8. Call per startup: com’è andata al Moleskine Innovation Day

Milano, 26 ottobre 2017. Dodici startup partecipano alla giornata del Moleskine Innovation Day in collaborazione con l’incubatore Digital Magics, per assicurarsi un percorso di accelerazione finalizzato allo sviluppo del proprio business.

La ricerca di occasioni di visibilità e finanziamenti, per ogni startup, è un’attività intensa, impegnativa, lunga e spesso costellata di delusioni. Partendo da zero, dalla sola idea sulla carta e dall’impegno in amicizia finalizzato alla realizzazione di un progetto, soprattutto se questo è davvero innovativo nel senso di nuovo senza simili, è davvero difficile trovare il canale giusto per farne conoscere il valore e le opportunità.

Entrare nel mercato non è un percorso facile, irrompervi per la gran parte delle startup rimane un sogno fra amici.

Fortunatamente sono numerose le call per startup che hanno come finalità proprio quella di creare occasioni e circostanze favorevoli per chi è all’inizio, per i nuovi progetti e le idee più dirompenti. La nostra startup Grivium SrL come molte altre che in questi anni abbiamo conosciuto, dedica un significativo numero di ore a settimana all’individuazione delle occasioni migliori, pertinente al settore e alla portata del progetto. E a fine agosto ci siamo imbattuti nella call per startup della multinazionale Moleskine.

Se non conosci Moleskine guarda qui.

Moleskine Open Innovation Program. Le caratteristiche declamate dalla pagina web erano quelle che meglio ci individuavano (“Fueling talent, ideas and passion…”) come peraltro era capitato in occasioni precedenti. Tuttavia scorrendo la pagina e approfondendo i temi della challenge e del brand, questa volta c’era qualcosa in più. Argomenti e concetti ritagliati esattamente sulle caratteristiche del nostro progetto, ovvero il sistema Griot. Quelli che Moleskine definisce Brand Territories sono esattamente ciò che noi consideriamo scenari applivativi dell’innovazione sulla quale lavoriamo da tre anni.

Culture, Imagination, Memory, Travel, Personal Identity

sono i focus che Moleskine propone come parte del proprio brand, internazionalmente riconosciuti.

Per noi di Griot, gli stessi temi sono i fondamentali e allo stesso tempo gli obiettivi sui quali il progetto è stato ideato e sviluppato, in un percorso che vediamo coniugare da artisti e viaggiatori, da organizzatori di eventi e da comunicatori.

Per approfondire i Moleskine Brand Territories clicca qui.

Come abbiamo preparato la partecipazione alla call. Preparare la documentazione per la partecipazione ad una call non è un’attività da poter fare nei ritagli di tempo. Richiede un’attenta lettura delle indicazioni del programma, una corretta interpretazione delle richieste e un’accurata preparazione dei materiali.

Le 5 richieste tipiche sono:

  1. un pitch esaustivo
  2. la descrizione del progetto comprensibile anche da chi non è un tecnico
  3. la precisa descrizione del team, a volte anche con invio dei CV, comprensiva di eventuali carenze di competenze e le necessità per il futuro
  4. la descrizione dello stato attuale del progetto e della situazione economica
  5. le attività in corso e future, con relativa timeline

Posto che tutti i punti sopra citati vanno descritti con attenzione, particolare minuziosità è richiesta dalla compilazione del pitch, il documento con il quale ci si presenta al cospetto di possibili partner e finanziatori. Esistono modelli ben precisi che consentono di raccontare esaustivamente un progetto e la società che lo sviluppa.

Per la nostra partecipazione alla call Moleskine abbiamo utilizzato uno dei modelli più noti, quello di Guy Kawasaki.

Clicca qui per capire meglio cos’è un pitch

Milano 26/10/2017. La mattinata di preparazione e coatching. Appena arrivati inizia la full immersion nel coatching per finalizzare le presentazioni dei progetti selezionati alla valutazione della giuria prevista nel pomeriggio. Dopo una breve presentazione dell’azienda Moleskine e dell’incubatore di progetti digitali Digital Magics, le startup presenti, una alla volta, sono chiamate a presentare il pitch e a ricevere consigli, suggerimenti e critiche per migliorarlo. Sono tutte motivatissime e i loro progetti brillanti, ognuno in un diverso stadio di sviluppo. Alcuni progetti provengono infatti da percorsi di affiancamento, incubazione e finanziamento precedenti, con materiali di presentazione pitch e business model già di alto livello e una dimestichezza dell’esposizione chiaramente conquistata in numerose occasioni analoghe. Altri progetti, fra i quali Griot, sono ad uno stadio molto precedente, all’inizio di un percorso irto di ostacoli e tutto in salita, con fette di mercato da conquistare e una reputazione del brand da costruire.

Una alla volta sono chiamate a prendere in mano il microfono e ad enunciare, in inglese, le caratteristiche del sogno che stanno perseguendo per costruire nuovi business e nuove tecnologie.

È immediatamente emerso che tutte le startup avevano interpretato la call come l’illustrazione della propria idea, in modalità più o meno tecnica ma sicuramente focalizzata sulla presentazione dell’innovazione sulla quale stanno lavorando. La critica che tutte le startup hanno ricevuto è l’eccessiva focalizzazione sulla propria idea e, di contro, la marginalità rispetto alla visione di una proposta di collaborazione con la multinazionale Moleskine.

Il difetto (se così si può dire) dei tecnici è venuto immediatamente alla luce. Lo abbiamo sperimentato più volte, abbiamo lavorato su di noi e sulla nostra modalità espositiva, a partire dal linguaggio, per correggerlo ma anche in quest’ultima occasione abbiamo avuto la conferma di doverci lavorare ancora molto. I tecnici, i progettisti, gli innovatori, sono in generale troppo inclini a mostrare quanto di bello, innovativo, eccezionale e dirompente hanno creato, e poco capaci a calarsi nei panni e nei bisogni dell’interlocutore per comprendere come il business di quest’ultimo possa trovare giovamento nell’utilizzare l’innovazione proposta. Questo è il difetto dei tecnici ma non si tratta di autocompiacimento. È semplicemente l’inclinazione di chi fa, di chi con le proprie competenze produce innovazione, con tanto entusiasmo ma anche con una infinità di problemi e difficoltà. Gli startupper sono essenzialmente dei tecnici che hanno avuto un’idea innovativa, che combattono ogni giorno per farla crescere, abituati all’osservazione e al conseguente ricalcolo delle traiettorie, in continua lotta con la mancanza di fondi e l’abbondanza di obiettivi. Trovarsi di fronte a interlocutori importanti è l’occasione ghiotta non soltanto per proporre una collaborazione ma per far conoscere il progetto che hanno curato sin dallo stato embrionale.

Le critiche comuni a tutte le startup selezionate sul focus delle presentazioni ha richiesto un ricalcolo della traiettoria della giornata. La maggior parte si è rimessa al lavoro per adeguare il pitch alle richieste dei coach ovvero puntare i riflettori sulla possibile collaborazione fra la startup e Moleskine per un percorso di incubazione e di eventuale internazionalizzazione del progetto.

Il nostro team, appoggiato su due sgabelli, ha sforbiciato drasticamente il pitch e lo ha adeguato alle richieste, per essere pronti alla fase di selezione vera e propria, prevista nel pomeriggio, di fronte alla giuria composta da dirigenti Moleskine e dirigenti Digital Magics. Lo abbiamo tagliato, rivoluzionato, reimpostato e reimpaginato, e lo abbiamo accostato ad una piccola demo video perché quando ci sono le immagini non ci sono parole che tengono. Ad incidere sull’uditorio cattura attenzione più un video di una manciata di secondi che pagine e pagine di descrizioni attente e minuziose.

La presentazione e i 5 minuti di Q&A. 5 minuti di presentazione ed eventuali 5 minuti di Question & Answer sono sufficienti per valutare un progetto e il suo team. Devono essere sufficienti perché in generale questo è il tempo a disposizione delle startup per presentarsi al cospetto di possibili partner e investitori. I team, soprattutto quelli strettamente tecnici che presentano progetti ad uno stadio molto iniziale, lo imparino sin da subito. In 5 minuti la presentazione deve far capire quale sia l’innovazione e quale la necessità alla quale è chiamato a rispondere. Deve emergere un’idea del mercato che ci si appresta ad affrontare e della nicchia in cui ci si vuole posizionare. In 5 minuti c’è anche da raccontare da dove si è partiti e dove si intende arrivare, quali sono le ambizioni e quale il sogno proibito. Bisogna insomma dimostrare di conoscere la direzione che il progetto deve intraprendere, quali saranno gli ostacoli e le avversità. Bisogna essere pronti a rispondere a domande di dettaglio e a qualche insidia sorniona.

Soprattutto è necessario che il team abbia sufficiente sicurezza per dimostrare di essere all’altezza e abbastanza umiltà per imparare dalla delusione in agguato. Perché superare l’esame è davvero difficile e le opportunità in numero assai esiguo. Dunque, vince tendenzialmente chi è più pronto ed adeguato ad essere incubato. chi ha già un trascorso di affiancamento e di crescita, chi vanta già finanziamenti precedenti, clienti, community e un team il più possibile completo. Tutti gli altri imparano a migliorarsi e a crescere con l’obiettivo di essere pronti per la call successiva.

Noi del team Griot eravamo fra questi. Chiamati ad imparare, a migliorare e a crescere.

Cosa riportiamo a casa dopo il Moleskine Innovation Day. Qualche consapevolezza, una gran mole di lavoro e le prossime milestones meglio definite. Ecco cosa abbiamo aggiunto al bagaglio del nostro rientro dopo il Moleskine Innovation Day. La conferma di stare sviluppando un progetto verso il quale c’è interesse, riguardo all’innovazione tecnologica che propone e all’apertura della nuova fetta di mercato che ha individuato. La consapevolezza di aver imboccato la direzione giusta e di poter essere dirompenti in un mercato vasto, con grandi player agguerriti ma con molti spazi disponibili ancora da occupare. La consapevolezza anche di avere molto lavoro da fare lungo una strada in salita (se conoscete uno startupper che corre agilmente in direzione tutta in discesa fatecelo sapere) per la quale alcuni ostacoli sono più grandi di come li avevamo pensati. Soprattutto ora abbiamo una migliore contezza di quali dovranno essere i prossimi step irrinunciabili, fra nuovi sviluppi, nuovi elementi nel team e obiettivi a breve e medio termine.

Questa è stata la nostra esperienza recente al Moleskine Innovation Day. Se volete qualche dettaglio ufficiale potete leggere sulle news di Digital Magics o l’articolo di Marco Fusi su Milano Finanza.

E tu sei un innovatore? Raccontaci qual è stata la tua esperienza di startupper in cerca di occasione. Ci farà piacere confrontarci.

Al prossimo post!

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Di seguito un piccolo indice degli articoli precedenti:

7. Sui travel blogger e sul patrimonio del lifestyle

6. Storytelling del territorio. 10 e se … a partire dal Carnevale di Venezia

5. Custom in 3 aggettivi sulla piattaforma digitale Griot

4. Cosa fa la piattaforma digitale Griot?

3. Cos’è la piattaforma digitale Griot?

2. Perché lo abbiamo chiamato Griot

1. Storytelling fra i bit e le stelle