Il triste Limbo dei Post di mezzo Mondo
@AndreaTorti90
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Perché i miei pezzi cadono nel vuoto come sassi fra le sabbie mobili?

Bella domanda Caro @AndreaTorti90, pare un destino comune a molti qui dentro: salvo tu non sia iscritto a qualche pubblicazione che abbia un buon numero di utenti, il metodo di ‘scorrimento continuo’ delle notizie in home page ti mette nelle condizioni di: o essere li al momento in cui esce il post, oppure te lo perdi, visto poi che i feed non funzionano (e sospetto non per un bug, ma per una precisa scelta direzionale).

…poi, a distanza di giorni, lo trovo ancora al palo, con una manciata scarsadi raccomandazioni e spesso nessun commento eccetto il mio e l’eventuale risposta dell’autore.

Sulla questione dei mancati commenti, questa è una cosa piuttosto italiana: anche nei blog, vedo molto letture, ma pochi commenti: sembra quasi che l’italiano medio, anche se uno scrittore, non riesca o non voglia correre il rischio, di confrontarsi; ed è strano che gente con queste paure si iscriva a Medium, visto che medium nasce come punto di confronto oltre che di pubblicazione; ma lo vedo succedere anche nelle pubblicazioni di grossi volumi: se ci fai caso, anche li rispetto al numero di persone iscritte i commenti son davvero pochi, e come succede spesso poi diventano i commenti dei ‘soliti noti’.

E a quel punto, perché esporsi alla continua umiliazione di vedere le proprie riflessioni accolte con indifferenza, specie se si viene incoraggiati a pagare per farlo?

Beh su questa cosa ormai è stato scritto tutto quello che si poteva scrivere: sia nel senso del pro, sia nel senso del contro: ma il muro di silenzio eretto da Ev per non porre il fianco alle discussioni generate dalle sue scelte, piuttosto discutibili, non fa che riconfermare che manca la volontà di un confronto, anche se senso unico nel senso che ognuno resta della propria idea, ma non rispondendo a nessuno, non pubblicamente almeno, è chiaro che sparati i primi siluri anche da pezzi grossi della comunità, se non c’è risposta, decade l’interesse a portare avanti il discorso. Se succede questo per le cose importanti figurati per le cose quotidiane !!!

a quante persone restino deluse e decidano di smettere di scrivere ogni singolo giorno.

Se uno smette di scrivere perché gli manca una contrapartita anche solo di confronto, allora non scrive per se stesso. In questo caso forse è meglio che lasci perdere.

Io scrivevo prima di conoscere Medium e continuerò a farlo anche dopo che me ne sarò andato da qui. Io ho sempre visto lo scrivere quotidianamente un esercizio ‘con’ me stesso, non un mezzo per ricevere gratificazione da terzi, per lo più sconosciuti.

Finché si comincia a dubitare di sé e di ciò che si vuol dire.

Vale quanto scritto per il punto appena sopra….

Se provate anche voi la stessa perplessità, lo stesso scoraggiamento, che ne dite di parlarne, di cercare insieme delle soluzioni?

Ma soluzioni riferite specificatamente a Medium o in genere anche per i nostri singoli blog??

O almeno di provarci.

Quello sempre, ma tieni presente comunque, che la gente potrà essere d’accordo con te, almeno a parole, ma solo finché ci sarà da parlarne: se si inizia a parlare di tirarsi su le maniche e cominciare a fare davvero a fare qualcosa allora, scoprirai quando fanno fanno in fretta a defilarsi eh eh eh

Io ci sghignazzo su, ma solo perché ci son già passato, per cui so cosa vuol dire quando succede… ti girano, e ti girano tanto!! Ti dici: “ma come: ne pariamo da settimane (mesi, anni) ed adesso che dobbiamo fare tirate tutti i remi in barca?”

Purtroppo, almeno per la mia esperienza in fatto di ‘gruppi eterogenei’ apparentemente connessa da interessi comuni, succede quasi sempre così.

Spero di sbagliarmi stavolta, quanto meno.