15. Il canale mobile ha superato il pc e le aziende si adeguano

La promozione e la comunicazione aziendale si orientano verso il canale mobile, in cerca degli utenti che navigano esclusivamente da smartphone.

È da quasi un anno, precisamente da maggio 2017, che anche in Italia il numero degli accessi alla rete via smartphone ha superato il numero di accessi via pc. Nel mercato globale il fenomeno era già conclamato, con alcuni mesi di anticipo, a ottobre 2017.

Una tale connotazione di comportamenti da parte degli utenti della rete, impone a chi fa comunicazione e promozione in campo digitale, di orientare i propri contenuti verso il canale mobile.

E, necessariamente, di costruire narrazioni utilizzando nuovi linguaggi, adeguati al mezzo , alle aspettative e al gradimento dei target.

Dal Global Mobile Report di ComScore sui modelli di consumo degli utenti digitali di età superiore ai diciotto anni, si evince come una buona percentuale, con delle variazioni rilevate sulle fasce di età, utilizza lo smartphone in via esclusiva per accedere alla rete. In particolare nel campo dei giochi.

Il report analizza anche i tempi di utilizzo delle applicazioni nel canale mobile, le applicazioni più utilizzate, il loro numero per utente e gli ambiti tematici.

Si evince così il comportamento ormai consolidato dell’utilizzo di poche applicazioni per utente, usate in maniera per lo più fidelizzata, con alcune differenze in base alla nazionalità. Ad esempio in Francia si predilige Snapchat a Instagram mentre il colosso del mercato, assai difficile da scalfire, si conferma Facebook. Sono le fasce più giovani, interessate ai giochi, quelle che registrano un numero app downloadate significativamente più alto rispetto agli utenti di età più avanzata.

Gli ambiti tematici, di preferenza, sono quelli relativi ai servizi e agli acquisti, oltre, naturalmente, ai social di relazione, sui quali il tempo di permanenza degli utenti ha raggiunto, per ora, una soglia di equilibrio. Una decina di app in tutto, stabilmente utilizzate e con una buona fidelizzazione.

Che le applicazioni più utilizzate siano Facebook e Instagram vuol dire che nel canale mobile spopolano le piattaforme ovvero contesti digitali nei quali gli utenti trovano tutto ciò che d’abitudine chiedono alla rete: dalle relazioni ai giochi, dalle informazioni ai prodotti, ai servizi.

Ne abbiamo fatto cenno anche nel Griot diary, nell’articolo “10. La promozione degli eventi: come trasformarla in una storia coinvolgente” : “il mondo del mobile va verso le piattaforme” a causa del “rischio di marginalità dell’applicazione monotematica […] rispetto all’effettiva utilità. Scaricare un’applicazione infatti vuol dire occupare spazio di memoria nel telefono o nel tablet. Di contro l’utilità dell’app monotematica […] è limitata alla durata degli eventi. Ciò vuol dire che con buona probabilità quell’app sarà presto disintallata […]”. Si tratta di un andamento ormai consolidato che gli esperti di settore osservano da tempo.

Il Global Mobile Report molto dettagliato di ComScore fa emergere immediatamente due criticità del panorama “mobile”. La prima relativa alle infrastrutture, l’altra attinente ai contenuti e agli orientamenti di aziende e enti deputati alla promozione, i quali devono necessariamente rinnovare le modalità e modulare i linguaggi.

Infrastrutture. Moltissime zone, in particolare in Italia, non hanno un’adeguata copertura del servizio wi-fi, malgrado sia diffusa la consapevolezza circa la necessità di digitalizzare la comunicazione e la promozione, a partire dai territori passando per la cultura e gli eventi. In quasi tutti i luoghi non antropizzati ma anche nei borghi, ai quali il Mibact ha dedicato il 2017 (2017 Anno dei Borghi) con analisi, piani strategici e investimenti, spesso la linea internet è debolissima e in alcuni scorci manca totalmente la copertura.

MiBACT (Ministero dei bene e delle attività culturali e del Turismo), MiSE (Ministero dello Sviluppo Economico) AgID (Agenzia per l’Italia Digitale) hanno iniziato a lavorare sul fronte delle infrastrutture attraverso il progetto WiFi°Italia°it, “una APP per dispositivi mobili che permette a ciascun utente di accedere in maniera trasparente e immediata a tutta la federazione di reti WiFi°Italia°it e di usufruire sia della connettività che dei contenuti e dei servizi dell’ecosistema del Turismo che via via verranno messi a disposizione.” Una sorta di federazione dei fornitori del servizio wifi, sia pubblici che privati, per consentire all’utente o al turista di “trovare l’hotspot più vicino al lui attraverso una mappa o un elenco e connettersi in totale libertà”.

Un’ottima iniziativa per rafforzare e rendere più smart le zone già coperte da servizio wifi ma che non risolve la mancanza di copertura nelle zone di campagna aperta, di mare o di montagna, dove la presenza di un servizio adeguato sarebbe fondamentale per far fiorire iniziative di promozione turistica dedicata alle generazioni native digitali.

Contenuti e orientamenti nella promozione. Essere nel canale mobile vuol dire iniziare a modulare l’offerta dei contenuti adeguandola alle aspettative e ai linguaggi del target di riferimento. L’utente del canale mobile non si accontenta di leggere passivamente, come accade quando naviga un sito web. L’utente del canale mobile ambisce ad essere coinvolto, cerca contenuti di qualità e ama produrne, si aspetta informazioni esaustive in pochi click e un servizio efficiente nella resa e nella grafica.

Affermare di avere un’app non vuol dire essere efficacemente nel canale mobile.

Avere un’app monotematica per promovere prodotti, servizi, territori, eventi, vuol dire essere nel canale mobile a tempo e spazio determinati, poiché l’esistenza in vita digitale di quella pubblicazione perde valore quando l’informazione resa non è più utile, nel caso in cui l’evento sia passato oppure se la visita di quel territorio è terminata e non ce ne sarà un’altra a breve. L’applicazione mobile monotematica non utilizzata occupa spazio di memoria nello smartphone e quindi viene eliminata.

Per essere davvero nel canale mobile è necessario scegliere una forma di presenza che cei valore, capace di crescere progressivamente, in cui anche i contenuti meno attuali possano essere aggiornati e tornare utili, dove si trovino informazioni digitali strutturate, interattive con l’ambiente e con l’utente, dinamiche e coinvolgenti.

Tutto ciò comporta un impegno iniziale da parte di chi si occupa di promozione: l’impegno a concepire nuovi modelli di narrazione e nuove strutture tecnologiche da affiancare ai sistemi digitali conosciuti, come siti web e pagine social.

Gli utenti del canale mobile cercano esperienze che poi amano raccontare.

È importante soprattutto in campo turistico, nel quale i viaggiatori, con i loro racconti, possono diventare parte essenziale nella narrazione del brand territoriale. Dunque, nell’ottica di una forma di promozione contemporanea e pervasiva, è necessario dare alle emozioni lo strumento e la possibilità per aumentare il valore del brand

Per approfondire 12. Dare agli utenti quel che vogliono ma che non si aspettano

Al prossimo post!

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Di seguito un piccolo indice degli articoli precedenti

14. Idee per il turismo nel #2017annodeiborghi
13. Ecosistemi digitali 2017: il laboratorio per il turismo del futuro 
12. Dare agli utenti quel che vogliono ma che non si aspettano
11. Le storie digitali sono un concetto variabile
10. La promozione degli eventi: come trasformarla in una storia coinvolgente 
9. Musei italiani. Innovare la comunicazione digitalizzando contenuti e servizi
8. Call per Startup: com’è andata al Moleskine Innovation Day 
7. Sui travel blogger e sul patrimonio del lifestyle 
6. Storytelling del territorio. 10 e se … a partire dal Carnevale di Venezia 
5. Custom in 3 aggettivi sulla piattaforma digitale Griot 
4. Cosa fa la piattaforma digitale Griot?
3. Cos’è la piattaforma digitale Griot?
2. Perché lo abbiamo chiamato Griot 
1. Storytelling fra i bit e le stelle