Il mio canto libero:

Tornando in metro sentivo “il mio canto libero” di Battisti, e nell’arco di 3 fermate la mente ha viaggiato più veloce della metro su cui ero.

Troppe volte non cantiamo liberi…

Non canta libero chi per paura potrebbe essere altrove ed è rilegato in una vita che non vuole, non canta libero chi temendo la solitudine, per paura di stare da solo la domenica sera in quella calma che apprezzi solo se sei davvero sereno, si trascina rapporti d’amore di amicizia o di vicinato per mero bisogno e non per volontà.

Quante volte, dico e mi domando quante volte vedo qualcuno che è libero davvero?

Che ha quel sorriso di chi non si piega agli opportunismi, che rischia di stare solo ma che ama svegliarsi la domenica mattina senza accendere il telefono avendo la paura che in quelle otto ore di sonno nessuno l’abbia chiamato.

Questa gente è poca e nascosta molto bene.

Beh l’aspirazione di una vita per me è cantare libero, scegliere e pagare amaramente le mie scelte ma sapere che sono mie profondamente frutto di nessun indugio di nessuna paura ma di enorme sacrificio ed ambizione.

E voglio cantare libero quando amo, quando mi lego alla gente senza intermittenze e convenienze, unirmi a qualcuno non perchè mi serve ma perchè seppure sola starei bene, scelgo e risceglerei mille volte chi ho accanto.

Ci vuole una vita intera per cantare liberi, per allontanarsi un po dal conformismo ed essere davvero ciò che per natura siamo destinati ad essere.

One clap, two clap, three clap, forty?

By clapping more or less, you can signal to us which stories really stand out.