
La paura ha una sua bellezza, una sua delicatezza, una sua sensibilità.
E’ da intendere come forma sottile di vita. Certo, la parola è negativa; ma la sensazione in se è molto positiva.
Solo chi è vivo può sentire la paura.
E’ parte dell’essere vivi, è parte dell’essere delicati, è parte dell’essere fragili.
Lascia che la paura sia presente.
Trema.
Lasciati scuotere dalle fondamenta.
Gioiscine come una esperienza profonda.
Non avere nessuna attitudine nei suoi confronti. Non darle un nome; nel momento in cui l’ha chiami paura, hai preso un attitudine. L’hai già condannata, hai già detto che è sbagliata, che non deve essere presente.
Stai in guardia? Allora scappi, ti allontani. Seppur in un modo molto delicato, te ne stai liberando.
Allora no, non chiamarla paura.
Questa è una delle cose più essenziali;
Smetti di dare un nome a tutte le cose.
Osserva soltanto la sensazione cosi com’è. Nulla di più semplice.
Smetti di dare un’etichetta a tutto ciò che ti circonda.

Rimani ignorante.
L’ignoranza è uno stato profondamente meditativo. Insisti nel rimanere ignorante e non permettere alla mente di manipolarti.
Usala ma non farti usare.
La paura è la porta d’accesso al proprio essere.
Incontrerai molti spazi spaventosi: ma accogli la sfida ed entraci.
Non fuggire. Non fare il codardo.
Un giorno, nascosti dietro ogni tua singola paura, troverai dei tesori.
Finalmente diverrai multidimensionale.
Tutto ciò che è vivo ti mette paura.
Le cose morte non ne fanno.
Perchè? Semplice, non nascondono nessuna sfida.