Non avendo mai approcciato i microfoni, e non avendo tutta questa gran spigliatezza o capacità di andare a braccio, ho iniziato più o meno facendo il contrario di quello che immagino si faccia in radio: scrivere un copione da seguire dalla prima all’ultima lettera. In sostanza, per diverse puntate, ho letto. E si sente (non che legga malissimo eh, però ecco). Tanto testo, troppo pensato per essere letto invece che ascoltato.
L’analfabeta funzionante
Mix
62

Non devi sentirti diverso per averlo fatto, leggere un copione intendo.

Credo che tutti quelli che sono passati davanti un microfono, per fare della radio, al proprio primo appuntamento, si siano preparati bene o male così.

Io allora, ti parlo di 40 anni fa, la chiamavo micropanico ossia panico da microfono.

E non credo di poter essere smentito, nel dire che tutti i conduttori radiofonici, non importa se via etere o via web, ci siamo passati!!

L’importante, come riporti più avanti, è che, strada facendo, il copione diventi solo una linea guida e successivamente sparisca, come oggetto materiale e resti solo nella tua testa giusto per dare una direzione alla trasmissione.

Auguri per la tua avventura radiofonica.

IR

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