Blooming

E quindi alla fine è giunto il momento del “Grande Passo”?

Si, può essere. Anche se spesso nella vita mi sono scoperto scostante, e quindi non si può mai dire “per quanto”.

Però se tutto è in divenire, e se lo siamo noi stessi, con questo primo e vuoto post posso effettivamente dire che ho fatto un passettino in più. Non so se in avanti o indietro ( e soprattutto sarà la vostra esperienza a generare un giudizio).

Comunque l’ultima frontiera personale è adesso superata : Julian Carax ha un blog.

Che due palle dover spiegare perché si apre un blog.

Il primo post è indubbiamente insulso perché forzato dagli eventi, e perché comunque in qualche modo devi riempire il seppur virtuale tanto vituperato “foglio bianco”.

È indubbiamente noioso, perché mediamente si dovrebbe tendere a esporre gli obiettivi di un blog, o quantomeno la struttura programmata, o quantomeno le intenzioni che ne muovono la nascita.

E io lo ripeto ( amo ripetermi ), sono potenzialmente scostante. Quindi non ho nessun idea di quale linea utilizzerà Julian Carax sul suo blog; né tantomeno delle ambizioni che sottostanno al senso di iniziarlo.

Nessuna struttura. Nessuna programmazione. Nessuna linea.

Quello che conta è il momento. È il presente. Ed è sul concetto di “momento” che voglio basare questa mia evidente prossima esperienza, vedendola (come però spesso tutti oramai dicono) più come una terapia personale che come un qualsiasi cosa che possa aggiungere qualcosa a quel qualcos’altro che è la galassia dei blog online.

Galassia a me sconosciuta perché, tanto per cambiare, non ho esperienza di Blog; sono sempre fuggito dai blog. Ho sempre ritenuto i blog una roba da narcisi, consapevole che narcisi lo siamo tutti. Ho sempre ritenuto tempo perso star sui blog o dipendere da essi.

Pertanto non ho ‘sta gran pretesa che voi perdiate del tempo con me.

Dico solo che amo contraddirmi, “rinnovarmi” o quantomeno ricredermi ( oltre che ripetermi, ma questa è appunto una ripetizione).

Tendenzialmente ho sempre odiato parlar di me laddove resta, ho sempre odiato dover parlare con qualcuno di quello che ho scritto, ho sempre odiato utilizzare gli hashtag, ho sempre odiato i social network, ho sempre un po’ odiato la mia immagine riflessa.

Ecco, è per questo che apro il mio blog.