Brand audit: la pulizia 2.0 per conoscere a chi appartiene la plastica sulle spiagge

Organizza anche tu un Brand Audit seguendo il protocollo Break Free From Plastic!

Greenpeace Italia
Sep 3, 2018 · 3 min read

Ognuno di noi, almeno una volta nella vita, si è imbattuto in un rifiuto di plastica sulla spiaggia e molto probabilmente lo ha raccolto e gettato nel cestino. Un gesto lodevole e doveroso che in questi mesi, a causa del crescente inquinamento da plastica dei nostri mari, ha trovato il consenso e l’appoggio di numerosi cittadini.

Altrettanto spesso capita di tornare qualche giorno dopo nella stessa spiaggia e trovarla nuovamente piena di rifiuti in plastica.

Non sarebbe forse il caso di organizzare una pulizia della spiaggia? Ebbene sì, può essere la soluzione! Una massiccia operazione di pulizia può permettere di rimuovere buona parte della plastica facendola confluire nella raccolta differenziata.

Ma il riciclo funziona davvero?

Per anni ci è stato detto che è la soluzione per risolvere il problema dell’inquinamento da plastica ma la realtà è che, dagli anni ’50 ad oggi, meno del 10% della plastica prodotta è stata correttamente riciclata, mentre il resto è finita negli inceneritori, nelle discariche o dispersa nell’ambiente e di conseguenza in mare.

E la percentuale di riciclo, nonostante sia aumentata negli ultimi anni, in Italia è oggi pari a circa il 40%.

Ciò dimostra che la responsabilità di questo inquinamento non può ricadere solo su noi cittadini, ma sono piuttosto le grandi aziende, che continuano ad immettere sul mercato enormi quantità di plastica monouso senza darci delle reali alternative, a doversi assumere le proprie responsabilità!

È per questo che, insieme ad altre organizzazioni che fanno parte della coalizione internazionale #Breackfreefromplastic, abbiamo deciso di puntare i riflettori proprio su quei grandi marchi che usano quantità enormi di plastica usa e getta. La stessa coalizione, consapevole che una semplice pulizia della spiaggia da sola non può bastare a contrastare efficacemente l’inquinamento dei nostri mari, ha messo a punto la metodologia del “Brand Audit”, che, oltre alla raccolta dei rifiuti, ci mostra a quali marchi appartengono gli oggetti raccolti. L’obiettivo è quello di creare una mappa globale dei rifiuti in plastica presenti sulle spiagge del Pianeta e individuare quali sono i marchi maggiormente responsabili di questo disastro.

LA RICETTA PER IL BRAND AUDIT

Occorrente:

  • istruzioni e tabella di classificazione #BreakFreeFromPlastic
  • un paio di guanti protettivi
  • una bilancia pesa-persona per pesare i rifiuti
  • un telo su cui disporre i rifiuti per catalogarli
  • dei sacchi per raccogliere i rifiuti e differenziarli

Passaggi:

1) Individua un tratto della spiaggia in cui compiere l’attività

2) Raccogli tutti i rifiuti che trovi, dividendoli in base alla tipologia (confezioni alimentari, cura della persona, cura della casa)

3) Pesa e conta i rifiuti

4) Se possibile, identifica i marchi degli oggetti raccolti

5) Inserisci i dati nella tabella

6) Carica i dati sul sito #BreakFreeFromPlastic, entro il 20 di settembre.

Cosa aspetti?

Organizza anche tu un Brand Audit seguendo il protocollo Break Free From Plastic.
Se preferisci, usa i file in italiano che trovi di seguito:

1. Istruzione Brand Audit;

2. Tabella per la classificazione;

3. Guida caricamento dati online.

Grazie di cuore per tutto ciò che farai per il mare!

Greenpeace Italia

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Greenpeace esiste perché il nostro fragile Pianeta merita di avere una voce. Servono soluzioni, cambiamenti, azioni. Subito!

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