E’ sicuro salvare i propri dati sul Cloud?

Quando si salva un file sul proprio computer, è facile e intuitivo per tutti comprendere dove si trova quel file fisicamente: è lì dove siamo noi, memorizzato all’interno dell’hard disk del nostro computer locale, molto probabilmente, ben organizzato all’interno di un sistema di cartelle denominate ad- hoc.

Ma cosa succede invece se lo stesso file lo si salva su cloud?

Per comprendere bene questo aspetto è utile inizialmente fare uno sforzo di fantasia e, immaginare una rete di server collegati tra loro (un server è fondamentalmente un computer che fornisce dati o servizi ad altri computer): quando si salva un file sul cloud, vi si può accedere attraverso un computer collegato a quella rete di cloud. Ora, prendiamo questa immagine e moltiplichiamola per n volte: la “nube” non è semplicemente 1–2 server collegati tra loro, ma una rete di molti server, di solito ubicati in mucchio, in una specie di “navicella spaziale” costituita da un’area deposito/magazzino o, se di grandi dimensioni, più depositi/magazzini. Questi spazi vengono custoditi e gestiti da aziende come Google (Google Docs), Apple (iCloud), Dropbox, …, e altri.

il cloud è un qualcosa tutt’altro che “nebuloso” in realtà: è tangibile e reale

quando si salva un file sul cloud, vi si può accedere da qualunque computer a condizione di essere collegato a Internet e avere un account su una piattaforma nello specifico di servizi cloud.

La domanda che sorge spontanea é: il cloud è sicuro?

Un aspetto deve essere chiaro: tutto ciò che avviene nel cloud è fuori dal proprio controllo. I file adesso, non si trovano più nel disco rigido del proprio computer locale, o per lo meno non solo lì, bensì sono stati trasmessi a una rete di computer, ubicati probabilmente a migliaia di km di distanza, che appartengono a un’altra società: è quindi sicuro tutto ciò?

Il cloud è sicuro, lo possiamo affermare con certezza: ma non è infallibile

I criminali informatici ogni giorno tentano attacchi di vario genere e, a volte, ci riescono. O perché indovinano le informazioni circa le procedure di sicurezza, o perché bypassano le password.

Svantaggi

Il rischio più grosso che si corre, se questi attacchi riescono nel loro intento criminale, è innanzitutto la violazione della Privacy. Anche se i dati non vengono rubati, il semplice vederli costituisce di per sé una violenza e un potenziale danno.
In aggiunta, aziende come Google, Microsoft, e altri, ricevono migliaia di richieste da parte di enti governativi, di accesso ai dati degli utenti registrati e, sta al fornitore di tali servizi negare l’accesso o meno e in che misura consentirlo. E’ indubbio quanto possa essere importante e fondamentale per le agenzie di intelligence internazionali avere un accesso immediato alle informazioni di determinati utenti e, se questo aiuta nello sforzo di rintracciare terroristi, potremmo anche essere tutti d’accordo nel consentire l’accesso, tuttavia, per tutto il resto, non bisogna mai dimenticare che, per quanto non si ha nulla da nascondere, la privacy è un diritto fondamentale di ogni individuo.

Vantaggi

Il rovescio della medaglia è che il salvataggio dei dati sul cloud in realtà è più sicuro rispetto a quello sul proprio disco rigido: gli spazi fisici di deposito/magazzino nei quali sono contenuti i server, sono ubicati fuori sede rispetto a dove è ubicata l’azienda che fornisce i servizi; vi accede

solo personale autorizzato e altamente qualificato; inoltre i locali sono ben protetti e sorvegliati; i dati sono crittografati, il che rende l’attività di “hacking” molto complessa e laboriosa, spesso, quasi impossibile.
 Considerando poi, che anche un “banale” attacco da malware sul proprio computer locale espone i propri dati all’accesso da parte di criminali informatici, il backup dei file su un servizio cloud è un’ottima soluzione in termini di copertura contro ransomware.
 Un altro punto a favore della “nuvola” è il costo. Questi servizi, fino a un certo numero di byte (di solito già sufficiente per memorizzare tantissimi dati), spesso sono gratuiti: se per lo stesso spazio ci si volesse attrezzare con supporti esterni USB, si spenderebbero comunque un po’ di soldi che, utilizzando invece il servizio, si risparmiano. Per quest’ultimo aspetto in particolare, il cloud storage sta divenendo sempre più una scelta popolare sia per imprese che privati.

Giudizio Finale

I dati memorizzati sulla “Nuvola”, sono relativamente al sicuro. Certamente, più al sicuro che sul disco rigido del proprio computer locale.
L’aspetto critico è che con il cloud i propri dati vengono consegnati nelle mani di altre persone: se questo aspetto non costituisce di per sé alcun motivo di preoccupazione, il servizio di cloud storage è certamente consigliato, senza alcun dubbio.

Se però, vi sono dei dati particolarmente riservati, che sarebbe meglio tenere lontano da occhi indiscreti, la soluzione migliore probabilmente è conservarli in un disco rigido, scollegato dal computer, e riposto in un luogo sicuro.

Se si è quindi pronti per memorizzare i propri dati sulla “nuvola” è utile seguire questi semplici consigli:

  • utilizzare un servizio cloud che utilizza l'autenticazione a più fattori e la crittografia
  • utilizzare password forti: lunghe (>= 12 caratteri) e random (casuali); non utilizzare la stessa password più di una volta
  • eseguire il backup dei file su più accounts: NON memorizzare TUTTI i dati importanti in un unico luogo
  • se si accede al proprio account da un computer pubblico, ricordarsi di effettuare il logout e MAI salvare informazioni circa la password
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