I lacrimogeni? Vietati in guerra ma non nelle città americane (e del mondo)

Ne ha usati tantissimi la polizia di Ferguson, Missouri, per fermare i manifestanti durante le proteste per la morte del 18enne Michael Brown, ucciso da un poliziotto sabato scorso. Colpita anche una troupe di Al Jazeera: sembra di stare in Egitto


Nelle notti di scontri nella città di Ferguson, nella contea di St. Louis, i gas lacrimogeni sono stati usati dalla polizia per contenere le proteste dei manifestanti dopo la morte dell’adolescente Michael Brown, ucciso da diversi colpi di pistola da un agente. Prima senti lo scoppio, poi il rumore metallico dell’oggetto che rotola sul pavimento. Di colpo è impossibile vedere e gli occhi iniziano a bruciare e a lacrimare, raccontano le persone che stanno protestando.

Anche se banditi dalle guerre grazie alla Chemical Weapons Conventionfirmata nel 1993 anche dagli Stati Uniti, i gas lacrimogeni continuano a essere usati dalla polizia americana e da quella di molti altri Paesi. Questo tipo di arma infatti non è vietata nelle città e nei sobborghi per contenere gli scontri e le proteste. I lacrimogeni sono stati usati l’anno scorso in Turchia. E ancora in Bahrain. Adesso a Ferguson. “Stavo solo cercando di andare a casa di mia sorella”, dice al Washington Post un ragazzo di 23 anni: la polizia lo ha colpito prima con proiettili di gomma e poi con gas lacrimogeni.

Ma il capo della polizia del sobborgo del Missouri ha difeso l’uso dell’arma. “Ci sono lamentele da parte di alcune persone. Ma per me nessuno è stato ferito seriamente e sono felice di questo”. Tuttavia molti studiosi e osservatori internazionali contestano l’impiego della tecnica nelle città, sostenendo che possa provocare seri danni ai manifestanti. “Per la Convenzione di Ginevra i gas lacrimogeni sono vietati dalle guerre ma continuano a essere impiegati contro i civili. È illogico”, spiega a magazine National Geographic, Sven-Eric Jordt, un esperto di gas nervini della Yale University School of Medicine.

L’arma spesso viene usata impropriamente dai poliziotti e ancora è molto difficile da contenere: in molti casi finisce per coinvolgere anche persone che non hanno nulla a che fare con la manifestazione in corso. Sono stati documentati casi di persone ferite, intossicate e anche uccise dall’agente chimico. Ovviamente — continua Jordt — la concentrazione dei gas usati in America è molto minore rispetto a quello impiegato in altri stati del mondo.


Nel 1993 l’Fbi usò gas lacrimogeni contro la setta religiosa dei Davidiani che si rifugiava in un bunker a Waco in Texas. Morirono più di 75 persone, tra cui 28 bambini. L’indagine svelò che l’uso di queste armi contribuirono all’uccisione del membri del gruppo. La polizia di confine di Israele ha spesso usato questo agente chimico per contenere le proteste dei palestinesi: Afp ha riportato che almeno due persone nella regione sono morte soffocate a causa del gas negli ultimi mesi.

Anche in Egitto durante le proteste per il colpo di stato militare che ha ribaltato il governo di Mohammed Morsi, diversi civili hanno perso la vita anche causa dei gas lacrimogeni. Intanto alcuni attivisti di Gaza su Twitter sarebbero in contatto con gli attivisti di Ferguson per spiegargli come resistere e difendersi dai gas lacrimogeni.

Sempre a proposito della questione, una troupe di Al Jazeera America è stata coinvolta negli scontri e colpita con gas lacrimogeni. Ai giornalisti sono state ritirate le telecamere, cosa che ha fatto pubblicare all’emittente del Qatar una nota: “Gli Stati Uniti sembrano l’Egitto”, si legge nel comunicato, in cui si paragona quanto sta avvenendo a Ferguson agli scontri dell’anno scorso di piazza Tahrir in Egitto.

Articolo pubblicato il 14 agosto 2014 su www.ilsole24ore.com e www.america24.com

Foto: Associated Press