Ma la questione resta identica: è giusto che una persona utilizzi la propria presenza online per trarre una qualsiasi forma di profitto, che sia il biglietto gratuito per il cinema o una conferenza retribuita? E in che modo è giusto, corretto, rispettoso delle relazioni che costruiscono la presenza online di quella persona?
Gli influencer del web sono dei cialtroni cosmici (o forse no)
claudia vago
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È un po’ una domanda retorica, questa. È “giusto” nel momento stesso in cui il resto della rete, ovvero per lo più un universo di altri influencer o wannabe-tali, le attribuiscono credibilità gratuita e aprioristica, secondo il vecchio assioma del mondo blogger per cui “poco importa ciò che scrivi, importa che ci mettiamo tanti like e share a vicenda”.
Io, quando leggo qualcuno in rete, mi chiedo sempre “questo ha scritto qualcosa di senso, un minimo originale e condivisibile? o ha solo riciclato aria fritta?” Se è il primo caso, metto like e condivido; se il secondo, passo oltre.

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