Gli insegnamenti che non si dimenticano

Questo è il mio primo post su Medium. E un post che si rispetti non inizia mai con “questo è il mio primo post”. Per questa volta, però, chiedo venia e faccio un’eccezione, in virtù della dedica a cui è rivolto.

Da ventiquattro mesi circa scrivo pezzi per conto terzi. Ho chiuso tempo fa il mio blog personale. Non avevo più tempo. I clienti che mi chiedono di scrivere per loro non sono esigui. E si fidano di me.

Nel mentre, la mia agenzia ha raggiunto ottimi risultati e sarei ipocrita a scrivere “non me l’aspettavo”. Bisogna sempre puntare al massimo. Questa è la mia filosofia di vita. In tutto. Non solo nella professione. Questa è la differenza tra chi ci prova e chi preferisce accontentarsi.

Le campagne di comunicazione digitale mi rendono soddisfatto in termini di risultati, come anche le attività promozionali in co-marketing e, mesi addietro, ho contribuito in misura importante ad avviare un’altra attività parallela, osservando da vicino il sorriso delle persone care.

È vero, dunque: sotto il profilo professionale potrei essere soddisfatto. Almeno al momento. Alla fine, faccio quello che ho sempre voluto fare: il creatore di valore. Con le mie forze. E senza l’aiuto di nessuno.

Ma in questo post, che è del tutto anomalo rispetto a ciò che avrei potuto scrivere, voglio concentrarmi su di te. E dedicartelo.

Quanto sottolineato nelle righe introduttive è solo per dirti che il merito delle mie scelte è anche tuo.

Tu, che in quei pomeriggi prima del tennis mi rincorrevi con una stretta marcatura, per insegnarmi l’arte della vita, soffermandoti su quanto fosse importante studiare con metodo.

In realtà, non facevi solo quello.

Eri dedita ad aprirmi la mente, ancor prima delle mie successive esperienze universitarie e professionali a Bologna, Londra, Roma, Bergamo, Madrid, Milano, che hanno contribuito ad avvalorare ciò.

Sono i momenti della giovinezza passati insieme a te, che hanno infuso, dentro di me, la consapevolezza su cosa avrei voluto fare da adulto.

Chiariamo un punto: ancora ho molta strada da fare, tanto da imparare e nuove sfide da intraprendere. Saresti stata la prima a ricordarmi queste cose.

Torniamo al punto, a quel punto: le tue storie non erano semplici racconti. Erano lezioni. Di vita.

Quanto mi mancano, ancor oggi, quelle chiacchierate nel salottino, abbinate a quella finta tosse in cui mi imbattevo, per farmi concedere cinque minuti in più di pausa. E tu, che mi ricordavi puntualmente: “Lo faceva anche tua mamma!”, perché sapevi che avrei sorriso ascoltando ciò.

L’altra sera ti abbiamo (ri)pensata.

Al plurale, quindi non ero solo.

Ero a cena con Luciano e Valentina e raccontavo loro alcuni aneddoti sul mio lavoro e sull’abilità nel comunicare.

Oggi ti svelo un segreto: quell’abilità hai contribuito a insegnarmela tu, esattamente tu.

Mentre scrivo, fatico a non far sgorgare una lacrima e alzo gli occhi al cielo, forse per rivederti.

Sappiamo bene che il tempo ormai passato è quello strenuamente perduto.

Ma è un tempo che per me è stato di capitale importanza: se non altro, perché è proprio nell’età della giovinezza che un ragazzino viene forgiato delle fondamenta basilari di colui che diventerà domani.

E il domani è oggi.

I tuoi insegnamenti sono memoria ineluttabile e le tue frasi le custodisco gelosamente con una penna dall'inchiostro incancellabile.

Siamo in un momento storico in cui mancano gli esempi. In cui alcuni modelli scolastici zoppicano e le funzioni pedagogiche tardano a essere recepite.

Una persona come te la consiglieri a qualsiasi bambino. Qualsiasi. Chi è transitato il pomeriggio da quell’abitazione conosce le motivazioni.

Non è in questo post che devo scrivere quanto ti ho voluto bene, perché so che lo hai sempre saputo, ma è proprio in questo post, esattamente in questo post, che voglio ringraziarti per aver contribuito alla mia crescita in modo fondamentale.

Grazie, grazie, grazie. Non trovo parola migliore, se non la ridondanza della più semplice, ma forse della più efficace.

Proteggimi sempre dall’alto, Nina.

Un giorno ci rincontreremo e anche se saremo in cielo, sarai destinata a bisbigliarmi quella cosa che hai sempre voluto mantenere riservata.

Le promesse si mantengono. Me lo hai insegnato tu.

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