Le 11 cose migliori che ho imparato negli 11 giorni peggiori della mia vita.

  1. Poche cose al mondo come un trasloco ti costringono a fronteggiare la più torbida nostalgia. Anzi, forse nessuna. Anche perché il trasloco è stressante, lo stress ti rende vulnerabile e praticamente parti già con un piede nella fossa.
  2. Nei libri, nei film, nelle canzoni, essere sensibili è un comportamento sempre premiato, mentre nella vita, spesso, è veramente una rottura di palle.
  3. Le persone invecchiano, tutte, anche e soprattutto i tuoi genitori, e le possibilità che invecchino come Mick Jagger o Hugh Hefner sono pressappoco le stesse che ha Giuseppe Simone di andare a letto con Emily Ratajkowski.
  4. Non esiste un momento migliore per fare le cose. Esistono invece cose che se non le fai subito diventano più inutili di un “lo sapevo” dopo aver fatto una cazzata irrimediabile.
  5. Lamentarsi quando le cose vanno così male che pensi non possa accaderti nulla di peggio è rischioso. Perché a volte il papà di Gesoo (o chi ne fa le veci) la prende come una sfida. E lui ha poteri sovrannaturali. E bestemmiare può anche andare di moda sui social, ma non risolve granché nella vita vera.
  6. Le soluzioni che ti sembrano più semplici e giuste per risolvere un problema, provocheranno le conseguenze più nefaste e ti porteranno a nuovi problemi ancora più complessi. E tu, per risolverli, sceglierai di nuovo le soluzioni più semplici e giuste. Perché sei un coglione.
  7. Piangere a volte è liberatorio, ma disidrata, fa venire mal di testa e spesso non risolve nulla. Piangere sotto la pioggia poi fa molto romanzo dell’800 (ok, forse fa più collezione Harmony), ma la gente ti guarda in modo strano, e se ti siedi per terra in preda alla disperazione, stai sicuro che non guarderai dove ti stai sedendo. E a quel punto dovrai ritenerti fortunato ad aver beccato una gomma e non… va beh, avete capito.
  8. Chi ti vuole bene veramente è disposto anche a ferirti pur di spingerti a essere una persona migliore. Poi sta a te decidere se offenderti e commiserarti prendendotela con il mondo perché è stato cattivo con te, continuando a crogiolarti nella tua mediocrità, oppure decidere che probabilmente in questo modo finiresti comunque per essere ferito successivamente (e in modo molto più doloroso), e allora tanto vale rimboccarti le maniche e muovere il culo per tirarti su. Che poi il mondo a volte sia davvero un pezzo di merda, questo è sicuro al 100%.
  9. La paura è un po’ come la crisi economica, può toglierti ogni certezza e buttarti giù, nel bel mezzo di un vortice di autolesionismo, oppure diventare un motore potentissimo per rialzarti e risalire pian piano fino in cima a una montagna dalla quale potrai finalmente vedere chiaramente tutte le opportunità che hai e rimetterti in gioco una volta per tutte.
  10. Un gesto d’affetto, anche un semplice “ti voglio bene” mandato via Whatsapp, soprattutto se sincero e spontaneo, può cambiare la giornata a chi lo riceve, e forse la vita a chi lo manda.
  11. C’è un modo infallibile per capire se un momento difficile è alle spalle. Ed è quando hai voglia di scherzarci su, di usare il sarcasmo non più come una difesa, ma come un’arma. Ed è allora che finisci per scrivere una cosa del genere.

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