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Il caso Serra, spiegato bene

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(Sì, ho rubato il titolo al Post, ma sono Dio e faccio come mi pare)

Il fastidio per l’amaca di Serra sulla scuola, l’estrazione sociale e i bulletti è diventato un caso nazionale, divide in due il paese e provoca sensi di colpa.
E io adoro i sensi di colpa. Ci campo, con i sensi di colpa.

Sì, l’estrazione sociale e i meccanismi classisti della società portano i casi peggiori all’Itis o all’istituto professionale: è vero come la legge di gravità, è talmente vero che è noioso.
La scuola (quella scuola) spesso è l’inferno in terra, e i casi di bullismo sui professori — che a quanto pare sono una novità — in realtà sono all’ordine del giorno da almeno vent’anni (prima di diventare Dio ho fatto l’ITIS, e c’è molto da raccontare, fidatevi; magari un giorno ci scriverò un libro).

Però la domanda è: perché i lettori sclerano così tanto? Perchè è diventato un caso di indignazione nazionale? Qual è la leva emotiva che mette in moto la sassaiola social?
La cosa è sottile.

Dividendo il mondo in due (cattiva estrazione sociale VS buona estrazione sociale) ma restando comunque a sinistra, DEVI per forza solidarizzare con i bulletti, carnefici in quanto vittime del sistema, giovani forse irrecuperabili condannati alla barbarie.
E se solidarizzi con loro (ed è già difficile riuscirci: il lettore storce il naso, perchè vorrebbe prenderli a ceffoni), non puoi solidarizzare con chi sta dall’altra parte, cioè quelli di discreta/buona estrazione sociale, le persone “civili” perchè nate al posto giusto, quindi parte del problema.
Ovvero i lettori.
Ovvero noi.

Nessuno vuole sentirsi dire “noi siamo stati bravi studenti perchè in fondo siamo benestanti fortunati”, è un concetto che annulla il merito e comporta sensi di colpa, ci fa sentire ricchi (e non lo siamo, o meglio: non quanto vorremmo), e anche un po’ stronzi.
L’unica risposta possibile del lettore a un ragionamento come quello è un viscerale “stocazzo: tu sarai e ricco e fortunato, io sono povero come loro e ho subito le ingiustizie del sistema. Sono povero e giusto, ecco”, e giù, seghe mentali sulla mentalità ottocentesca di Serra, e tutto il possibile per non ammettere di essere anche noi, in fondo, dei semplici vincitori della lotteria sociale.

Resta da capire se Serra aveva previsto di tirarsi contro i suoi lettori, o se ha solo scritto di corsa e pestato una cacca.
Se aveva previsto tutto, è davvero un genio masochista.

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Ente metafisico a partita iva, fondatore e CEO dell'Universo. Life & death coach. Entra sempre nel bagno delle donne, perché c'è scritto Signore.

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