16. Lo scenario digitale: dai dati all’empatia

Creare e pubblicare storie interattive, dinamiche, efficaci, e brand identity, in piattaforme mobili innovative e customizzate, senza la necessità di scrivere codice. Ne raccontiamo il contesto e la necessità.

La comunicazione è in continuo cambiamento poiché lo scenario degli utenti, e le loro abitudini digitali, evolvono inarrestabili. Quel che si sa, su cui gli esperti concordano, è che per esistere e farsi conoscere nel mercato globale, è necessario tener conto dei numeri e degli andamenti dei consumi digitali.

Lo scenario
Dall’analisi Digital in 2017 : in Italia e nel mondo si evidenziano alcuni punti fondamentali per la comprensione dei fenomeni e delle abitudini digitali degli utenti:

1. più del 50% della popolazione mondiale usa uno smartphone;
2. più del 50% del traffico internet è generato dagli smartphone;

Su questo punto possiamo aggiungere quanto già pubblicato in Griot diary nell’articolo “15. Il canale mobile ha superato il pc e le aziende si adeguano” in cui abbiamo riferito come sia “da quasi un anno, precisamente da maggio 2017, che anche in Italia il numero degli accessi alla rete via smartphone ha superato il numero di accessi via pc. Nel mercato globale il fenomeno era già conclamato, con alcuni mesi di anticipo, a ottobre 2017.”

Una tale connotazione di comportamenti da parte degli utenti della rete, impone a chi fa comunicazione e promozione in campo digitale, di orientare i propri contenuti verso il canale mobile.

Anche in Italia il fenomeno si conferma, consolidandosi di anno in anno. Si legge nel blog www.wearesocial.comGli italiani si connettono sempre di più e lo fanno sempre più spesso usando i propri smartphone, come testimonia anche il volume di traffico internet generato da diversi dispositivi: se la percentuale di persone che navigano da un computer è scesa del 14%, sale quella di chi si connette da qualsiasi altro device (+44% dal proprio telefono, +8% da un tablet e +24% da altri dispositivi — come, ad esempio, console o smart TV)

Importanti da riferire sono anche le statistiche Istat relative alle abitudini digitali delle famiglie. Dalla rilevazione nel periodo di riferimento 2014 su Cittadini e nuove tecnologie, di certo dopo oltre tre anni da considerare una sottostima, emerge come “Le famiglie con almeno un minorenne sono le più attrezzate tecnologicamente:l’87,1% possiede un personal computer, l’89% ha accesso ad Internet da casa.” In aggiunta “Circa un terzo degli utenti di Internet ha fatto ricorso a servizi cloud per accedere ai propri file.

Per lo stesso istituto Istat, nel piano strategico 2017–2019, è previsto un piano di modernizzazione reso necessario dai cambiamenti apportati alla società dalla pervasione dell’era digitale. La strategia è stata sintetizzata nella presentazione di Massimo Fedeli, della Direzione centrale per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione dell’Istat . Di seguito la sintesi, applicabile anche in altri ambiti e per altri temi digitali:

“Ottenere e sostenere il più alto grado di soddisfazione dell’utente creando un posizionamento unico e differenziante attraverso una trasformazione dirompente e sistematica introdotta dall’applicazione di tecnologie in un ecosistema che vede al centro l’essere umano con le proprie personali esigenze e abitudini”

Un contesto come quello illustrato dai dati, rende necessario e non procrastinabile, il rinnovamento nella modalità di comunicazione, di promozione e di divulgazione dei modelli di valore e delle proprie offerte. In aggiunta, la ricerca di incontro fra domanda ed offerta cambia modalità: gli utenti sono digitali, non più consumatori passivi bensì prosumer ovvero utenti attivi, creatori di contenuti. Anche nella promozione. Come afferma Rudy Bandiera, TEDx speaker, docente, blogger, autore di libri e co-fondatore di Net Propaganda in una interessante intervista doppia su Ninja Marketing, “le persone si sono stancate di vedere messaggi pubblicitari, o dell’autopromozione; hanno bisogno di utilità o divertimento” e aggiunge “da un punto di vista tech, vedo sempre di più il telefono come centro di ogni cosa”.
Nella stessa intervista, Riccardo Scandellari, blogger , digital marketer e giornalista, autore di libri sul personal branding e il digital marketing, sostiene come “la pubblicità display è morta…il contenuto deve essere incisivo, caldo ed empatico

In questo scenario, per soddisfare le nuove esigenze del mercato, per completare il panorama delle strutture per la comunicazione e la promozione, si inserisce la tecnologia Griot.

Nel diary abbiamo più volte accennato all’idea ispiratrice di liberare la creatività , alla struttura innovativa del sistema Griot, e al cambiamento che esso ha apportato al modo di raccontare storie in digitale.

Nel prossimo articolo proveremo a dettagliare meglio le nuove opportunità di promozione, comunicazione e racconto digitale che la tecnologia Griot apre, e come esse possano essere implementate in vari ambiti.

Al prossimo post!
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Di seguito un piccolo indice degli articoli precedenti
15. Il canale mobile ha superato il pc e le aziende si adeguano
14. Idee per il turismo nel #2017annodeiborghi
13. Ecosistemi digitali 2017: il laboratorio per il turismo del futuro 
12. Dare agli utenti quel che vogliono ma che non si aspettano
11. Le storie digitali sono un concetto variabile
10. La promozione degli eventi: come trasformarla in una storia coinvolgente
9. Musei italiani. Innovare la comunicazione digitalizzando contenuti e servizi
8. Call per Startup: com’è andata al Moleskine Innovation Day 
7. Sui travel blogger e sul patrimonio del lifestyle 
6. Storytelling del territorio. 10 e se … a partire dal Carnevale di Venezia 
5. Custom in 3 aggettivi sulla piattaforma digitale Griot 
4. Cosa fa la piattaforma digitale Griot?
3. Cos’è la piattaforma digitale Griot?
2. Perché lo abbiamo chiamato Griot
1. Storytelling fra i bit e le stelle