LA RAGAZZA SBAGLIATA

Gabriele Arestivo
Jul 30, 2017 · 3 min read
Machu Picchu, Perù

All’inizio pensavo fosse un caso, che avessi semplicemente avuto la sfortuna di innamorarmi di qualcuno quasi impossibile da avere, difficile da raggiungere. Ma la casualità si ripete e ripete, e se la variabile diventa una costante allora è arrivato il momento di fermarsi a rifletterci un po’ sopra.

Dieci anni fa passai dal frequentare le ragazze del ‘mio quartiere’ a rincorrere qualcuno che stava in un altro stato, quando l’era di Whatsapp, degli smartphone e dei voli low-cost da un capo all’altro dell’Europa erano ancora lontani. La inseguii per anni, forse tre, idealizzandola fino all’inverosimile. Un concentrato di emozioni e anni di attesa che convogliavano nella pancia, nella testa, così dentro che erano ormai una parte di me.

La distanza è bastarda, è una vera fregatura che offusca spesso la realtà e rende tutto più interessante, avventuroso e maledettamente attraente. Di contro sono arrivate Skype e le videochiamate a snaturare tutto questo romanticismo; il potersi raggiungere virtualmente lo divora lentamente, boccone dopo boccone, chat dopo chat. Dieci anni fa le scrivevo email, lunghissime, con il mio vecchio inglese stentato e il dizionario sempre a portata di mano. In certi periodi le scrivevo anche ogni giorno e dopo averlo fatto c’era la parte più bella: l’attesa della risposta, che spesso arrivava anche il giorno dopo.

Immaginatevi la scena adesso. Se la tua amata non ti risponde su whatsapp per un’intera giornata scatta la crisi di panico. Le opzioni sono 4 e nessuna positiva:

  1. Non sei così importante come pensavi di essere
  2. Vuol allentare e il silenzio è il messaggio implicito
  3. Ha già un altro e non sa come dirtelo
  4. Era molto impegnata (vedi voce N°1)

Le mie attese le ho impilate una sull’altra, costruendo un piedistallo che poi le ho messo sotto i piedi quando sono finalmente riuscito a rivederla, lasciando esplodere quelle emozioni represse per anni. Momenti surreali che ti scuotono l’anima e creano un precedente pericoloso, irripetibile e completamente fuori dal contesto di vita reale. E così, quei momenti e quella persona diventano ‘la stessa cosa’, associazione pericolosa che si potrà poi pagare a caro prezzo.

Lago Titicaca, 3.812m s.l.m.

Ma dove finisce tutta quella tensione? Dove vanno le farfalle ‘dello’ stomaco, il respiro corto di quando la vedevi dopo tanto tempo, quando tutto diventa normale, ordinario, quasi scontato? Ve lo dico io dove vanno: quelle ‘farfalle’ non si sono mai mosse, sono sempre libere di scorrazzare nell’Iperuranio da cui noi siamo scesi, mettendo i piedi per terra nel mondo di tutti i giorni, spesso lento, ripetitivo e noioso.

Rendersene conto è più difficile di quanto sembri e il vero rischio è di ripetere ancora e ancora lo stesso errore. Perchè ‘la ragazza della porta accanto’ potrà difficilmente farti battere il cuore come avveniva con Lei, in quei momenti irrealmente intensi. Non basterà molto per ricadere nella stessa trappola, tra il vero e l’idealizzazione della distanza e il fascino della sola avventura a cui vai incontro per poterla rivedere.

Maledetta globalizzazione.

“Solo l’amore inappagato è davvero romantico” — Vicky Cristina Barcelona, Woody Allen

Gabriele Arestivo

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