Il miracolo italiano dei 49 milioni

La storia dei 49 milioni della Lega, anche se riescono a complicarla e a pontificare sul nulla, è semplice e banale. L’unica cosa che ho apprezzato davvero è il finale.
Ripercorriamone la trama:
La Lega, con segretario Bossi, escogita una truffa sui rimborsi elettorali, e prende soldi che non deve prendere.
Lo Stato a un certo punto se ne accorge e scoppia il casino.
La Lega dà un calcio nel sedere a Bossi — ma delicatamente e con tutto il rispetto, è pur sempre il buon fondatore, dai, che vogliamo fare? Lo mandiamo in galera? — e il nuovo segretario è Salvini.
Salvini e la Lega capiscono che sta per piovere merda e si costituiscono parte civile, ovvero riconoscono il reato commesso ai loro danni. Ovvero, riconoscono di avere in cassa soldi ottenuti illecitamente.
L’avvocato di Bossi — che non è scemo — scrive a Salvini “guarda che se ci accusi di aver commesso un reato, allora i soldi che hai in cassa sono il corpo del reato, quindi non li devi spendere”.
A questo punto la Lega, con segretario Salvini, è a un bivio: o restituisce i soldi, chiude bottega, chiede scusa agli elettori — come richiede l’onorevole codice di condotta di una destra onesta — e ricomincia da capo, o va avanti sperando in un miracolo assurdo e molto improbabile (a meno che non vivi in Italia).
Indovinate quale delle due ha funzionato.
Per farla ancora più semplice:
Mio padre, mentre io sono piccolo, ruba un sacco di soldi.
Dieci anni dopo la polizia lo becca, e gli chiede dove sono i soldi.
Io nel frattempo sono cresciuto, e data la situazione cerco di pararmi le chiappe mantenendo la calma: invece di strangolare mio padre perché mi ha rovinato la vita, mi limito a denunciarlo.
La polizia intanto controlla i nostri conti, e poi mi dice “Allora, la casa, la macchina, il computer, il telefono, i vestiti, i viaggi e il cibo degli ultimi dieci anni sono stati pagati con soldi rubati. Come ce li volete ridare? Vendete casa? Vendete la macchina? Facciamo in comode rate? Guardate che sono tanti, eh, è un bel casino.”
A questo punto, data la vastità della merda che incombe sulla mia famiglia, mi trovo davanti a un bivio: o vendo tutto il vendibile e restituisco il resto dei soldi, spennando quello stronzo di mio padre e assicurandomi che non esca mai più da San Vittore, o faccio finta di niente, lascio mio padre a godersi la sudata vecchiaia, vado avanti dando la colpa a qualcun’altro, e cammina cammina un giorno divento il capo della polizia.
Indovinate quale delle due ha funzionato.
