha abituato in questi anni sono tutt’altro che simboliche e, soprattutto, inquietanti.
Mi riferisco alle manifestazioni avvenute contro famiglie disabili, con l’esposizione di uno striscione che recitava «travestiti da disabili ma con le pance piene, siete pur sempre solo iene», il brindisi di una rivista legata alla galassia di CasaPound, il brindisi alla Shoah, l’elogio o la celebrazione del compleanno di Adolf Hitler, celebrato da più esponenti di questa associazione e volti, in qualche modo, a celebrare la figura del dittatore tedesco, le aggressioni di natura mediatica avvenute a Viterbo contro la realizzazione di uno spettacolo contro il razzismo dell’attore Ascanio Celestini, oppure l’impedimento, come è avvenuto nel 2014, di recarsi a scuola da parte di 90 bambini di scuole materne, elementari e medie, a seguito della falsa diffusione di notizie rispetto a violenze avvenute da esponenti, da membri di un campo Rom.
Ecco, questa tematica è stata portata, in altra occasione, all’attenzione sia di questo ramo del Parlamento, che dell’altro, del Senato, e io spero che lei non voglia riportarci una risposta analoga a quella — credo di sì, ma vorrei augurarmi di no — esposta in altre occasioni. E soprattutto vorrei puntualizzare il fatto che, nelle risposte precedentemente date, si dice che questa informativa non costituisce un documento di analisi e di valutazione sul movimento, ma una risposta a precisi quesiti posti dal Tribunale civile di Roma, ovvero dati conoscitivi dell’associazione. E questi sono i dati lacunosi, perché, se il tribunale avesse chiesto i dati conoscitivi dell’associazione, avremmo voluto dei dati quantitativi, informazioni sull’articolazione della struttura organizzativa anche a livello periferico (non credo che, come adeguata informazione sull’articolazione, ci si limiti al club sportivo di Ascoli Piceno, piuttosto che quello subacqueo di Roma), notizie circa l’eventuale diretto coinvolgimento del sodalizio in procedimenti penali o in attività di indagini. Tali informazioni sono abbastanza assenti, se non omesse, nella relazione della polizia, proprio perché non ci si può riferire, come viene fatto, a meri eventi relativi a scontri calcistici, dovuti a differente fede calcistica; e anche perché, in particolare, se si fa riferimento ad «alcuni elementi inclini alla violenza», bisogna ricordare che «alcuni elementi inclini alla violenza» non sono semplici militanti di questa organizzazione, ma ne sono le figure apicali, sono le figure apicali come il legale rappresentante, che è incline alla violenza non solo nei confronti di elementi di opposta fede politica, ma è spesso oggetto di violenze anche nei confronti delle forze dell’ordine: dobbiamo, infatti, ricordare che Iannone è stato condannato a quattro anni di reclusione per aver aggredito e picchiato un carabiniere nel 2004, così come nel 2012 di aver guidato l’aggressione a Filippo Rossi, direttore del Festival culturale Caffeina, che si svolge a Viterbo. Cosa aveva fatto Rossi per meritarsi questa spedizione punitiva ? Aveva criticato CasaPound dopo l’omicidio di due senegalesi a Firenze per mano di Casseri, che frequentava appunto circoli di Casa Pound. O ancora, nel 2015, è stato rinviato lo stesso Iannone a giudizio per lesioni a pubblico ufficiale, per essersi opposto a perquisizione dei carabinieri, presso la sede della dell’associazione. O ancora, potremmo fare l’esempio di altri dirigenti di questo movimento, come Alberto Palladino, condannato a due anni e otto mesi per aver pestato tre militanti del Partito Democratico mentre stavano attaccando dei manifesti elettorali.
Noi vorremmo, francamente, che ci fosse una seria presa di posizione, da parte del Governo, nei confronti dell’azione di contrasto all’utilizzo della violenza come arma politica. La violenza non può essere utilizzata come un’arma politica, credo che il nostro Paese abbia al proprio interno i necessari anticorpi democratici per contrastare questo. Per farlo occorre, però, un’azione realmente coordinata da parte di tutte le forze istituzionali e questa pagina, scritta su carta intestata del Ministero dell’interno, non mi sembra andare in questa direzione.

GIANPIERO BOCCI [Sottosegretario di Stato per l’interno]

Il movimento CasaPound, sorto nelle dicembre 2003, ma ufficializzato formalmente nel 2007, si è affermato progressivamente nel panorama nazionale.
Nel corso degli anni i militanti del movimento si sono distinti per diverse tipologie di iniziative, sia a carattere locale che nazionale, in linea con il contesto ideologico di estrema destra, tra le quali la contestazione delle politiche di accoglienza dei migranti adottate dalle autorità competenti.
In alcune occasioni l’attivismo di piazza è sfociato in episodi di violenza, cui sono seguiti provvedimenti di polizia giudiziaria a carico di esponenti del movimento. Al riguardo, informo che nel quinquennio 2011–2015 sono stati tratti in arresto 19 militanti o simpatizzanti di Casa Pound, mentre 336 sono stati deferiti a vario titolo all’autorità giudiziaria. A ciò si aggiunge che dall’inizio del corrente anno sono stati effettuati già un arresto e 23 denunce. D’altro canto, l’incremento dell’attività di propaganda e l’interesse del sodalizio per temi a forte rilevanza sociale, in passato appannaggio esclusivo dei gruppi di opposto orientamento, hanno accentuato la concorrenzialità con quest’ultimi, sfociata nell’ultimo anno in ben 106 episodi di contrapposizione con il ferimento, in alcuni casi anche grave, di 24 attivisti di destra e di sinistra.
Il Ministero dell’interno segue l’evoluzione di questa situazione di conflittualità, dedicando particolare attenzione all’attività dei gruppi politici estremisti e alle frange più radicali in tutte le zone d’Italia. In tal senso assicuro che la Direzione centrale della polizia di prevenzione e le autorità provinciali di pubblica sicurezza svolgono una costante attività di prevenzione attraverso un attento monitoraggio ed un’accurata raccolto informativa nei confronti dei movimenti estremisti, finalizzata a cogliere il minimo segnale di turbativa dell’ordine e della sicurezza pubblica e ogni ipotesi di deviazione delle regole e dalle regole del diritto e della pacifica convivenza. In tale contesto vengono costantemente controllate le iniziative assunte dai simpatizzanti di Casa Pound e le loro sedi e luoghi di aggregazione, che si assicura sono ben noti agli organi territoriali di polizia.
Quanto all’ispirazione fascista del movimento evocata nell’interpellanza si rileva che, allo stato attuale, non risultano pronunce giurisdizionali che abbiamo accertato nei riguardi di Casa Pound il concretizzarsi della fattispecie della riorganizzazione del disciolto partito fascista e che legittimino, quindi, l’adozione di provvedimenti di scioglimento. 
Con riferimento specifico al documento della Direzione centrale della polizia di prevenzione, a cui è dedicata una parte dell’interpellanza, si rappresenta che esso non costituisce un documento di analisi o di valutazione sul movimento, ma una risposta a precisi quesiti posti dal tribunale civile di Roma concernenti in particolare: i dati conoscitivi; l’articolazione della struttura organizzativa, anche a livello periferico; l’eventuale diretto coinvolgimento del sodalizio in procedimenti penali o attività di indagine, sfociate in denunce o rapporti informativi all’autorità giudiziaria per fatti di violenza o per manifestazioni politiche non autorizzate, segnatamente di carattere neonazista. 
Per quanto attiene a quest’ultimo punto, pur non emergendo esiti giudiziari relativi a fatti di violenza o manifestazioni politiche non autorizzate di carattere antisemita o neonazista, direttamente riconducibili all’associazione, sono state sottoposte all’attenzione del magistrato alcune obiettive e incontrovertibili situazioni di criticità, e cioè: l’infiltrazione nelle tifoserie ultras sportive, divenuta spesso il presupposto per il complimento di azioni violente nei confronti di esponenti di opposta ideologia, anche fuori dagli stadi. Più in generale, la presenza all’interno del sodalizio o in ambienti vicini ad esso di elementi inclini all’uso della violenza intesa come strumento ordinario di confronto e di affermazione politica. 
È stato quindi precisato che tali soggetti si trovano sovente coinvolti in episodi di illegalità contro elementi di opposto orientamento, ponendo in essere risse, aggressioni e scontri, talvolta preordinati. Nel documento viene anche chiarito che tali comportamenti sono puntualmente e sistematicamente perseguiti sotto il profilo penale, ogni qual volta si riesce a giungere all’individuazione delle responsabilità.
Relativamente all’ultimo quesito posto dagli onorevoli interpellanti, che è stato anche ricordato adesso nella illustrazione della interpellanza, si rappresenta che il fenomeno dell’antisemitismo nel nostro Paese è oggetto anch’esso di un costante monitoraggio da parte delle forze di polizia. Dall’attività di contrasto, svolta dalle DIGOS e dalla Direzione centrale della polizia di prevenzione, risulta che nell’ultimo triennio si sono verificati 157 episodi che hanno portato alla denuncia di 92 persone. Gli episodi sono consistiti, prevalentemente, in atti di vandalismo contro obiettivi simbolici come sinagoghe o cimiteri ebraici, in missive intimidatorie e messaggi postati in rete, recanti insulti o minacce rivolte a cittadini di origine ebraica o ad esponenti delle comunità israelite. Il più delle volte essi sono stati il frutto di azioni individuali o di piccoli gruppi, non di rado composti da minorenni e da persone molto giovani, che quasi sempre si richiamano alle ideologie dell’estrema destra. 
In tale contesto si segnalano le operazioni relative a due siti impegnati nella diffusione e propaganda delle ideologie antisemite. 
La prima, parliamo dell’operazione Stormfront, sito oscurato nel novembre 2012 con l’esecuzione di quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti dei gestori del sito e la denuncia di 49 persone complessivamente. 
La seconda è stato oscurata nel 2013 con la denuncia di otto amministratori della citata piattaforma web.

PRESIDENTE

L’onorevole Lavagno ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta alla sua interpellanza.

FABIO LAVAGNO

Grazie per la risposta. In alcune parti, è ben chiaro, avrei potuto anticipare la sua risposta, trattandosi dell’impianto che mi auguravo non volesse utilizzare, perché già utilizzato appunto in altre occasioni e in altre in altre sedi.
Devo dire che non ho voluto citare nella premessa nell’illustrazione dell’interpellanza in particolare un fatto, un episodio, una vicenda di natura giudiziaria, che invece è oggetto dell’attenzione della procura di Napoli che nel gennaio del 2013 ha portato all’arresto di sette esponenti di Casa Pound e all’applicazione dell’obbligo di dimora per altri tre nelle città di Napoli, Salerno e Latina, riguardante un’inchiesta che riguarda l’azione di CasaPound a Napoli, Salerno e Latina, in implicati in vari atti di violenza e di antisemitismo. A questo proposito, le intercettazioni captate tra gli aderenti, in riferimento a questa inchiesta, sono particolarmente agghiaccianti, in quanto esprimono chiaramente sentimenti antisemiti, si arriva a dire di voler violentare una studentessa ebrea, che gli ebrei con la kippah fanno schifo, altre dicono che le Camere gas non sono mai esistite ma che non bisogna dirlo pubblicamente, discutono sul Mein Kampf ed esaltano la figura di Hitler, ricostruiscono episodi di pestaggi ai danni di giovani di sinistra in occasione di una campagna elettorale, che credo riguardi l’esempio a cui facevo riferimento prima.
Mi associo allo sgomento che è stato dichiarato, che cito: sia sul circolare tra i giovani e giovanissimi di una miserabile paccottiglia ideologica, apertamente neonazista, sia sul diffondersi di violenza di diversa matrice da quella del fanatismo calcistico a quella del razzismo, ancora una volta innanzitutto antiebraico.
Sono parole del Presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano che credo si addicano pienamente alla funzione e alla condanna nei confronti di queste azioni. Poi vorrei fare riferimento a quello che ci ha dato. 
Lei ci ha dato qualche elemento numerico in più, più sostanziale rispetto a quello riportato precedentemente sia da me che nelle altre risposte fornite dal Governo su questa nota informativa. Io credo che il problema però non sia solo di natura giudiziaria, credo che noi dobbiamo affrontare il problema del diffondersi di questa «paccottiglia ideologica», come viene definita, in maniera un pochino più ampia, in maniera culturale, in maniera forte e determinata e quindi perseguendo gli illeciti che sono tanti e anche facendo un’azione di giustizia di natura culturale. La violenza politica è stata drammatica nel nostro Paese in alcuni decenni, la violenza del fascismo e delle tendenze antisemite sono state tragiche e sono un peso enorme per le istituzioni di questo Paese, che ha saputo redimersi con la lotta di resistenza e con la nostra Costituzione repubblicana. Ebbene io credo che valga la pena in questo caso citare anche una recente pronuncia del Gip di Roma nei confronti di un’archiviazione dove il Gip di Roma cita apertamente, quasi più avanti di quest’Aula e della discussione che stiamo facendo in quest’Aula, una dichiarazione presente nei documenti di Casa Pound, stigmatizzandola dove dice: «si propone di sviluppare in maniera organica un progetto ed una struttura politica nuova, che proietti nel futuro il patrimonio ideale ed umano che il fascismo». Io credo che non ci sia bisogno di aspettare altro, c’è una dichiarazione aperta nei confronti della matrice culturale di questo movimento, di quali sono le sue ragioni. Guardate, non è la prima volta che queste Aule si occupano di questo fenomeno e di questo movimento in particolare, più volte ci sono state interpellanze e interrogazioni sugli episodi di violenza, ce ne sono state anche sulle questioni in materia fiscale perché questa associazione o movimento politico che si affaccia ogni tanto anche alle competizioni elettorali poi percepisce o ha percepito nel passato una contribuzione fiscale come quella del 5 per mille. Credo quindi che occorra da parte del Ministero accogliere un invito reale a fare chiarezza su questo movimento. È per queste ragioni, proprio perché mi aspetto un’azione ben più concreta del Governo, che in questa occasione nonostante la puntualità della risposta non posso dichiararmi pienamente soddisfatto.
Like what you read? Give Giada Farrah Fowler a round of applause.

From a quick cheer to a standing ovation, clap to show how much you enjoyed this story.