9.2K Followers
·
Follow

“Andiamo a scuola”

Stamattina in tram ho assistito a una litigata tra padre e figlio.
Credo cinesi, o coreani, o insomma asiatici.

Il figlio avrà avuto quindici anni, e non voleva andare a scuola, “che tanto mi bocciano”, diceva, ma il padre voleva portarcelo di persona.
Aveva la tuta da lavoro, non so quale, era sporco, e anche abbastanza incazzato. Prima borbottava qualcosa nella loro lingua, poi ha cominciato a dirglielo in un italiano un po’ stentato: “andiamo a scuola”.

È stata una scena brutta, a momenti si menano, poi alla fine il padre l’ha trascinato via in malo modo, hanno bloccato il tram, non si chiudevano le porte, un casino.
Io temevo che gli desse qualche sberla, che finisse male, invece il padre non ha alzato le mani, mai.
Li ho lasciati sul marciapiede, che litigavano, mentre il tram ripartiva e lui gli ripeteva “andiamo a scuola”.

Ho pensato: perché gliel’ha detto in italiano?
Poteva dirglielo nella sua lingua, che tanto avrebbe capito, e poi si sa che quando ti incazzi parli la tua lingua madre, o insomma il tuo dialetto. Non è che ci stai tanto a pensare sulla forma linguistica, no?
Però poi mi sono guardato intorno, e ho capito.

Il fatto è che erano su un tram di italiani, che fingevano di ignorarli, e invece li guardavano, altroché se li guardavano. E lui, il padre, sapeva di stare al centro dell’attenzione, sapeva cosa stavano pensando gli italiani.
Eccoli, sempre questi che vengono qua a fare casino, adesso pure a litigare sui nostri tram perché i figli non vanno a scuola. E chissà che vanno a fare ‘sti ragazzini, rubano, spacciano, chissà domani dove ce li ritroviamo. E poi ‘sti genitori, che li mettono al mondo per crescerli così male. E dai, finitela, che noi dobbiamo andare al lavoro, oh.

Che razza di pressione avrà avuto addosso, ci credo che parlava in italiano: doveva farsi capire.
Quelle parole, “andiamo a scuola”, non erano solo per il figlio.
Lui stava dicendo “Scusate. Scusate, io ce la metto tutta, ma non è facile. Lo vedete da soli com’è la situazione. Io ormai sono adulto e me la tengo, ma i figli no, non la devono subire, sennò a che serve tutto ‘sto sbattimento? Lui fa così perché è testone come me, perché arriva da dove arrivo io, però non ce lo lascio mica. Adesso ovviamente mi odia, magari un giorno capirà, magari no, e magari non mi capirete nemmeno voi, ma non importa. Io questa merda me la tengo, ma lui non ce lo lascio”.

Andiamo a scuola.

Written by

Ente metafisico a partita iva, fondatore e CEO dell'Universo. Life & death coach. Entra sempre nel bagno delle donne, perché c'è scritto Signore.

Get the Medium app

A button that says 'Download on the App Store', and if clicked it will lead you to the iOS App store
A button that says 'Get it on, Google Play', and if clicked it will lead you to the Google Play store