7. Sui travel blogger e sul patrimonio del lifestyle

Con i contenuti multimediali ineguagliabili dei travel blogger vogliamo creare il più grande archivio di bellezza, cultura, storia, architettura, enogastronomia e umanità.

Lo abbiamo raccontato a @SIMO2 nella lunga intervista alla quale ci ha gentilmente chiamato per la sua rubrica “Appuntamento con …” su LinkedIn Pulse. Simonetta Pozzi ha individuato nella piattaforma digitale Griot grandi potenzialità per i travel blogger, in quanto, citando,

“consente di narrare in modo innovativo un territorio”

Rispondendo alla domanda di Simonetta relativa all’utilizzo del sistema di storytelling Griot da parte dei travel blogger, abbiamo potuto raccontare uno dei nostri sogni più determinati, quello di creare il più grande archivio mobile di bellezza, cultura, storia, architettura, enogastronomia e umanità.

Seguiamo moltissimi travel blogger, soprattutto su Instagram e spesso proponiamo loro di utilizzare il sistema di storytelling Griot per documentare le esperienze di viaggio. Crediamo fortemente nel valore del loro lavoro come percorso di conoscenza e valorizzazione tuttavia, riteniamo che i soli social non ne consentano la conservazione, essendo utilissimi contenitori anche nella promozione ma di informazioni real time non strutturate.

Non è una critica ai colossi del social networking, non siamo matti né struzzi, semplicemente pensiamo che alcuni aspetti del territorio vadano valorizzati in una maniera più dolce e profonda anche nell’innovazione.

La piattaforma digitale Griot è nata per questo, per la valorizzazione del territorio attraverso uno storytelling innovativo, che può integrare ed essere complementare in una strategia complessiva di narrazione della bellezza.

Puntando sul bagaglio più importante che abbiamo, quello della cultura del territorio intesa in senso ampio ovvero contemplando non soltanto il paesaggio, le bellezze architettoniche e le strutture urbane ma includendo nell’accezione di bellezza del territorio anche le tradizioni, l’enogastronomia, miti e leggende dei luoghi.

Un aggregato che disegna e dà corpo allo stile di vita, il lifestyle brand da promuovere nel mondo.

Il lifestyle è il patrimonio che conta su una forte connotazione di tradizione, di solidi contenuti e storiche consuetudini. Nonostante ciò è un patrimonio in continua evoluzione e alla ricerca di linguaggi nuovi e nuove platee.

I travel blogger sono il tramite fra il lifestyle, il nostro grande patrimonio in evoluzione e il futuro, quello dei nuovi linguaggi e delle nuove forme comunicative. Per questo li invitiamo a raccontare le esperienze nella piattaforma digitale Griot.

Ai travel blogger chiediamo di collaborare al sogno di costruire il più grande archivio di bellezza, cultura, storia, architettura, enogastronomia e umanità.

Lo chiediamo spudoratamente perché ci crediamo davvero tanto e pensiamo che il grande bagaglio culturale del lifestyle, la grande sfida della valorizzazione del territorio in chiave contemporanea, abbia bisogno di strumenti e linguaggi in evoluzione.

Pensiamo di aver creato lo strumento giusto per aggregare e innovare la comunicazione strategica dei territori. Lo strumento è la piattaforma digitale Griot, il sistema web-cloud-mobile per la narrazione innovativa nel canale mobile.

Ma gli strumenti da soli non bastano, ci vogliono i contenuti.

E i travel blogger sono brillanti creatori di contenuti “parlanti”. Con la giusta modalità di storytelling territoriale possono contribuire ad una promozione autentica, frutto del connubio di tradizione e innovazione, storia e contemporaneità.

L’obiettivo è ambizioso ma sappiamo di poterlo raggiungere.

In che modo l’innovazione realizzata dalla piattaforma digitale Griot possa essere il nuovo linguaggio del lifestyle lo abbiamo scritto nel nostro Griot diary su @Medium ma sintetizzando possiamo elencarne i 5 punti chiave:

  1. crea e pubblica storie di senso compiuto aggregando e mixando una molteplicità di contenuti multimediali (testi, immagini, audio, video) fra loro e con una serie di funzionalità di interazione e di evoluzione dinamica;
  2. grazie all’interfaccia grafica user friendly dello storyboard i grioters, cioè gli autori di storie in Griot, non hanno necessità di scrivere alcuna riga di codice, quindi è annullato il gap tecnologico fra i creatori di contenuti e l’informatica;
  3. libertà totale alla creatività, non ci sono infatti schemi predefiniti di costruzione delle storie; tutte sono possibili, dalle più semplici lineari e statiche alle più complesse, strutturate a maglia, interattive e dinamiche nell’evoluzione;
  4. il racconto delle storie può diventare un’esperienza di cocreazione fra più grioters ed anche fra grioters e utenti, quando lo storytelling è interattivo e mappato sul territorio;
  5. La clonazione della piattaforma digitale Griot in modalità custom diventa la tecnologia su cui basare lo storytelling di un brand, sia istituzionale che aziendale.

E voi, quale linguaggio del lifestyle preferite?

Lasciate la vostra opinione a riguardo con un commento in uno dei social indicati in basso.

Risponderemo a tutti.

Al prossimo post!

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Di seguito l’indice degli articoli precedenti

6. Storytelling del territorio. 10 e se … a partire dal Carnevale di Venezia

5. Custom in 3 aggettivi sulla piattaforma digitale Griot

4. Cosa fa la piattaforma digitale Griot?

3. Cos’è la piattaforma digitale Griot?

2. Perché lo abbiamo chiamato Griot

1. Storytelling fra i bit e le stelle