C’era una volta Hollywood

Jo Gabel
Jo Gabel
Jul 28, 2017 · 2 min read

di Jo Gabel

Forse vi avvolgerà un lungo brivido decadente (Huysmans? D’Annunzio?), che vi farà recuperare il fragile parapetto dei sogni della gioventù.

Ma c’è di che rassicurarsi, perché quell’impeto non è diverso dall’entusiasmo dei nuovi followers della comunicazione di massa, che adorano youtubers e cyber divi.

Anzi, il recupero di una piacevole sensazione di frivolezza, potrebbe combattere quel cinismo che sopraggiunge con l’età, perché non c’è adolescente che non abbia desiderato incontrare l’attore o l’attrice dei suoi sogni (anche se lo stesso adolescente, con gli anni, fosse divenuto reticente e laconico).

E per quanto fredda, spigolosa, apatica fossi stata in quegli anni di gioventù, anche io avevo letteralmente adorato alcuni personaggi del grande schermo.

Come asseriva Montesquieu (cito a memoria, perciò potrei essere imprecisa): “Bisogna dare da vedere all’anima cose da essa ancora non viste, è necessario offrirle una sensazione diversa da quella che ha appena provato”.

E il cinema si propone di ricreare questa magia: un paese delle meraviglie, allestito ad hoc attorno a personalità eclettiche, geni della ripresa o abili comunicatori, ma sopratutto ad artisti sublimi, che sono entrati di diritto nei nostri sogni.

Ma mi chiedo se, al giorno d’oggi, in cui il surreale è divenuto pane quotidiano, il fascino esercitato dal cinema sia ancora lo stesso.

Se così fosse, esiste una città nel mondo che non ci tradirebbe (e dove potremmo davvero sbizzarrirci): è Hollywood, uno dei pochi luoghi della terra dove la potenza evocatrice del ricordo ha fatto sognare intere generazioni.

Poco importa se le dive sono in realtà personaggi evanescenti e fragilissimi: i ristoranti e i bar prestigiosi possono accoglierle a qualunque ora, anche quando si spostano da una suite a una macchina di rappresentanza o mentre sfrecciano su Sunset Boulevard.

Ed è proprio da quest’arteria, legata alla memoria di tanti cinefili, che voglio iniziare il nostro viaggio attraverso la mecca del cinema Statunitense, un luogo così lucente, da nondivenire opaco neanche attraverso un dagherrotipo color seppia….

(Prosegue sul magazine)

Jo Gabel

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Jo Gabel

Published writer, è autrice della rubrica “Polvere di stelle” sul magazine art a part of cult(ure).

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