Il mondo nuovo

C’era una volta un mondo di bravi consumatori che boicottavano marche cattive.

Paolo Iabichino
Nov 19, 2019 · 2 min read

Era il mondo del turbo-capitalismo, delle seduzioni pubblicitarie, del consumo a rotta di collo. Da questo parapiglia consumistico qualcuno riusciva a tirar fuori uno scampolo di coscienza e a puntare il dito contro i predoni del lavoro minorile, dell’ambiente, degli stereotipi di genere, religione, eccetera

Bastava un blog, un post, un tweet rigorosamente accompagnato da #boycott e l’azione diventava presto l’incubo di qualsiasi direttore marketing.

Questo succedeva in passato. A grandi e piccini.

Poi è arrivato un tempo nuovo, quello delle marche buone.

E siccome nelle fiabe tutto è concesso, nel mondo delle marche buone sono i consumatori ad essere boicottati.

Sta succedendo proprio in queste ore, mentre si avvicina la data-totem del vecchio mondo, il black friday. Un’invenzione tutta americana, a ridosso dello shopping natalizio, che offre sconti e promozioni in tutto il mondo e su tutte le piattaforme e-commerce per comprare, comprare, comprare, e soddisfare il signore nero dello shopping compulsivo.

Dalla Francia è partito un interessante movimento contro il black-friday, portato avanti da oltre trecento marche di abbigliamento tra cui Bergamotte, Emoi Emoi, Jimmy Fairly, Manfield, Tediber, capitanato da Nicolas Rohr, co-founder di Faguo, brand di abbigliamento eco-friendly, che ha rilasciato questa dichiarazione alla BBC (fonte Warc.com):

“When people buy something, we pollute because of the carbon emissions that come from making that product, from using it and then getting rid of that product, today we don’t buy what we need; we buy because we are tempted. We are not in a good relationship with consumption any more. We want people to focus on what they already have in their wardrobes, then, if you really need something more, you can buy it.”

Sarà per fare il verso a quel buontempone di Trump, che il movimento anti-black-friday si muove sotto le insegne di un prosaico “Make Friday Green Again”, affilato e stucchevole al punto giusto, per far presa di questi tempi.

Dunque, siamo al giro di boa. Una congrega di marche buone ha deciso di boicottare i consumatori, cancellando il black friday e invitando ciascuno a riflettere sull’opportunità o meno dei propri acquisti.

Sta arrivando un tempo in cui le colpe degli orrori prodotti dal capitalismo più sfrenato non sarà addebitabile alle aziende, loro nel frattempo si sono laccate di attenzioni verso l’ambiente che quelli di Greenpeace sembrano boy-scout. Hanno scoperto la diversity e l’inclusion, fuori dai CDA però.

C’è un gran frastuono in questo momento. Credo sia il big bang del nuovo mondo. Va tutto bene. Dobbiamo solo imparare a giocare questa nuova partita. Perché non è che adesso tutto d’un tratto gli stronzi diventano i consumatori, vero?

    Paolo Iabichino

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